Guida ai personaggi
Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.
Artemio Bruni (stagioni 1 e 2)
Maggiordomo impeccabile, smoking nero, papillon sempre sistemato. Serviva la Duchessa con dedizione totale e la odiava con altrettanta costanza. Figlio di un artista dimenticato (Ludovico Bruni), cresciuto con l’idea che i critici siano la vera piaga del mondo. La vita è il suo palcoscenico, e la attraversa con sfrontato ottimismo.
Dario Falco (stagione 2)
Ex critico d'arte, temuto e influente. Quindici anni fa è scomparso dopo una mostra al Castello di Rivoli finita male: debiti, usurai alle calcagna. Tutti lo credevano morto. Viveva invece nascosto ai margini della città.
Duchessa (stagioni 1 e 2)
Beatrice, medium e sensitiva di rango, veste di porpora. Nata a Beinasco in una famiglia di imprenditori di pompe funebri, ha lasciato tutto a vent'anni reinventandosi nobildonna di charme. Ingaggia Detective Sagrin per un caso di furto, trascinandolo in qualcosa di molto più grande. Ha sempre ingannato i suoi clienti fingendo di parlare con i morti, finché i morti non hanno iniziato a risponderle davvero.
Ludovico Bruni (stagione 2)
Artista concettuale, usava la polvere domestica per realizzare opere all’avanguardia. Marito amorevole di Petunia, padre di Artemio. Quindici anni fa le sue opere furono distrutte in occasione di una mostra al Castello di Rivoli. Da quel giorno si è chiuso in un silenzio che non ammette repliche.
Padre Pellegrino (stagioni 1 e 2)
Prete senza fede, meccanico per vocazione. Gestisce una rimessa nel quartiere Santa Rita dove ripara auto con la stessa cura che un tempo dedicava alle anime. Amico e confidente del Detective Sagrin.
Petunia Bruni (stagione 2)
Moglie di Ludovico, madre di Artemio. All'apparenza casalinga mansueta e moglie devota, quando si tratta di proteggere i suoi cari tira fuori gli artigli.
Sagrin (stagioni 1 e 2)
Il suo soprannome è Sagrin, che in piemontese significa tristezza, sgomento. Il nome vero è Manlio, ma lo conoscono in pochi. Detective privato, corpulento, quasi calvo, baffi alla D'Artagnan. Porta una divisa militare trovata al Balon e tiene sempre in bocca un bastoncino di liquirizia. È il miglior investigatore che Torino abbia mai avuto, e lo sa benissimo.







