<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"><channel><title><![CDATA[Sagrin]]></title><description><![CDATA[Racconti illustrati ambientati in una Torino fuori dal tempo. Personaggi più veri della finzione, un episodio ogni due settimane.]]></description><link>https://www.albertoceresa.com</link><image><url>https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,w_256,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png</url><title>Sagrin</title><link>https://www.albertoceresa.com</link></image><generator>Substack</generator><lastBuildDate>Sun, 23 Aug 2026 20:32:02 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.albertoceresa.com/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[Alberto Ceresa]]></copyright><language><![CDATA[it]]></language><webMaster><![CDATA[albertoceresa@substack.com]]></webMaster><itunes:owner><itunes:email><![CDATA[albertoceresa@substack.com]]></itunes:email><itunes:name><![CDATA[Alberto Ceresa]]></itunes:name></itunes:owner><itunes:author><![CDATA[Alberto Ceresa]]></itunes:author><googleplay:owner><![CDATA[albertoceresa@substack.com]]></googleplay:owner><googleplay:email><![CDATA[albertoceresa@substack.com]]></googleplay:email><googleplay:author><![CDATA[Alberto Ceresa]]></googleplay:author><itunes:block><![CDATA[Yes]]></itunes:block><item><title><![CDATA[Detective Sagrin - l'intervista]]></title><description><![CDATA[Personaggi in libera uscita]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/detective-sagrin-lintervista</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/detective-sagrin-lintervista</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 16:36:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/4f53070b-ade7-4111-89d6-8f7c36048c9b_2752x1536.png" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,<br>eccomi con uno speciale estivo, totalmente e felicemente imprevisto.<br>The Raven Cat, uno dei miei luoghi letterari preferiti su Substack - il cui sottotitolo, <em>The Dark Cabinet of Curiosities</em>, rende bene l'idea - mi ha dato la possibilit&#224; di prendere parte ad una intervista. E i personaggi di Sagrin hanno preso il sopravvento, occupando con le loro personalit&#224; ingombranti lo spazio che avevo a disposizione.<br>Vi lascio all'intervista, la trovate qui sotto. <br>Buona estate,<br>Alberto</p><p><a href="https://shorturl.at/qs574">Intervista - Detective Sagrin</a></p><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[25. La sfida]]></title><description><![CDATA[In cui Manlio scopre che scrivere bene non basta]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/25-la-sfida</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/25-la-sfida</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 20 Jul 2026 05:22:48 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_e9R!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F702f07bf-3b99-4023-90ea-00aefb6b0ce9_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Compagni/e di avventura,<br>eccoci all&#8217;ultimo episodio prima della pausa estiva. Non vi abbandono per pigrizia, sia chiaro: &#232; che anche Manlio ha diritto a una pausa, d&#8217;altro canto sta scrivendo il grande romanzo italiano, mica una robetta qualsiasi. Ci ritroveremo a inizio settembre, per nuove e mirabolanti avventure in salsa sagrin. Buona estate e buona lettura,<br>Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;c9c2ba56-0b6b-484d-bcfa-1e87208dbf44&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;84072829-7f23-4471-9405-e02d47208a28&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Quella notte Manlio non aveva dormito. Aveva trascorso ore interminabili a girarsi in testa l&#8217;idea del gettone d&#8217;oro. Si sentiva preso in giro, ma una vocina dentro di lui gli diceva di abbassare le barriere difensive, di fidarsi per una volta del prossimo e, per dirla alla Greco, prepararsi a spiccare il volo. Si alz&#242; con calma, i suoi compagni d&#8217;avventura erano gi&#224; confluiti nella sala refettorio. Raggiunse la mensa e davanti ai suoi occhi si par&#242; un assortimento di pentoloni, grandi mestoli di legno e inservienti dal grembiule bianco.<br><em>Curioso di scoprire che brodaglia mi propinano. Sperando che non risalga ai tempi dei monaci. Non vorrei trascorrere tutto il campus sul cesso.<br></em>Sbrig&#242; la faccenda velocemente, ingollando una tazza di latte caldo, coperto da quella pellicola cremosa che si forma quando si scalda troppo. Complet&#242; il tutto con una tazza di caff&#232; annacquato. Decise che quella sarebbe stata una giornata decisiva. Non c&#8217;era margine per <em>sagrin</em> di sorta. Stava per alzarsi quando sent&#236; una conversazione concitata dall&#8217;altra parte della sala. A quanto pare Greco stava parlando con qualcuno al cellulare, ed era piuttosto arrabbiato. Manlio origli&#242; la conversazione incuriosito.<br>&#171;Ti ho detto che devi fare come dico io, hai capito? Non me ne frega niente delle tue scuse, non ti pago per sentire scuse. Trovami un&#8217;ospitata alla svelta, prima serata. E oltre ai soldi devono comprare almeno cento copie. Spilorci di merda.&#187;<br>Greco chiuse la telefonata di colpo e si gir&#242;, sorprendendo Manlio a guardarlo. Manlio vide il volto rabbioso trasfigurarsi in un attimo, inondato da un sorriso affettato. Corrispose il sorriso con scarsa convinzione, poi si alz&#242; e usc&#236;, raggiungendo i compagni al centro del prato. Si mise di fianco a una signora dall&#8217;aria triste, dall&#8217;aspetto appassito. Si sent&#236; in dovere di fare due chiacchiere.<br>&#171;Anche lei aspirante scrittrice? Che bella opportunit&#224; questo Campus, non &#232; vero?&#187;<br>La signora rispose flebilmente.<br>&#171;S&#236; beh, convengo con lei. S&#236;, mi diletto con la poesia. Ma non si dia pena di leggerle, sono piuttosto carenti. Che in fondo &#232; la ragione per cui sono qui. Lei invece cosa scrive?&#187;<br>Manlio si sent&#236; preso alla sprovvista.<br>&#171;Io? Ecco, io..sono un romanziere. Ma sono proprio all&#8217;inizio del mio libro.&#187;<br>&#171;Magnifico! Quante pagine ha gi&#224; scritto? 400? 500?&#187;<br>Manlio ment&#236; automaticamente, senza quasi pensarci.<br>&#171;Quasi, grossomodo.&#187;<br>&#171;Allora il gettone d&#8217;oro sembra fatto apposta per lei. Si affretti, oggi in mensa dicevano che ne resta solo uno. Non vorr&#224; rimanere senza.&#187;<br><em>Il gettone d&#8217;oro, Cristo santo. Per un attimo me ne ero dimenticato. Basta, mi tappo il naso e lo compro. Mica devo essere il pi&#249; ricco del cimitero.<br></em>&#171;Grazie signora, me ne stavo dimenticando.&#187;<br>Manlio si conged&#242; e accenn&#242; un passo di corsa fino a tornare in mensa.<br>Si rivolse alle inservienti, chiedendo di acquistare il gettone.<br>&#171;Sono 200 euro, grazie.&#187;<br>Consegn&#242; la somma, con un enorme peso sul cuore.<br>Le giornate scorsero con una velocit&#224; impressionante, tante erano le attivit&#224; che Greco aveva programmato.<br>I partecipanti si dilettarono con una corsa con i sacchi a rotta di collo, <em>perch&#233; il successo &#232; una corsa a ostacoli</em>.<br>Testarono la fiducia nel prossimo lasciandosi cadere tra le braccia dei compagni a occhi chiusi, <em>perch&#233; non si raggiunge il successo da soli, ma solo con una squadra di supporto.<br></em>E infine, il pezzo forte, camminarono sui carboni ardenti, con una coreografia musicale ad accompagnare il tutto. Manlio si sentiva bruciato da testa a piedi, e stanco come mai prima d&#8217;ora. In questo tour de force si era persino dimenticato di fumare, cosa che ora lo faceva sentire nervoso come una scimmia. Era esausto, ma non era finita. Dopo una cena mesta, li aspettava il momento del gettone d&#8217;oro.<br>Tutti i partecipanti avevano sborsato quella somma illogica per accedere all&#8217;incontro individuale con Greco, quindi sarebbe stata una serata piuttosto lunga, ad attendere il proprio turno.<br>Manlio attese fino alle 23:30: gli era stato assegnato l&#8217;ultimo turno.<br>Greco lo attendeva in una stanza piuttosto piccola, che doveva essere stata la cella di un monaco in precedenza.<br>Manlio entr&#242; tenendo in mano il suo foglio, l&#8217;unico racconto scritto fino ad ora.<br>Greco lo accolse sorridendo e gli fece cenno di sedersi.<br>Poi prese parola.<br>&#171;Caro Manlio, l&#8217;ho osservata attentamente in questi giorni. E ho notato che anche lei ha osservato me, con un certo sospetto. C&#8217;&#232; qualcosa in lei che non riesco ad inquadrare. Mi ricorda un iceberg. Lascia intravedere solo una piccola parte di lei, mentre tutto il resto resta sotto la superficie dell&#8217;acqua.&#187;<br>Manlio si sent&#236; lusingato.<br>&#171;Un iceberg? Mi hanno chiamato in tanti modi, spesso poco gentili, ma mai prima d&#8217;ora mi hanno paragonato a un iceberg. Grazie, credo.&#187;<br>&#171;Forza, caro mio, arriviamo al motivo del nostro incontro. Il suo manoscritto, me lo consegni, cos&#236; lo scorriamo insieme.&#187;<br>&#171;Professore, in realt&#224; io sono uno scrittore in erba. Ho scritto solo un racconto per adesso.&#187;<br>Greco lo guard&#242; con aria incerta, ma in un attimo ripristin&#242; il suo sorriso amabile.<br>&#171;Nessun problema Manlio, la qualit&#224; spesso non va a braccetto con la lunghezza. Mi basta una pagina per capire la direzione del racconto. Ora le chiedo un attimo di silenzio, voglio leggere con attenzione.&#187;<br>Come gi&#224; accaduto con Lucia, Manlio aspettava fremente.<br>&#171;Le dispiace se fumo? Non amo le attese.&#187;<br>&#171;Faccia pure. Come si dice, ognuno sceglie il suo veleno.&#187;<br>Incassato il via libera, Manlio si accese una sigaretta, gustandola con particolare piacere. Qualche minuto dopo, Greco era pronto per il verdetto.<br>&#171;Magnifico Manlio, assolutamente magnifico.&#187;<br>Manlio non credeva alle sue orecchie. Finalmente era giunto il momento che aspettava da tempo.<br>&#171;Davvero, ma vuole che le dica di pi&#249;? Che le racconti qualcosa sui retroscena, su come ho costruito il racconto?&#187;<br>&#171;No davvero, non &#232; necessario. Le dicevo, magnifico, peccato..&#187;<br>Quella parola colp&#236; Manlio come uno schiaffo.<br>&#171;Peccato? In che senso peccato?&#187;<br>Greco scoppi&#242; in una risata incontrollabile, che si accese e spense con una rapidit&#224; inconsueta.<br>&#171;Manlio, lei mi fa tenerezza. Lei &#232; totalmente a digiuno delle dinamiche del settore editoriale. Non sa niente di niente. Questo &#232; il suo problema. Quello che scrive potrebbe anche funzionare, ma se lo scrivessi io. Non lei. Perch&#233; sa qual &#232; la differenza tra me e lei?&#187;<br>&#171;No&#187;<br>&#171;Che io sono uno scrittore affermato. Lei un signor nessuno.&#187;<br>&#171;Ma per diventare conosciuto dovr&#242; pur scrivere, no? Non si nasce famosi.&#187;<br>&#171;S&#236; e no, Manlio, s&#236; e no. Vede, per diventare uno scrittore di successo deve avere una rete sociale alle spalle. Ecco il motivo dei giochi che abbiamo fatto, rinforzavano il senso di squadra. Deve diventare un personaggio. Deve andare alle ospitate in televisione. Deve essere ovunque, ovunque. Poi potr&#224; anche scrivere una fesseria, e la sua aura sociale la render&#224; bellissima, mi creda. Si iscriva al Rotary, al Lions Club, al Gruppo Scout, a qualsiasi associazione di suo gusto. Ma deve entrare nella mappa sociale. Altrimenti si dimentichi di essere uno scrittore. Potr&#224; essere un emerito sconosciuto, il migliore scrittore del mondo, e morire ignorato.&#187;<br>Manlio era ammutolito. Perch&#233; una parte di lui sapeva che Greco aveva ragione.<br>Si era sbagliato sul suo conto, non era un truffatore, era un cinico, un ingranaggio oliato del sistema. E non sapeva scegliere cosa fosse pi&#249; doloroso.<br>&#171;Manlio, mi dispiace aver distrutto la sua favoletta, ma lo faccio per il suo bene. C&#8217;&#232; qualcosa in lei che mi ispira simpatia, ho preferito darle un calcio in culo, mi passi il termine, prima che sia il mondo a darglielo. E ancora una cosa. Curi il suo aspetto. I colori sono il segreto, deve trasmettere positivit&#224;, energia. La saluto, la nostra ora purtroppo volge al termine.&#187;<br>Manlio annu&#236; con il capo e usc&#236; senza proferire parola. Il pullman riport&#242; i partecipanti in Corso Ferrucci. Si erano create delle piccole amicizie nel gruppo, e il congedo fu piuttosto festoso. Manlio si allontan&#242; senza salutare nessuno, sprofondato nei suoi pensieri, nei suoi dolori.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_e9R!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F702f07bf-3b99-4023-90ea-00aefb6b0ce9_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_e9R!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F702f07bf-3b99-4023-90ea-00aefb6b0ce9_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!_e9R!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F702f07bf-3b99-4023-90ea-00aefb6b0ce9_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Il Campus]]></title><description><![CDATA[In cui Manlio scopre il prezzo della saggezza]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/24-il-campus</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/24-il-campus</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:14:13 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Gentili ospiti, quando il caldo galoppa, cosa c'&#232; di meglio che andare in villeggiatura? <br>E cos&#236; questa settimana Manlio ci porta a spasso con lui. Poi ancora un episodio (in uscita il 20 luglio), prima di una meritata pausa estiva: torniamo a settembre. Buona lettura,<br>Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;0945c2ab-9d17-427c-bc58-9485438eb1ee&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;267fce2e-da16-4116-baae-3ca0c48b1804&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Manlio aspettava seduto all&#8217;area partenze pullman di corso Ferrucci, a due passi dal Palazzo di Giustizia, dove tante volte in passato si era trovato per esigenze professionali. Lo stacco era brutale: da rappresentante della legge ad aspirante scrittore, sembravano due vite diverse, incastrate alla bene e meglio. Il suo bagaglio era leggero: una borsa piuttosto piccola, con l&#8217;occorrente per passare tre giorni fuori casa. Solo l&#8217;essenziale. Finalmente avvist&#242; un pullman con un cartello che recitava: Campus Scrittori - Usseglio. <br>Manlio si affrett&#242;, immaginava la calca di persone, voleva essere sicuro di prendere un posto in prima fila, evitando nausee assortite durante il viaggio. Ma lo scenario che si present&#242; davanti ai suoi occhi confut&#242; in un attimo le sue ipotesi: i partecipanti, gli aspiranti scrittori per cos&#236; dire, si contavano sulle dita di una mano, o poco pi&#249;.<br>Li vide salire uno a uno: sette persone, di cui quattro donne di mezz&#8217;et&#224; e tre uomini leggermente pi&#249; attempati. Si assicur&#242; il posto in prima fila senza problemi, d&#8217;altronde c&#8217;era l&#8217;imbarazzo della scelta. I partecipanti avevano occupato i posti sul pullman secondo una scacchiera votata all&#8217;isolamento: il pi&#249; lontano possibile l&#8217;uno dall&#8217;altro. Non volava una mosca, solo l&#8217;autista canticchiava un motivetto indistinguibile, battendo il pollice sul volante. Manlio era deluso dall&#8217;atmosfera mesta. Come al solito le sue aspettative nei confronti della vita lo ferivano. Aveva la tendenza a sovrastimare la felicit&#224; che avrebbero generato in lui le situazioni che viveva, con conseguenti delusioni, inevitabili. Forse era proprio quello il sagrin, aspettarsi troppo dalla vita e sentirsi tirare gi&#249;, in una bagna di mestizia.<br>Le ore di viaggio sembravano trascorrere al rallentatore, e cos&#236; Manlio tir&#242; fuori dalla sua borsa il suo telefonino Nokia, aggeggio che non capiva, non amava e non utilizzava mai. Scorse nella rubrica dei contatti. Duchessa, Artemio, Padre Pellegrino. Si rendeva conto di essere un pessimo amico, ma non poteva farci niente. La socialit&#224; per lui era una fatica. Sopportabile solo a minuscole dosi. Cerc&#242; di comporre un sms per Duchessa, ma dopo interminabili tentativi a vuoto lasci&#242; perdere. Le sue mani erano troppo grosse per pigiare quei tasti minuscoli. Riusc&#236; per&#242; a fare una piccola partita a Snake, il gioco che si trovava su tutti i telefoni Nokia. Distratto dal giochino, non vide sfilare fuori dal finestrino la citt&#224;, che forse non avrebbe in ogni caso visto.<br>Come tutte le cose che si conoscono troppo bene, nel tempo diventano invisibili.</p><div><hr></div><p>Il viaggio scorse via senza intoppi, e finalmente il pullman raggiunse Usseglio, un paese di poche anime incastrato nella Valle di Vi&#249;, a Nord-Ovest di Torino. Manlio scese dal veicolo caracollando, e si ferm&#242; per un attimo a inspirare l&#8217;aria fresca di montagna. Il paesaggio era maestoso. Montagne, prati a perdita d&#8217;occhio, di un verde cos&#236; acceso da sembrare una colata di vernice. Intorno a lui i suoi compagni di viaggio, che non mostravano particolare entusiasmo.<br><em>Al diavolo. Branco di mummie. Facevate prima a stare a casa. L&#8217;umanit&#224; fa davvero schifo.<br></em>Il pullman sferragli&#242; via alzando una nuvola di polvere. La loro destinazione era un gruppetto di edifici bassi, disposti a corte intorno a un grande prato, dove sorgevano due porte da calcio in rovina.<br>Tutto intorno il nulla.<br>La comitiva mosse i primi passi verso la corte, mentre in direzione opposta giungeva un gruppetto vociante di et&#224; mista: bambini e adulti, tutti insieme, capitanati da un prete. Quando i due gruppi si incontrarono a met&#224; strada, il prete si ferm&#242;, con un grande sorriso.<br>&#171;Benvenuti a Usseglio! Ci diamo il cambio, noi stiamo andando via. Siamo della Parrocchia di Santa Teresina di Torino. Abbiamo appena finito una settimana di catechismo con i bambini. Beati voi, questo posto &#232; davvero un incanto! Ci dispiace partire. Beh, buona giornata.&#187;<br>I suoi compagni biascicarono un saluto poco convinto, mentre Manlio cercava di figurarsi mentalmente la Chiesa di Santa Teresina.<br><em>Ah, ora ricordo. Quella specie di astronave che c&#8217;&#232; in Crocetta. Brutta da piangere, gli intenditori dicono che &#232; &#8220;architettura brutalista&#8221;. Sapranno loro.<br></em>Dopo che il gruppo della parrocchia si era allontanato, la comitiva si ferm&#242; al centro del prato, guardandosi intorno. Che fine ha fatto il Prof. Dott. Greco, sembravano chiedersi.<br>Finalmente da uno degli edifici arriv&#242; correndo un uomo.<br>Manlio lo osserv&#242; avvicinarsi, e lo scrut&#242; con grande attenzione, come un tempo osservava i sospettati, i criminali. Una cosa era certa: Greco non passava inosservato.<br>I suoi vestiti sfidavano la vivacit&#224; della natura, proponendo un caleidoscopio di colori sgargianti che quasi accecavano. Indossava una giacca patchwork in cui i colori pastello si mischiavano senza un filo logico. Pantaloni rosso acceso, una camicia verde pisello sovrastata da un foulard effetto optical. Montatura degli occhiali bicolore e infine l&#8217;accessorio pi&#249; sfrontato: un sorriso a cento denti, che creava un effetto innaturale nel viso. Manlio era poco convinto di quello che stava vedendo, anzi, era realmente terrorizzato.<br><em>Questo pagliaccio agghindato a festa sarebbe l&#8217;esimio Prof. Greco? Sento puzza di fregatura.<br></em>Si guard&#242; alle spalle alla ricerca del pullman, pronto a scappare, ma a quanto pare era incastrato l&#236;, non c&#8217;era via di fuga.<br>Greco prese parola.<br>&#171;Cari partecipanti, benvenuti alla decima edizione del Campus per Aspiranti Scrittori! Io sono il Professor Greco, ma in questi giorni potrete chiamarmi semplicemente Antonio. Ci aspettano delle giornate intense, piene di attivit&#224;, ma per prima cosa lasciate che vi mostri il Campus.&#187;<br>Il professore accompagn&#242; il gruppo in giro per il Campus, se cos&#236; si poteva chiamare.<br>La sensazione era di stare in un monastero, cosa che peraltro Manlio sospettava che fosse stato in un passato piuttosto recente. Attraversarono lo Spazio Polifunzionale, uno stanzone vuoto salvo alcune sedie disposte in modo disordinato ai lati della stanza, una lavagna di dimensioni importanti e un palco per spettacoli teatrali.<br>Proseguirono per l&#8217;area toilette, divise per maschi e femmine, con una schiera di bagni alla turca. Il refettorio, dove i pasti principali del giorno venivano serviti dallo staff. <br>E infine le camerate per dormire, anch&#8217;esse separate per uomini e donne, con letti a castello pi&#249; adatti a bambini che ad adulti.<br>Finita la perlustrazione, Greco accompagn&#242; nuovamente la comitiva al centro del grande prato.<br>&#171;Cari scrittori, care scrittrici. Considerate questi giorni come un&#8217;opportunit&#224; straordinaria per mettere le ali alla vostra creativit&#224;. Non voglio svelare troppo ma dovrete sostenere delle prove che tempreranno il vostro spirito. Avete mai camminato sui carboni ardenti?&#187;<br>Greco si ferm&#242;, sorridendo ai partecipanti e guardandoli a uno a uno negli occhi. Indugi&#242; un istante di troppo su Manlio. Manlio not&#242; quella pausa e si sent&#236; a disagio: distolse rapidamente lo sguardo.<br>Greco riprese.<br>&#171;Ecco, la mia solita lingua lunga. Vi ho gi&#224; svelato uno dei segreti del Campus, la nostra prova pi&#249; ardua. Ma lasciate che vi dica l&#8217;ultima cosa. Qui lavoreremo sempre in modo corale, sempre in gruppo, fianco a fianco. Ma se vorrete passare del tempo individualmente con me, mettere mano a testi che avete gi&#224; scritto, farli salire di livello, per cos&#236; dire, potete acquistare un gettone d&#8217;oro presso la mensa. Non &#232; davvero d&#8217;oro, intendiamoci. Ma &#232; il gettone che vi permetter&#224; di accedere all&#8217;incontro individuale. Non &#232; proprio economico, lo ammetto, ma &#232; come fare dieci mesi di lavoro concentrati in una ora sola. Non &#232; obbligatorio, comunque.&#187;<br><em>Il gettone d&#8217;oro? Lo sapevo che ci avrebbe spillato dei soldi. Quando si dice che l&#8217;abito non fa il monaco. Cazzate, eccone una prova lampante.<br></em>Greco conged&#242; il gruppo con un gesto ampio, teatrale.<br>&#171;Per questa sera siete liberi. Domani mattina alle nove nello Spazio Polifunzionale, riposati e pronti. Ci aspetta una giornata importante.&#187;<br>Detto questo, spar&#236; nell&#8217;edificio da cui era arrivato, con la stessa velocit&#224; con cui era comparso. La comitiva rimase ferma al centro del prato, in silenzio, a guardarsi. Nessuno sembrava avere molto da dirsi.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg" width="500" height="500" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1456,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:500,&quot;bytes&quot;:8030234,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/i/204417854?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!nRu4!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F84d0ca4f-1577-4df1-9cbb-9fbe3a20b850_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">Prof. Dott. Antonio Greco, 2026</figcaption></figure></div><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[23. La vergogna]]></title><description><![CDATA[In cui Manlio cerca approvazione]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/23-la-vergogna</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/23-la-vergogna</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:31:47 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!PGwF!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F80aa98ba-0cc7-4bb4-b028-545f2f33bd36_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari tutti,<br>questa settimana si parla di vergogna. A tal proposito vi confesso, con una certa vergogna, che in origine avrei voluto scrivere di un personaggio cool come James Bond, intelligente come MacGyver, dinamico come Indiana Jones. Alla fine mi sono arreso a Manlio.<br>Buona lettura, Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;eb84f71a-bac3-4f6b-a490-ae89b468022d&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;44837cda-f018-4472-896e-e1ea73b68eb9&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Manlio era al settimo cielo. Non solo aveva scritto il suo primo racconto, ma, cosa ben pi&#249; difficile, aveva in mente l&#8217;ossatura del libro. Non voleva scrivere uno di quei libri che le persone comprano per sentirsi intelligenti, per poi non leggere mai. Voleva scrivere qualcosa di importante. Un&#8217;opera che quando finisci ti lascia diverso.<br><em>Il Cetaceo sar&#224; epico. Non ho ancora bene chiaro come, ma il suo segreto sar&#224; la struttura. Intricata, complicata come un cubo di Rubik. Ti fa incazzare, ma se riesci a risolverlo... Tanti racconti tutti diversi, a ognuno corrisponde una parte del corpo del cetaceo. Le viscere, la testa. Vecchio mio, allora non sei buono solo a menare le mani.<br></em>Camminava verso la libreria tenendo in mano un foglio A4 con stampato il primo racconto, prodotto dopo una giornata di smanettamento furioso sul suo nuovo Intel Pentium IV. Un traguardo, anche quello: padroneggiare la tecnologia, stampare delle parole da un computer. Pura stregoneria moderna. Varc&#242; la soglia della libreria Parole al Vento e vide Lucia che sistemava una pila di libri pesanti. Non faticava granch&#233;, d&#8217;altronde aveva spalle forti, mani robuste. Manlio si ferm&#242;. Lucia indossava un vestito a fiori, estivo, leggermente scollato. I capelli raccolti in una treccia. Quarant&#8217;anni forse, forse di pi&#249;. Bella, con quella bellezza solida che a Manlio piaceva. Rest&#242; l&#236; impalato, foglio in mano, a guardarla. Lucia alz&#242; lo sguardo e lo riconobbe. Sorrise impercettibilmente.<br>&#171;Manlio! Che piacere vederti. Cosa ti porta qui?&#187;<br>Manlio, visibilmente in apnea dalla tensione, trov&#242; ugualmente la forza di spiaccicare due parole.<br>&#171;Ciao. S&#236;, ecco, io... avevo scritto una cosa.&#187;<br>Tir&#242; su il foglio che teneva in mano, che sembrava ora una pallina di carta, umida di sudore. Lucia aveva un&#8217;espressione sorpresa, lo guardava come se cercasse di decifrare un mistero.<br>&#171;In che senso, Manlio? Che cosa hai scritto? Una multa? Forse ho violato qualche regola di buon vicinato con la libreria?&#187;<br>Manlio era viola in volto.<br><em>Diamine, sta andando tutto a rotoli. Sono un ex detective, non una scolaretta timorosa. Tira fuori gli attributi.<br></em>Si schiar&#236; la voce ed emise una sorta di ruggito.<br>&#171;No, no. Ho scritto. Un racconto. Il libro di Greco, quello che mi hai consigliato... mi ha dato l&#8217;idea.&#187;<br>Tese la mano per porgerle il foglio. Lucia sorrise, sinceramente contenta.<br>&#171;Ma questo &#232; magnifico! Ad averne di clienti come te. Hai letto un libro e hai saltato la barricata, diventando scrittore.&#187;<br>&#171;Si beh, non esageriamo. Pi&#249; che altro un modo per ingannare il tempo.&#187;<br>&#171;Dai raccontami di cosa parla, anzi no, dammi qualche minuto per leggerlo. La libreria &#232; tranquilla a quest&#8217;ora, e poi ho bisogno di un momento di pausa.&#187;<br>Prese il foglio e and&#242; a sedersi dietro al bancone.</p><div><hr></div><p>Passarono venti minuti, un tempo che a Manlio sembr&#242; un&#8217;eternit&#224;. In quel lasso di tempo Lucia non emise un suono. Nessuna reazione. Manlio si tormentava: stava leggendo davvero o fingeva per gentilezza? Forse aveva capito subito che il suo racconto era imbarazzante e ora cercava le parole giuste per dirglielo. Si guard&#242; le mani. Tremavano. Le nascose in tasca, poi le tir&#242; fuori. Nella vetrina della libreria vide il suo riflesso: un uomo vecchio, sudato, con i pochi capelli rimasti appiccicati alla testa, che aspettava il verdetto su due paginette scritte al computer. Per un secondo si vide come probabilmente lo vedeva Lucia. Un ex detective che gioca a fare lo scrittore. Ridicolo.<br><em>No. Il racconto &#232; buono. Deve esserlo.<br></em>Finalmente Lucia si alz&#242; e raggiunse Manlio. Manlio la guard&#242;, cercando di celare l&#8217;apprensione che sentiva dentro s&#233;.<br>&#171;Allora Lucia, cosa ne pensi?&#187;<br>La donna lo guardava con espressione incerta, quasi risentita. O almeno questa era la percezione di Manlio.<br>&#171;&#200; un racconto gradevole, s&#236;. Davvero piacevole.&#187;<br>Queste parole colpirono Manlio come un treno in corsa.<br>&#171;Gradevole? Piacevole?&#187;<br>Manlio sent&#236; il sangue ribollire.<br>&#171;Lucia, non... gradevole non significa niente. Piacevole? Le cose sono stupende o orribili, non piacevoli.&#187;<br>Si interruppe. Lei lo guardava.<br>&#171;No, aspetta, il sistema. Ogni organo del cetaceo &#232; un genere. Il corpo, le budella, il grasso.&#187;<br>&#171;Manlio.&#187;<br>&#171;Ho capito che ci tieni. Ma non ho capito cosa vuoi dirmi.&#187;<br>Manlio prese il foglio dalle sue mani.<br>&#171;S&#236;. Certo. Greco capirebbe.&#187;<br>Si gir&#242; verso l&#8217;uscita.<br>&#171;Manlio, aspetta.&#187;<br>Si ferm&#242;, mano sulla maniglia.<br>&#171;Raccontami la storia. Quella che avevi in mente. Come se la spiegassi a un bambino.&#187;<br>Manlio si volt&#242;.<br>&#171;Un paese. Vicino a Torino, forse. C&#8217;&#232; un sindaco che... fa una balena. No, un palazzetto dello sport. A forma di balena. Pieno di gente che salta. E c&#8217;&#232; una puzza indicibile. La bambina sente la puzza e il padre... lui nega, ma poi...&#187;<br>Si interruppe.<br>&#171;Non importa. &#200; tutto nel racconto.&#187;<br>Lucia lo guardava con gentilezza, ma anche con qualcosa che sembrava piet&#224;.<br>&#171;Dal racconto non si capisce dove vuoi arrivare. Sembra che manchi qualcosa.&#187;<br>&#171;Perch&#233; deve essere cos&#236;. Non pu&#242; essere altrimenti. La verit&#224; non &#232; un elenco della spesa. &#200; un tesoro nascosto in una grotta. Greco capir&#224;. Lui sa.&#187;<br>&#171;Tieni.&#187; Lucia gli tese un volantino. &#171;C&#8217;&#232; un campus per scrittori, in montagna. Non so se fa per te, ma Greco ci sar&#224;.&#187;<br>&#171;Manlio...&#187;<br>Ma lui era gi&#224; uscito.</p><div><hr></div><p>Cammin&#242; veloce per Via Po. Il cuore batteva forte. Le mani tremavano. Accese una sigaretta. Arriv&#242; a casa sudato fradicio. Sal&#236; le scale, entr&#242; nello studio. Indoss&#242; il kimono blu e guard&#242; le tre lavagne appoggiate al muro. Le aveva comprate al Gran Balon giorni prima, per pochi spiccioli. Lavagne da scuola elementare, sostituite dall&#8217;introduzione dei computer. Le aveva appese a martellate, un po&#8217; storte. Prese un gesso e inizi&#242; a disegnare.<br>Il cetaceo. Grande, al centro della lavagna. Poi le parti: IL CORPO - REALISMO. LE BUDELLA - SANGUE. IL CUORE - ROMANTICO.<br>Cancellava, riscriveva. Frecce che collegavano tutto. Si tocc&#242; il naso, sporcandolo di gesso. Accese un&#8217;altra sigaretta. Cont&#242; i tiri: quindici. Sempre quindici, numero fortunato.<br>LE VISCERE - NOIR. IL GRASSO SOTTOCUTANEO - STORIE CHE NON ENTRANO.<br>Disegnava, fumava, cancellava. La polvere bianca si accumulava sul pavimento. Dopo un&#8217;ora si ferm&#242;. Esausto. Le tre lavagne erano piene di schemi, cancellature, collegamenti. Il cetaceo anatomico completo davanti a lui. Quasi completo.<br>LA MANDIBOLA era ancora vuota. Non sapeva cosa scriverci.<br>Si sedette sulla sedia. Le mani ancora sporche di gesso. Tir&#242; fuori dalla tasca del kimono il volantino.<br><em>Campus per aspiranti scrittori. Usseglio, Piemonte. Quattro giorni di creativit&#224; senza filtri. Scopri la tua voce interiore, il tuo primo bestseller &#232; dietro l&#8217;angolo. Con la straordinaria partecipazione del Prof.Dott.Greco.<br></em>Usseglio. Quattro giorni in montagna con Greco. Guard&#242; le lavagne. Il sistema c&#8217;era, ma mancava qualcosa. LA MANDIBOLA. E forse altro che non riusciva a vedere. Greco glielo avrebbe detto. Appese il volantino sulla cornice della lavagna con una puntina. Sabato. Doveva solo resistere fino a sabato. Guard&#242; di nuovo le lavagne. Gli schemi, le frecce, le cancellature. Un osservatore esterno avrebbe visto un pazzo. Lui vedeva l&#8217;unica cosa che aveva senso. Si alz&#242;, and&#242; alla finestra. Via Della Rocca era vuota, i negozi chiudevano. Da qualche parte l&#224; fuori Lucia stava pensando a lui. Forse con pena. Forse con preoccupazione. Si volt&#242; verso le lavagne. Il cetaceo lo guardava dal centro della stanza, incompiuto. La mandibola vuota. Torn&#242; alla sedia. Accese una sigaretta. <br>Quindici tiri. Sempre quindici.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!PGwF!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F80aa98ba-0cc7-4bb4-b028-545f2f33bd36_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!PGwF!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F80aa98ba-0cc7-4bb4-b028-545f2f33bd36_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!PGwF!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F80aa98ba-0cc7-4bb4-b028-545f2f33bd36_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[22. Uscita sul campo]]></title><description><![CDATA[In cui il sangue bolle]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/22-uscita-sul-campo</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/22-uscita-sul-campo</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 08 Jun 2026 10:19:26 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari tutti, <br>questa lunga storia &#232; arrivata all&#8217;episodio 22. Mica male! <br>E mi trovo a pensare al nome che accompagna le uscite: sagrin. In piemontese &#232; cruccio, afflizione, dispiacere. Eppure &#232; una parola a me cara. Per me il sagrin &#232; una malinconia pratica: le cose non vanno mai come dovrebbero, perch&#233; in fondo siamo umani. <br>E forse &#232; proprio questo quoziente di imprevedibilit&#224; a rendere le cose interessanti.<br>Buona lettura,<br>Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;7e4ab1d3-cdd3-4d00-97b8-d070fbadb652&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;182cbe87-a40d-4a64-b88d-97bf5c5d5220&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Manlio usc&#236; di casa alle sei del mattino. Si era preparato come per una spedizione: taccuino, penna Bic blu, due pacchi di sigarette, accendino, un fazzoletto, due caramelle alla menta. E il Nokia 3210. Quella scatola parlante. Il modo migliore per essere sempre a portata di scocciatori. <br>Si ripromise di non dare il suo numero a nessuno. Mai.<br>L&#8217;idea era semplice: sedersi in un bar e scrivere. Osservare le persone, cogliere gli umori. I veri scrittori abitano il mondo, no? Almeno questo diceva il Prof. Dott. Greco.<br>Manlio per&#242; stava tanto bene nel suo rifugio, lontano dal brulicare irritante dell&#8217;umanit&#224;.<br>Entr&#242; al Caff&#232; Fiorio, in via Po.<br>Drappi rossi pesanti. Specchi ovunque. Un posto che si faceva chiamare &#171;storico&#187;, e quindi intrappolato in una miscela di lussuosit&#224; e decadenza. Scelse un tavolo appartato, in un angolo, e si fece portare un caff&#232; doppio e un bicchiere d&#8217;acqua.<br>La pancia si faceva sentire ma voleva essere rapido, affilato, essenziale.<br>Apr&#236; il taccuino, biro alla mano e si appost&#242;.<br>Il primo gruppo a entrare furono quattro impiegati.<br>Cravatte, completi, camicie stirate di fresco. Brillantina nei capelli. Si sedettero al tavolo accanto e iniziarono a parlare forte. Uno dei quattro era particolarmente corpulento. Gi&#224; sudato di prima mattina, rideva nervosamente e annuiva senza sosta.<br><em>Scommetto che questo &#232; una mezza tacca. Vuole piacere ai capi, che in cambio lo considerano poco pi&#249; di una blatta.<br></em>Manlio era molto infastidito. L&#8217;omone era cos&#236; preso dalla situazione da non accorgersi che aveva invaso il suo tavolino. I piedi sbatacchiavano per terra nervosamente, muovendo entrambi i tavoli.<br>Si era tolto il soprabito, che ora cascava pericolosamente vicino al taccuino di Manlio.<br><em>La violenza non fa mai bene, soprattutto di prima mattina. Lascia correre, pensa al tuo libro. Pensa a Greco, non picchierebbe mai l&#8217;oggetto dei suoi studi.<br></em>Impugn&#242; con maggiore forza il taccuino, e tese l&#8217;orecchio per sentire la conversazione tra gli impiegati. Uno dei quattro, secco e alto, si dava un&#8217;aria di importanza.<br>&#171;Allora signori. Ieri avete visto la Formula 1? Ferrari davvero notevolissima, non credete? Un sorpasso al fulmicotone. Che vittoria ragazzi, la migliore del campionato. Quest&#8217;anno la rossa vola, ve lo dico io.&#187;<br>L&#8217;omone sbracci&#242; per sovrastare gli altri.<br>&#171;Assolutamente, un&#8230; fulmicotone. Ah ah ah! La rossa vola!&#187;<br>Il capo lo guard&#242; come si guarda un cassonetto dell&#8217;immondizia, e poi schiocc&#242; la lingua. Gli altri due impiegati tacevano e sorridevano impacciati.<br><em>Questo deve essere il capo. Ce l&#8217;ha scritto in faccia.<br></em>Il capo prosegu&#236;.<br>&#171;Cosa mi dite della bionda della contabilit&#224;? Farei volentieri due numeri con lei. Da circo.&#187;<br>L&#8217;omone rise in modo sguaiato, sputazzando dei pezzi di brioche sul tavolo di Manlio.<br>Era la goccia che faceva traboccare il vaso. Manlio si alz&#242; con aria minacciosa.<br>L&#8217;omone si alz&#242; anche lui, pronto a cogliere l&#8217;occasione per mostrare dell&#8217;eroismo.<br>Ma Manlio era pi&#249; grosso, e soprattutto, gli anni dedicati al crimine gli avevano lasciato addosso un&#8217;aria truce, pericolosa.<br>&#171;Voi quattro, andate a lavorare. Ne ho abbastanza delle vostre cazzate. Fuori dai piedi. Questo &#232; un bar storico, rispettabile.&#187;<br>Il capo terrorizzato fece segno ai tre di andarsene.<br>Manlio li osserv&#242; uscire a passo spedito, intenti a mascherare una fuga precipitosa.<br>Solo l&#8217;omone si gir&#242; all&#8217;ultimo, mostrando il pugno a Manlio. Manlio diede un pestone a terra con il piede, e l&#8217;omone si dilegu&#242;.<br>Si sedette e osserv&#242; laconicamente il taccuino, vuoto.<br>Poi prese la biro e scrisse la sua prima frase.<br><em>Il bar, habitat naturale dei coglioni.</em></p><div><hr></div><p>Pass&#242; una buona mezz&#8217;ora e Manlio si stava annoiando a morte.<br>L&#8217;esperimento della scrittura in presa diretta si stava rivelando un fiasco.<br>Poi arrivarono. Un padre con una bambina, capelli rossi, forse sei o sette anni.<br>Si sedettero al tavolo accanto. Manlio prese il taccuino. Qualcosa si mosse. Figli. Lui non ne aveva mai avuti. Forse meglio cos&#236;. Che padre sarebbe stato? Probabilmente pessimo. Ma la bambina era interessante. Guardava tutto con occhi enormi.<br>Inizi&#242; ad ascoltare la conversazione.<br>&#171;Pap&#224;, oggi &#232; venerd&#236;? Quindi domani &#232; domenica? Guarda conto i giorni sulle dita. Venerd&#236;, domenica. Il dito dopo, &#232; semplice.&#187;<br>Il pap&#224; aveva la Gazzetta dello Sport in mano, ed era impegnato in un&#8217;impresa ardua: leggere i risultati del calcio fingendo di interessarsi a quello che diceva la bambina. Nel frattempo Manlio stava consumando il taccuino. Era preso da una frenesia inesauribile. Disegnava e contemporaneamente scriveva poche parole, come dei promemoria mentali.<br><em>I bambini usano le mani come un abaco.<br></em>Subito sotto un ritratto stilizzato della bambina.<br>&#171;Pap&#224;, per il mio compleanno mi porti a Fantaland? Ci sono le giostre, i tappeti elastici. C&#8217;&#232; la casa dei mostri marini. Non ho paura dei mostri, sono grande. Mi porti?&#187; Il padre si rianim&#242; e guard&#242; distrattamente in direzione di Manlio. Vide i disegni della bambina, cerc&#242; di leggere le parole che aveva scritto. In un attimo divent&#242; livido di rabbia.<br>&#171;Tu, vecchio, cosa stai facendo? Sei un maniaco sessuale? Spii le persone? Non hai una vita tua? Ora chiamo la polizia, stai lontano da mia figlia.&#187;<br>Si alz&#242; di scatto e prese il taccuino di Manlio, per poi buttarlo a terra con violenza.<br>La bambina si mise a piagnucolare. &#171;Pap&#224;, ho paura.&#187;<br>Manlio era viola dalla vergogna. Inizi&#242; a balbettare. &#171;No.. si sbaglia, io sono.. sono uno. Io scrivo, s&#236;, sono.. uno scrittore.&#187;<br>&#171;Non ti credo, hai un modo di fare viscido, cosa hai da nascondere? Ci stavi spiando. Ora chiamo la polizia.&#187;<br>Manlio rimase pietrificato per un attimo, poi fece una cosa che non aveva mai fatto nella vita. Raccolse il taccuino e scapp&#242; a gambe levate, senza guardarsi indietro, senza pagare. Il padre lo insegu&#236; per un breve tratto, apostrofandolo con violenza.</p><div><hr></div><p>Manlio era sconvolto. Arriv&#242; in studio a piedi, distrutto. Per tutto il tragitto si era sentito gli occhi delle persone addosso, come se tutti lo stessero giudicando. <br>Si accasci&#242; sulla sedia. Cerc&#242; di ritrovare la calma fumando una sigaretta lentamente. Doveva ammettere che l&#8217;esperienza al bar era stata orribile, ma vitale. Aveva avuto suo malgrado a che fare con le persone, pagando il prezzo che questo a volte comporta. Quella bambina aveva avuto paura di lui. Come se fosse un mostro. Questo pensiero lo feriva a morte. In tutto ci&#242; per&#242; si sentiva vivo. Il sangue gli bolliva nelle vene. Il volto era caldo, sudato, le mani gli tremavano. Era forse questo vivere?<br>Prese il foglio, questa volta risoluto, e inizi&#242; a scrivere di getto.</p><div><hr></div><p><strong>Il Cetaceo - Primo racconto - Manlio Baleno</strong></p><p><em>La bambina tir&#242; il padre per il braccio, forte, fino a fargli male.<br>&#171;Pap&#224; c&#8217;&#232; troppa puzza. Voglio uscire, subito.&#187;<br>Il padre la guard&#242; per un attimo, poi torn&#242; a osservare bambini, genitori, perfino anziani. Tutti saltavano sui tappeti elastici. Un bambino cadde. Si rialz&#242; ridendo. Poi toss&#236; due volte. Continu&#242; a saltare. Senza scarpe, con i vestiti che si allungavano, si attorcigliavano. Il padre si port&#242; una mano al naso, per poi riabbassarla. <br>&#171;Mi bruciano gli occhi pap&#224;, portami fuori.&#187;<br>Il soffitto sembrava arrivare fino al cielo, per poi formare una pancia azzurra.<br>Drappi colorati svolazzavano mossi da ventilatori a parete. Il sindaco osservava la scena senza dire nulla, dietro una vetrata. Aveva in mano un microfono. Il padre lo guard&#242;, e il sindaco ricambi&#242; lo sguardo. Dalle casse musicali uscivano suoni di zampilli di acqua. Poi si sent&#236; un gong e tutte le persone smisero di saltare. Uscirono a turni, mentre fuori una fila di persone aspettava di entrare. Quando furono usciti tutti rimasero solo la bambina e il padre. Il padre guard&#242; i tappeti vuoti. Le luci erano ancora accese. Sul soffitto azzurro c&#8217;era una macchia scura. Non l&#8217;aveva notata prima. La bambina tir&#242; ancora il braccio. Il padre annus&#242; l&#8217;aria. Annu&#236;. Uscirono insieme. Fuori l&#8217;aria era fresca. Le persone in fila avevano cappelli colorati, a punta. La bambina osserv&#242; le case intorno. Piramidi, funghi, sfere. Il padre si volt&#242; indietro. Il cetaceo era enorme. Dentro le luci si spensero. Le persone in fila si accalcarono ancora di pi&#249;.</em></p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg" width="499" height="499" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/dec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1456,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:499,&quot;bytes&quot;:6265700,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/i/200432786?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!5VJT!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdec4c7ed-24c8-48c2-9b15-a72f9cafa16b_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">Il palazzetto dello sport. Sagrin, 2026</figcaption></figure></div><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[21. Il Cetaceo]]></title><description><![CDATA[In cui Manlio smuove le acque]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/21-il-cetaceo</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/21-il-cetaceo</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 25 May 2026 08:48:32 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rwdy!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff6ef8c4f-23a6-489d-ae52-7c1d27c231cb_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari tutti, <br>la storia di Manlio avanza: ogni parola aggiunge un tassello a un mondo che un tempo esisteva solo dentro alla mia testa, e qualche tempo prima non esisteva affatto. <br>A volte mi trovo a pensare a cosa farebbe Manlio al posto mio, e a cosa fa quando non scrivo di lui. Ma forse &#232; lui a scrivere di me, in uno specchiamento di ruoli. Buona lettura, <br>Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;c66fd05e-b6ac-4e3a-944c-53b01a62ff64&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;9ff85fc1-51b8-452e-b4fc-0e30063b8581&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;5f84d649-8fe0-400b-905b-f85654379822&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Detective Sagrin - Stagione 1&quot;,&quot;cta&quot;:null,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Illustrazioni&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T15:30:19.658Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!iMOR!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff999f7e1-35d0-44ce-b96a-caad44730bea_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/illustrazioni&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192320753,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:3,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Manlio si era dedicato anima e corpo a un&#8217;impresa ben al di l&#224; delle sue capacit&#224;: montare con il solo ausilio del manuale di istruzioni - diabolicamente in inglese - il suo nuovissimo personal computer: il famoso Intel Pentium IV. Famoso almeno per lui, che da mesi ritagliava volantini del negozio Queen Computer, ossessionato dalla ricerca del dispositivo pi&#249; prestante. E ora davanti ai suoi occhi sorgeva la creatura del desiderio: un Pentium IV nuovo di pacca.<br>Osservava la sua scocca bianca dai riflessi giallastri con meraviglia, apprezzandone le dimensioni notevoli.<br><em>Pesa come un morto. Ma &#232; giusto cos&#236;, il futuro &#232; affar serio, non &#232; per i perdigiorno.<br></em>Si sedette di fronte al monitor a tubo catodico che troneggiava al centro della scrivania e schiacci&#242; con forza il tasto di accensione. Dopo lunghi minuti di attesa, si sent&#236; un suono: &#171;Taaa-dan!&#187;, mentre sul monitor comparve sfarfallando l&#8217;immagine luminescente di un prato verde, sovrastato da un cielo azzurro abitato da nuvole vaporose. Gli veniva voglia di piangere dalla gioia. Quello doveva essere il paradiso. Ma non era il momento di perdersi in sentimentalismi. Prese il suo taccuino stropicciato e cerc&#242; diligentemente le indicazioni fornitegli dal commesso di Queen Computer.<br><em>Usa il mouse per muoverti. Su Word puoi scrivere. Ascolta la musica su Media Player.<br></em>La sua manona sovrastava interamente il mouse, occultandolo alla vista. Con il dito raspava sulla pallina ruvida, cercando di muovere i suoi primi passi nel mondo digitale. Schiacci&#242; con forza brutale due volte e si apr&#236; Windows Media Player. La sinfonia di Beethoven n. 9 part&#236; gracchiando, la melodia ingarbugliata come se uscisse da una radio rotta. Sul monitor si materializz&#242; una girandola di colori in movimento, che si intrecciavano creando visioni misticheggianti.<br><em>Che diavoleria &#232; questa. Roba da matti, vedo le stesse cose di notte quando ho mangiato troppo pesante. <br></em>Schiacci&#242; con forza il mouse e la musica cess&#242; di colpo. Pest&#242; nuovamente sul tasto e si apr&#236; Word. Al fondo del monitor comparve il disegno di una clip di metallo con gli occhi fuori dalle orbite, che saltellava in modo idiota. Quella creatura lo fissava sorridendo.<br>&#171;Ciao, io sono Clippy! Sembra che tu stia scrivendo una lettera! Vuoi che ti aiuti?&#187;<br><em>Ma da dove salta fuori questo gnometto? Non sto scrivendo una lettera. Sto per scrivere il capolavoro del secolo. Fuori dai maroni, grazie.<br></em>&#171;Sembra che tu stia scrivendo un curriculum&#187; disse Clippy, con tono garrulo.<br><em>Dio bono, adesso lo stendo questo scherzo della natura.<br></em>Tir&#242; un pugno fortissimo sul mouse, e tutte le finestre sul monitor si chiusero di colpo. La stanza torn&#242; nel silenzio pi&#249; assoluto.<br><em>Questa tecnologia mi sta gi&#224; irritando. Ho comprato quintali di roba per poter essere uno scrittore vero. Per scrivere al computer. Ma mi sembra di essere al circo Orfei.<br></em>Liber&#242; la scrivania, appoggiando con sforzo biblico il monitor a terra. Prese una coperta logora dall&#8217;armadio e la butt&#242; sul computer.<br><em>Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.<br></em>Prese un foglio bianco e una matita e li dispose in modo ordinato sulla scrivania. Quel gesto gli riport&#242; alla mente quando era un bambino delle elementari.<br>La maestra aveva convocato suo padre a scuola, per una faccenda della massima importanza. Si ricordava bene lo scambio di battute tra i due.<br>&#171;Buongiorno, l&#8217;ho fatta venire a scuola perch&#233; suo figlio Manlio ha il dono della scrittura. Un dono che va coltivato. Se continuer&#224; a esercitarsi potr&#224; diventare uno scrittore di successo. Aiutatelo, ne va del suo futuro.&#187;<br>Suo padre aveva risposto con un grugnito, ma arrivati a casa non glie l&#8217;aveva fatta passare liscia.<br>&#171;Eccolo, il maestrino. Ti dai arie da professore, eh? E il tuo vecchio a rompersi la schiena. Ma non credere, anche tu finirai per diventare un mulo da soma. &#200; questo il tuo destino.&#187;<br>Dopo essersi buscato delle botte gratuite, Manlio aveva evitato rigorosamente la scrittura per il resto dell&#8217;infanzia. Scacci&#242; quei pensieri con un gesto della mano, come se fossero mosche fastidiose.<br><em>Ci siamo. Concentrati, comincia il tuo libro. Ce la puoi fare.</em></p><div><hr></div><p>Erano passati 30 lunghissimi minuti, e non aveva scritto neanche una parola.<br>In compenso aveva scarabocchiato una bandiera dei pirati, impreziosita da un teschio con gli occhi fiammeggianti. Aveva dato la caccia a una mosca, senza successo. E aveva fumato a mitraglia, infilzando i mozziconi con uno stuzzicadenti per creare una torre.<br><em>Non funziona, sta andando veramente male. Forse sbaglio qualcosa. Ci deve essere un trucco per farsi venire le idee.<br></em>Poi si ricord&#242; del libro che aveva comprato alla libreria Parole al Vento, dalla splendida Lucia. Solo ripetere quel nome nella testa lo fece avvampare.<br><em>No caro mio, pensa al libro, non alle glorie di quella donna magnifica.<br></em>Prese il libro che giaceva abbandonato sul divano e rimir&#242; la copertina, bofonchiando il titolo.<br><em>Da zero a Kafka: diventa uno scrittore in 7 giorni.<br>Forza Professor Dottor Greco, sono nelle tue mani. Fai di me uno scrittore vero.<br></em>Improvvisamente sent&#236; il campanello alla porta suonare. Realizz&#242; in un istante di essere impresentabile: barba sfatta, fiato da cantina infestata dai fantasmi, addosso solo la ridicola imitazione di un kimono giapponese comprata alla Standa. I pochi capelli sopravvissuti erano sparati verso l&#8217;alto.<br>Se li appiatt&#236; con le mani e and&#242; ad aprire la porta.<br>Davanti a lui si par&#242; una vecchina che lo guardava con gli occhi spiritati. Era cos&#236; minuta da scomparire quasi alla vista.<br>&#171;Maresciallo Sagrin, sono la signora del piano di sotto. La vedova Bertocchi.&#187;<br>&#171;Buongiorno signora, qual buon vento?&#187;<br>La vecchina si guard&#242; intorno, come a cercare il vento nell&#8217;appartamento di Manlio.<br>&#171;Ossequi, Comandante. Per&#242; la devo redarguire: sono giorni che fa un gran fracasso a tutte le ore del giorno e della notte. Lei &#232; delle forze armate, lo sa che dar fastidio agli anziani &#232; un reato. E poc&#8217;anzi con quella musica del diavolo - non siamo mica in una balera, sa?&#187;<br>&#171;Beethoven? Oh, insomma, lasciamo stare. Mi ascolti bene, signora. Quel rumore che dice di sentire &#232; una sua fantasia. Ma le dir&#242; di pi&#249;: lei sta intralciando un caso di importanza internazionale. Sto dando la caccia a un criminale che si accanisce proprio sulle anziane vedove. Un vero farabutto.&#187;<br>Manlio trattenne a stento un sorriso compiaciuto per la sua trovata.<br>La signora finse di non scomporsi ma era visibilmente turbata.<br>&#171;Capisco, Caporale, non la disturbo oltre. Ma veda di sbarazzarsi di quel gatto. Questo &#232; un palazzo di persone per bene, non sono ammesse le bestie. Si sa che poi a volte qualcuna finisce stecchita, magari con una polpetta avvelenata.&#187;<br>&#171;Gatto? Ma di quale gatto parla? Qui non c&#8217;&#232; traccia di animali, se non qualche topo.&#187;<br>&#171;Se lo dice lei&#187; disse la vedova Bertocchi, chinandosi per sbirciare sotto al divano. &#171;Badi bene, ora lei mi prende per una vecchia impicciona. Ma sono stata giovane anch&#8217;io, e piuttosto bella, mi creda. Avevo file di giovanotti che mi facevano il filo. Se la goda la vita: passa veloce come un lampo e resta solo un pugno di mosche.&#187;<br>Schiocc&#242; le dita scheletriche.<br>Poi guard&#242; velocemente la scrivania di Manlio, notando il foglio e la matita.<br>&#171;Si diletta a scrivere? Anche un mio nipote scribacchiava. Era riuscito a pubblicare un articolo persino sull&#8217;Eco del Chisone. Finito male purtroppo, sempre attaccato alla bottiglia. Scrivere &#232; un passatempo da ricchi, non adatto alle persone per bene. Detto ci&#242; la saluto, ho il parroco che mi aspetta.&#187;<br>Manlio la vide scomparire gi&#249; dalle scale, in un vorticare di ciabatte di plastica. Si chiuse la porta alle spalle con forza, provocando un boato sul pianerottolo.<br><em>Ci mancava il predicozzo della cariatide. Attaccato alla bottiglia? Il risultato di avere a che fare con una vecchia grama per tutta la vita.<br></em>Si sistem&#242; alla scrivania.<br><em>Basta tergiversare.<br></em>Apr&#236; il libro e si immerse nella lettura.</p><div><hr></div><p><em>Splendide creature di luce dotate di pensiero, benvenuti a Da zero a Kafka.<br>Partiamo dalle statistiche, che non mentono mai: il 95% degli aspiranti scrittori fallisce miseramente, ma il 100% di chi ce l&#8217;ha fatta ha letto il mio libro.<br>Questa &#232; la lezione 1, il primo passo della vostra vita da scrittori.<br>Cominciamo con un breve esercizio. Aprite la mano e datevi una botta sulla testa con tutta la forza che avete. Fatto? Bene. Come vi sentite ora? Intontiti? Certo, perch&#233; la testa &#232; la casa dei pensieri. Nuotano come pesci nella scatola cranica. E ora avete smosso le acque.<br>Guardate la vostra stanza come se la vedeste per la prima volta. E come se fosse l&#8217;ultima, perch&#233; ora provvederemo a renderla irriconoscibile. Togliete ogni immagine o illustrazione, quadro o fonte di distrazione dalle pareti. Andate in un negozio di Belle Arti e comprate delle lavagne magnetiche, le pi&#249; grandi che trovate. Le pareti della vostra stanza diventeranno un campo di gioco, dove costruiremo ambiziose mappe mentali per domare le storie, tenerle al guinzaglio e portarle fino alla meta. Spogliatevi: i vestiti imprigionano la creativit&#224;. Indossate solo un cappello, che protegge l&#8217;acquario dei pensieri. E infine, di getto, al mio tre: scrivete il titolo del vostro libro. Il titolo &#232; il messaggero dell&#8217;opera. Esistono brutti libri con titoli belli, ma mai libri belli con titoli brutti. Uno, due, tre.</em></p><div><hr></div><p>Manlio chiuse il libro.<br><em>Ma che stronzate. Darsi uno schiaffo in testa? Questo Greco mi prende per un cretino. Mi ricorda quel truffatore di Artemio.<br></em>Si guard&#242; intorno. Il computer nuovo di zecca coperto come un morto. Il foglio bianco. I mozziconi di sigarette. Si sent&#236; il petto stringere. Le mani che tremavano. La stessa sensazione di quando suo padre lo aveva picchiato.<br><em>Oh, al diavolo.<br></em>Si tolse il finto kimono e rimase in mutande e canotta. Si guard&#242; il palmo della mano, cont&#242; fino a tre mentalmente, poi si diede un gran schiaffone sulla fronte.<br>Ancora dolorante si calz&#242; il basco sulla testa.<br>Poi prese la matita, se la gir&#242; un paio di volte tra le dita e inizi&#242; a scrivere. Scrisse grande, occupando quasi tutta la superficie del foglio con righe di matita cos&#236; spesse da bucare quasi la carta.<br>Sollev&#242; il foglio per osservarlo. Poi lesse a voce alta la parola che aveva scritto.<br>&#171;Il Cetaceo.&#187;<br>Esausto, si afflosci&#242; sulla sedia.<br>Fuori, Torino sembrava dormire. Dentro, un uomo tentava di diventare qualcun altro.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rwdy!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff6ef8c4f-23a6-489d-ae52-7c1d27c231cb_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rwdy!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff6ef8c4f-23a6-489d-ae52-7c1d27c231cb_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!rwdy!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff6ef8c4f-23a6-489d-ae52-7c1d27c231cb_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Il Sagrin]]></title><description><![CDATA[In cui Manlio compra il futuro]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/20-il-sagrin</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/20-il-sagrin</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 11 May 2026 10:05:28 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hwes!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0822f37d-f650-4012-b09a-040544607836_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Detective Sagrin era ambientato in una Torino fuori dal tempo. Ma il tempo passa anche nelle storie fuori dal tempo. Ci ritroviamo con un Manlio all&#8217;alba del nuovo millennio, un po&#8217; invecchiato, ma con una voglia improvvisa di prendere la vita per il collo. Buona lettura, e grazie di essere parte di questa avventura. <br>Alberto.</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;0b8ce859-42da-4c40-8d62-a40ec3052992&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Racconti illustrati da una Torino sospesa nel tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Autore e illustratore. 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Il Millenium Bug si era rivelato poco pi&#249; di un singhiozzo, e i primi giorni del secolo nuovo avevano un sentore di nostalgia e novit&#224;. Manlio aveva aperto il cuore al cambiamento, era estatico. Al diavolo la franchezza del suo amico Pellegrino, le sue speranze erano radicate dentro di lui: sarebbe diventato uno scrittore. E non uno qualsiasi, il migliore scrittore che avesse mai calcato il suolo italico. D&#8217;altronde la promessa del nuovo millennio era la possibilit&#224; di avere carta bianca, ripensarsi, ma soprattutto vivere nel futuro. S&#236;, perch&#233; la tecnologia era entrata prepotentemente in tutte le case, e Manlio l&#8217;aveva accolta con una foga inaudita. Non aveva nessuna intenzione di trasformarsi in un rudere ambulante, voleva essere un pioniere, a dispetto dell&#8217;et&#224; anagrafica. Forte di questa determinazione si alz&#242; dalla scrivania dello studio, dove sedeva in mutandoni e canottiera, e raggiunse l&#8217;armadio. All&#8217;interno un campionario sorprendente di uniformi militari in tutte le sfumature del beige, che aveva indossato con orgoglio per molti anni. Ma ora quel tempo era finito. Capitolo chiuso, almeno per adesso. Non avrebbe pi&#249; indossato divise, ora era un intellettuale. La sua arma sarebbe stata la penna. Avrebbe comprato dei vestiti pi&#249; adatti. Intanto indoss&#242; laconicamente un golf blu con pantaloni beige, la morte della fantasia. Ma con un twist: dall&#8217;armadio tir&#242; fuori un cappello basco nero. Lo gir&#242; e rigir&#242; in mano, interrogandosi sulla provenienza. Poi si ricord&#242; di una festa di carnevale in caserma, dove l&#8217;aveva indossato per strappare una risata, con ottimi risultati. <br><em>Tutti i grandi scrittori hanno un cappello importante. <br></em>Se lo aggiust&#242; sulla testa alla benemeglio. Apr&#236; il portafoglio: vuoto. Ma per un giorno simile il portafoglio doveva essere stracolmo di denaro. Usc&#236; in volata dallo studio verso la filiale della Banca Sanpaolo IMI pi&#249; vicina. Entr&#242; con il cappello ben piantato in testa, maltrattando la porta d&#8217;ingresso con la sua stazza. Il cassiere allo sportello lo guard&#242; come si guarda una foca equilibrista al circo. <br>&#171;Salve, mi fornisce gentilmente le sue generalit&#224;?&#187;<br>&#171;Buongiorno, il mio nome &#232; Manlio, cognome&#8230; Baleno.&#187;<br>Il cassiere abbozz&#242; un sorriso.<br>&#171;Davvero un cognome piacevole. Baleno, come&#8230; sar&#242; da lei in un baleno!&#187;<br>&#171;No, pi&#249; come la versione sgrammaticata del cetaceo. Alle elementari i miei compagni mi hanno fatto passare una vita d&#8217;inferno per questo cognome. Non aiutava che fossi un po&#8217; forte di costituzione. Ossa grosse, diceva mia madre. Per fortuna poi mi sono asciugato crescendo.&#187;<br>Manlio si accarezz&#242; la pancia, trattenendo il respiro.<br>&#171;Ad ogni modo, vorrei prelevare un bel po&#8217; di denaro contante. Le scrivo la cifra sul foglio, non vorrei ci fosse qualche ficcanaso in ascolto.&#187;<br>Manlio si guard&#242; intorno per vedere se qualcuno stesse origliando, ma c&#8217;era solo una vecchina che si rigirava in bocca la dentiera come se fosse una caramella, canticchiando una litania indistinta. Il cassiere cont&#242; le banconote e le consegn&#242; a Manlio, una busta stracolma, che l&#8217;ex-detective infil&#242; rapidamente nella tasca dei pantaloni.<br>&#171;Grazie, la saluto.&#187;<br>&#171;Arrivederla, signor Baleno.&#187; disse il cassiere, con un sorrisetto mal celato.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! 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Il futuro aveva un odore sintetico.<br>Un commesso che sembrava uno spauracchio lo accolse, masticando una gomma.<br>&#171;&#8217;Sera. Forse ha sbagliato negozio. Qui vendiamo computer. Personal Computer. PC. Non so se mi spiego.&#187;<br>Manlio sent&#236; il sangue dentro di lui trasformarsi in veleno di vipera. Pens&#242; al piacere che avrebbe provato nello strozzare quel bamboccio con le sue manone - <em>che non erano da scrittore, per dirla alla Padre Pellegrino</em> - ma si trattenne, congratulandosi con se stesso per il magnifico autocontrollo.<br>&#171;Esatto, sono qui per questa ragione. Voglio un computer, nuovo, nuovissimo. Il pi&#249; potente. E un telefono cellulare. E voglio navigare sul World Wide Web.&#187;<br>Il commesso scoppi&#242; a ridere a crepapelle, sputacchiando un pulviscolo di saliva nell&#8217;aria. Manlio lo afferr&#242; per il bavero piantandogli il muso a un centimetro. Lo fiss&#242; in silenzio, e poi moll&#242; la presa.<br>Il commesso sbianc&#242; terrorizzato, bofonchiando qualche parola sconclusionata: &#171;no sa, ridevo, si dice internet, solo per quella ragione, comunque mi segua, troviamo tutto, il meglio per lei.&#187;<br>Nell&#8217;arco di mezz&#8217;ora una catasta impressionante di scatole di cartone stracolme di tecnologia si ammonticchi&#242; in prossimit&#224; della cassa. Manlio appoggi&#242; il malloppo di banconote sul bancone, poi si diresse alla Fiat Marea, seguito dal commesso che con un carrellino cigolante trasportava i suoi acquisti.<br>&#171;Arrivederla, signore. Vedr&#224; che non &#232; difficile montare tutto. Ci vuole solo un po&#8217; di pazienza ma lei mi sembra&#8230; determinato.&#187;<br>&#171;La saluto, giovane.&#187; esclam&#242; Manlio, accendendosi una sigaretta.</p><div><hr></div><p>Mancava solo una tappa per concludere la sua giornata.<br>Pochi isolati dopo, Manlio si ferm&#242; davanti alla libreria Parole al Vento. Si sentiva fuori dal suo habitat, tutti quei libri lo intimidivano.<br><em>Se voglio diventare uno scrittore, le librerie devono essere la mia seconda casa.<br></em>Entr&#242; calcandosi il basco sulla testa, quasi come se cercasse di nascondersi.<br>La libraia si mosse verso di lui sorridendo. Manlio si sent&#236; avvampare.<br><em>Diamine, che schianto di donna.<br></em>La squadr&#242; da sotto il basco. Alta, piena, bella nel modo in cui sono belle le cose fatte per durare.<br><em>Una vera matrona romana. Per questa donna potrei fare follie.<br></em>La libraia prese parola.<br>&#171;Come posso aiutarla? Cerca qualcosa per i suoi nipoti?&#187;<br>Manlio sprofond&#242; di mezzo metro nel pavimento.<br>&#171;No aspetti, ma che dico, lei &#232;&#8230; lei &#232; il Detective Sagrin! Sono una sua grande ammiratrice, non mi sono persa neanche una rappresentazione al Teatro Regio. Grandioso, uno spettacolo mozzafiato. Io sono Lucia, comunque.&#187;<br>Manlio la sbirci&#242; da sotto il basco, poi trov&#242; il coraggio di parlare.<br>&#171;Guardi che si sbaglia, io sono Manlio, solo Manlio. E sono qui perch&#233; sto cercando un libro per&#8230; un amico. Vuole imparare a scrivere.&#187;<br>Lucia sorrise affabile, divertita dalla presenza di quell&#8217;uomo bizzarro.<br>&#171;Va bene, signor Manlio. Ho in mente un titolo che pu&#242; fare al caso suo. Un libro brillante, divertente. Piuttosto originale, aggiungerei.&#187;<br>&#171;Perfetto, lo compro.&#187;<br>Tir&#242; fuori una banconota spiegazzata e la pos&#242; goffamente nelle mani di Lucia.<br>&#171;Dritto al punto, un uomo risoluto. Ci sono persone che ci mettono un giorno intero per scegliere un libro, lei no.&#187;<br>Manlio annu&#236;, mentre si sentiva le guance avvampare.<br>&#171;Arrivederla, gentile Lucia.&#187;<br>&#171;Arrivederci, Detective Sagrin! Questo &#232; il biglietto della libreria, c&#8217;&#232; il mio numero di telefono sopra. Se vuole parlare di libri&#8230; sa dove trovarmi.&#187; disse Lucia, facendogli l&#8217;occhiolino.<br>&#171;Come le dicevo io non sono&#8230; va b&#232;, non importa.&#187;<br>Manlio usc&#236; dalla libreria senza voltarsi, con le gambe tremanti e il cuore in gola. Pos&#242; il sacchetto del libro sul sedile del passeggero.<br><em>Diamine, diamine. Che tripudio di donna. Non ho neanche letto il titolo del libro che ho comprato.</em></p><div><hr></div><p>Tornato nello studio, Manlio sospir&#242;.<br><em>Il futuro &#232; oggi. Non pensavo che avrei vissuto fino a vedere il World Wide Web. I telefoni tascabili. I computer. Non voglio perdermi neanche un istante del nuovo millennio.<br></em>Le scatole intorno a lui formavano una Stonehenge di cartone, riempiendo completamente gli spazi angusti dello studio.<br>Finalmente Manlio estrasse il libro dal sacchetto. Lo osserv&#242;. Scoppi&#242; a ridere.<br><em>Prof. Dott. Antonio Greco - Da zero a Kafka: diventa uno scrittore in 7 giorni. Che cialtronata mi ha rifilato Lucia. Ma se avesse ragione lei? Una settimana per cambiare vita. Per lasciarmi alle spalle la ruggine di questi anni spesi per strada, come un manifesto strappato a met&#224;. Per essere la versione migliore di me stesso. Ho bisogno di crederci.<br></em>Si guard&#242; per un attimo allo specchio, scrutando il cranio pelato. Poi lo copr&#236; rapidamente con il basco, come a scacciare un pensiero sgradito.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hwes!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0822f37d-f650-4012-b09a-040544607836_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hwes!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0822f37d-f650-4012-b09a-040544607836_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hwes!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F0822f37d-f650-4012-b09a-040544607836_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.19 Epilogo]]></title><description><![CDATA[Dove tutto &#232; ancora da scrivere]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep19-epilogo</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep19-epilogo</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:24:19 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!U91J!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F30e9b2a5-9aaa-4ee0-946d-015e6fda2a82_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari tutti, <br>oggi &#232; un giorno particolare. Con questo episodio si chiude l&#8217;arco narrativo del Detective Sagrin: due stagioni, un sacco di guai, e una Torino percorsa in lungo e in largo con la Fiat Marea. Tira aria di malinconia, &#232; vero. Ma non &#232; ancora il momento dei saluti. Dopo tanto lavoro dietro le quinte, posso finalmente dirvi che l&#8217;universo di Sagrin si espander&#224; verso direzioni nuove e sperimentali. Ma lascio la parola al protagonista. <br>Appuntamento a luned&#236; 11 maggio. Vi aspetto, e grazie!<br>Alberto</em></p><div><hr></div><p>Erano trascorsi sei mesi dal confronto tra il detective Sagrin e Ludovico al cimitero. Sullo spettacolo <em>Illusioni Italiane</em> orchestrato da Artemio era sceso definitivamente il sipario. Un trionfo senza precedenti che aveva permesso ad Artemio di entrare nel Pantheon dei protagonisti della cultura. Un riconoscimento che Artemio aveva accolto, per poi annunciare il suo ritiro definitivo dal mondo dello spettacolo. Aveva sorpreso i giornalisti con una miscela irresistibile di egocentrismo e lucidit&#224;: <em>&#171;Quando raggiungi l&#8217;apice del successo vale la pena fermarsi, guardare il panorama. E ritirarsi prima di rischiare di trasformarsi in un mediocre.&#187;<br></em>In quanto a Sagrin, la stampa l&#8217;aveva fatto a pezzi.<br>Sagrin aveva dichiarato di non essere stato in grado di capire chi fosse il sabotatore, e aveva lasciato il caso nelle mani della polizia locale. Un gesto nobile per proteggere Falco, anche se in cuor suo non era sicuro che quell&#8217;ex critico si meritasse davvero una seconda possibilit&#224;. Per ci&#242; che concerneva i rapporti tesi con l&#8217;opinione pubblica, Sagrin se ne infischiava, come sempre.<br>Ludovico si era ricongiunto con la sua amata Petunia, e avevano trascorso gli ultimi mesi a tubare come due colombe. Artemio passava le giornate a discorrere con il padre, con la foga di chi vuole recuperare il tempo perduto.<br>La Duchessa aveva finalmente trovato un appartamento tutto per lei, lontano dai fasti di una volta ma decoroso e piuttosto accogliente.<br>Falco era scomparso definitivamente, e in cuor suo Sagrin pensava anche, <em>felicemente.<br></em>E ora si trovavano tutti insieme, Falco escluso, per la prima volta, seduti a tavola a casa di Ludovico, per un pranzo che profumava di commiato. Si era aggiunto alla combriccola anche Padre Pellegrino, che non rifiutava mai un pranzo in compagnia.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p>Ludovico e Petunia avevano preparato una tavola semplice ma traboccante di leccornie, tutte tipicamente piemontesi. L&#8217;aria era carica di emozioni, e la felicit&#224; si mescolava alla tristezza, restituendo un sapore agrodolce all&#8217;incontro. In cuor loro tutti sapevano di essersi incontrati quasi per caso, e forse, che il loro tempo insieme era destinato a finire.<br>Sagrin era affamato come un lupo, e non vedeva l&#8217;ora di darsi da fare. Pertanto tagli&#242; corto con i convenevoli e si sedette a tavola, si riemp&#236; un calice traboccante di vino e tir&#242; fuori il suo taccuino degli schizzi. Infine si accese una sigaretta, che aspirava avidamente guardando in tralice gli altri invitati, intimandoli silenziosamente a sedersi e mangiare. A uno a uno i partecipanti si sedettero e iniziarono a gustare le pietanze. Si sentiva un gran rimestare di posate e piatti, ma le parole faticavano a uscire. Padre Pellegrino ruppe il ghiaccio.<br>&#171;Allora Ludovico, ho sentito dire che lei &#232; un appassionato di arte. Sta preparando qualcosa di nuovo?&#187; <br>Ludovico si ferm&#242; per un attimo, si guard&#242; intorno e infine rispose.<br>&#171;Ho una certa et&#224;&#8230; anche la mente fa fatica. Ma le dico questo, Padre: a dire il vero ho in mente un nuovo progetto. Si intitoler&#224; <em>Arte dell&#8217;Ingombro</em>. Sono delle scatole molto grandi, riempite completamente di oggetti. Il pubblico sar&#224; invitato a inserire un gettone d&#8217;oro nella scatola. Il gettone andr&#224; a saturare completamente lo spazio, facendo esplodere la scatola. Un po&#8217; come la proverbiale mentina a fine pasto, quando si ha mangiato davvero troppo.&#187;<br>Sagrin rise sguaiatamente, poi si ricompose vedendo la gravit&#224; con cui lo guardava Ludovico.<br>&#171;Si beh, magari &#232; un&#8217;idea un po&#8217; bizzarra, ma ho deciso di proporla al MoMA di New York. Ho fatto abbastanza gavetta nella mia vita, voglio puntare in alto.&#187;<br>Artemio si inser&#236; nel discorso.<br>&#171;Bravo pap&#224;, d&#8217;altronde in America dicono&#8230; <em>Sky is the limit</em>. E non si sbagliano.&#187;<br>Padre Pellegrino sorrise ad Artemio, di cui apprezzava l&#8217;esuberante vitalit&#224;. E poi si rivolse a lui.<br>&#171;Artemio, tu che programmi hai per il futuro? Sembra che la buona sorte ti faccia sempre compagnia nelle tue avventure.&#187;<br>&#171;Buona domanda, Padre. Dopo la parentesi nel mondo dello spettacolo, senza dimenticare quella nell&#8217;occulto con la nostra Duchessa, ho voglia di creare qualcosa di mio. Di essere il capo di me stesso, finalmente. Nello specifico, voglio diventare un imprenditore.&#187;<br>&#171;Una bella impresa, Artemio, con i tempi di crisi che corrono&#187; disse Pellegrino.<br>&#171;La crisi &#232; la scusa preferita dei falliti, Padre. Il mondo &#232; una tela da dipingere. Voglio vendere prodotti per la casa, ma con un sistema tutto nuovo. Una grande rete di venditori che si aiutano, si sostengono a vicenda, e costruiscono insieme una sorta di piramide. In America questo sistema va alla grande.&#187;<br>&#171;Va in Egitto, Artemio?&#187; disse Sagrin, troppo intento a disegnare, bere e fumare per star dietro ai discorsi.<br>&#171;S&#236; Sagrin, a dorso di cammello&#187; rispose ridacchiando Artemio, consapevole che Sagrin non lo stesse minimamente ascoltando.<br>Pellegrino riprese parola.<br>&#171;Petunia, e lei che programmi ha?&#187;<br>&#171;Gentile da parte sua chiedermelo, Padre. Ma vede, io sono una casalinga e una moglie devota. Mi occuper&#242; dei due amori della mia vita, Ludovico e Artemio, come sempre.&#187;<br>Pellegrino le sorrise amabilmente.<br>Duchessa intervenne nel discorso.<br>&#171;Padre, le tolgo l&#8217;incombenza di finire il giro di tavola. Per quanto mi riguarda, presto vi saluter&#242;, mi trasferisco definitivamente da Torino.&#187;<br>Sagrin alz&#242; gli occhi dal taccuino, improvvisamente attento.<br>&#171;Vedete, a quanto pare il mio dono &#232; diventato noto, e cos&#236; mi hanno contattato da una grande societ&#224; per fare previsioni di borsa. Mi trasferisco a Milano, lavorer&#242; a Piazza Affari. Fare il bene dopo un po&#8217; &#232; noioso, ora ho voglia di divertirmi, e soprattutto guadagnare.&#187;<br>Sagrin si alz&#242; facendo cadere la sedia fragorosamente, per poi infilare una sequenza impressionante di bestemmie, sotto lo sguardo perplesso di Pellegrino che mim&#242; un segno della croce con poca convinzione.<br>&#171;Duchessa, quindi vai all&#8217;estero? Milano? Tu sei completamente pazza. Quello &#232; un posto diabolico. L&#8217;inferno in confronto &#232; una barzelletta. La terra dei ladri in giacca e cravatta.&#187;<br>&#171;Suvvia Sagrin, in treno &#232; un attimo. Ti aspetto per una bella scampagnata al Duomo.&#187;<br>Sagrin borbott&#242; parole di sdegno, per poi sprofondare di nuovo nel taccuino.<br>La Duchessa si rivolse a Pellegrino.<br>&#171;E lei, Padre?&#187;<br>&#171;Io mi dedicher&#242; a una nuova sfida. Ai margini della citt&#224; di notte ci sono dei tornei di corse clandestine con macchine truccate. Pare che alcune utilizzino anche delle bombole di gas per andare pi&#249; veloce.&#187;<br>&#171;Davvero nobile, Padre, prendersi cura di situazioni cos&#236; difficili e pericolose&#187; rispose la Duchessa.<br>&#171;No Duchessa, la velocit&#224; non &#232; mai peccato. Voglio andare a vedere con i miei occhi queste auto cos&#236; potenti. Il futuro &#232; oggi.&#187;</p><div><hr></div><p>Il pranzo intanto volgeva al termine, e i commensali boccheggiavano sulla sedia, certamente sfamati e altrettanto appesantiti. Solo Sagrin sembrava particolarmente attivo, con il taccuino che veniva investito da un flusso continuo di segni di matita.<br>Artemio lo guard&#242; con affetto, e poi parl&#242;.<br>&#171;Allora caro detective, &#232; il tuo turno. Raccontaci che forma vuoi dare alla tua vita.&#187;<br>Sagrin alz&#242; lo sguardo e vide che l&#8217;intera tavolata si era fatta silenziosa, in attesa di una risposta.<br>&#171;Beh, Artemio, non &#232; semplice risponderti. Vedi, io sono diventato detective non per amore della giustizia. Non ho sentito nessuna chiamata. Un lavoro come un altro, a cui mi sono dedicato con diligenza e relativa passione. E con indiscutibile talento, aggiungerei. Ma forse la partita &#232; chiusa. Non mi &#232; mai interessato essere visto come un genio investigativo, la sfida era con me stesso. Risolvere enigmi sempre pi&#249; intricati. E dopo tanti anni &#232; una sfida che non mi appassiona pi&#249;. Vincere diventa noioso. Forse &#232; tempo di essere mediocre in qualcosa che mi piace davvero, piuttosto che essere fenomenale in qualcosa che non mi interessa.<br>Sai Artemio, a volte mi sento come se avessi sempre parlato la lingua della vita, senza per&#242; conoscere l&#8217;alfabeto.&#187;<br>Artemio lo guard&#242; sorpreso.<br>&#171;Non ti seguo, cosa vuoi dire?&#187;<br>&#171;Non saprei, per&#242; suona davvero bene come frase.&#187;<br>Duchessa si rivolse al detective.<br>&#171;Ma Manlio, se non farai pi&#249; il detective, cosa farai? Mica il pensionato?&#187;<br>&#171;Piano Duchessa, non ho detto che sono sicuro di volermi ritirare, ci sto solo pensando. Ma sento di dover tentare una nuova sfida. La scrittura. Voglio diventare uno scrittore. Voglio scrivere il grande romanzo italiano. Quello che rester&#224; per sempre.&#187;<br>Padre Pellegrino sent&#236; che era il momento di intervenire.<br>&#171;Manlio, mostrami le mani per favore.&#187;<br>Sagrin, seppur sorpreso, segu&#236; la richiesta dell&#8217;amico, mostrando le mani ai commensali.<br>&#171;Ecco vedi, Manlio, quelle non sono mani da scrittore. Sono mani vissute, la vita tu la vivi in presa diretta, non la scrivi. Mani rosse, gonfie, piene di lividi. Con tutto il rispetto amico mio, non riesco a immaginarti. Ciononostante, segui l&#8217;istinto.&#187;<br>Sagrin lo osserv&#242; con fare pensoso, poi torn&#242; a disegnare, come se niente fosse.<br>Petunia si schiar&#236; la voce e poi parl&#242;.<br>&#171;Detective, mi tolga una curiosit&#224;: che cosa ha disegnato per tutto questo tempo?&#187;<br>Sagrin rise divertito.<br>&#171;Voi, ho disegnato tutti voi. Messi insieme siete una bella banda di criminali, ci state bene nel mio taccuino.&#187;<br>La tavolata esplose in una risata.</p><div><hr></div><p>Pian piano gli ospiti si ritirarono, salutandosi calorosamente.<br>Sagrin torn&#242; lentamente alla sua fidata Fiat Marea, mise in moto e cominci&#242; a guidare per le vie della citt&#224;.<br>Il pomeriggio era terso, il sole splendeva. <br>Sagrin si sentiva pronto per un nuovo capitolo della sua vita, ancora tutto da scrivere.</p><p><em>FINE</em></p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!U91J!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F30e9b2a5-9aaa-4ee0-946d-015e6fda2a82_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.18 I dimenticati]]></title><description><![CDATA[Dove si restituisce ci&#242; che fu rubato]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep18-i-dimenticati</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep18-i-dimenticati</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:12:46 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-HOO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F663a75f5-7fa8-474a-af4c-b69e1ebd2b0f_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Mi sembra ieri che avevo in testa un detective grossolano, con i baffi e un cattivo umore molto significativo. Ed eccoci al diciottesimo episodio. Ci vuole ostinazione. E il vizio di non mollare anche quando sarebbe pi&#249; ragionevole farlo. Sagrin lo sa bene, e anch&#8217;io ho imparato qualcosa, nel frattempo. Il caso volge al termine. Quasi. Appuntamento al 27 aprile per il finale di stagione! Grazie a chi legge questa saga bislacca. Senza di voi sarebbe solo una ruminazione solitaria.<br>Alberto</em></p><div><hr></div><p>Per recuperare gli episodi precedenti:</p><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;c759b447-2a23-4469-994e-3e11c455da83&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Autore e illustratore. Scrivo e disegno Sagrin, fiction seriale ambientata a Torino.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! 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Sal&#236; in macchina e guid&#242; come un pazzo, sempre senza perdere il buonumore. Raggiunse infine la destinazione: un condominio di tre piani, in via Luisa del Carretto. Controll&#242; ancora una volta il biglietto per leggere il cognome dell&#8217;amica, e poi suon&#242; il citofono. La porta si apr&#236; e Sagrin si sistem&#242; nell&#8217;ascensore, pericolosamente stretto rispetto alla sua taglia. Arrivato al piano trov&#242; ad attenderlo la Duchessa, con aria interrogativa e vagamente allarmata.<br>&#171;Detective, a cosa devo la tua visita? E soprattutto, da cosa &#232; dovuto il tuo insolito buonumore?&#187;<br>&#171;Buongiorno Duchessa. Ti racconter&#242; tutto davanti a una tazzina di caff&#232;, se hai piacere di offrirmela. In quanto al buonumore, ieri ho visto in televisione una trasmissione che diceva che il buonumore &#232; il pi&#249; potente afrodisiaco naturale. Contagioso, e molto sensuale.&#187;<br>&#171;Ma sei impazzito? Guarda che non sei un giovinastro in preda alla pubert&#224;. Datti un contegno, suvvia.&#187;<br>Il detective aggrott&#242; le sopracciglia.<br>&#171;Vedi, &#232; il mondo che mi vuole di cattivo umore, io ce la metto tutta. Andiamo Duchessa, il caff&#232; mi aspetta.&#187;<br>Entr&#242; senza tanti complimenti, cercando l&#8217;amica della Duchessa.<br>&#171;In Chiesa, Sagrin. La mia amica &#232; in Chiesa. Molto devota, ogni giorno va a confessarsi, dice che &#232; meglio avere sempre l&#8217;anima pulita, alla nostra et&#224;.&#187;<br>Seduti al tavolo della cucina, il detective sorseggiava il caff&#232; con immenso piacere. Poi senza preamboli entr&#242; nel vivo della questione.<br>&#171;Duchessa, se sono qui questa mattina &#232; perch&#233; ho bisogno del tuo aiuto. Ti ho raccontato tutto, Falco, Artemio, Ludovico. Le sculture di polvere e cenere. Il punto &#232; che credevo di aver risolto il caso ma Ludovico &#232; sparito nel nulla. Ho bisogno di trovarlo. Ho bisogno delle tue visioni. Per favore, si intende.&#187;<br>&#171;Sei un vero mascalzone, Sagrin. Se la nostra fosse una questione amorosa, ti direi che mi hai sedotta e abbandonata. Ma a ogni modo mi hai illuso che avremmo indagato insieme. Che saremmo stati una squadra. E invece mi telefoni solo quando hai bisogno di me.&#187;<br>Sagrin abbass&#242; un po&#8217; lo sguardo, e si mise a giocherellare con la tazzina di caff&#232; vuota.<br>&#171;Sai Duchessa, ti confido un segreto. So di essere un uomo piacente, ho una bella stazza e una mente fina. Ma con le donne, ecco, ho qualche difficolt&#224;. Non ho mai avuto un&#8217;amica. Non sono tipo da chiacchiere e scampagnate. Ma... mi dispiace, non era mia intenzione ferirti.&#187;<br>Duchessa lo guard&#242; ostentando seriet&#224;, ma avrebbe voluto saltargli al collo e abbracciarlo.<br>&#171;Va bene, ma che non si ripeta. Scuse accettate.&#187;<br>&#171;Grazie, Duchessa.&#187;<br>Sagrin si schiar&#236; la voce e poi torn&#242; serio.<br>&#171;Duchessa, mi puoi aiutare a cercare Ludovico?&#187;<br>Duchessa non rispose, aveva gi&#224; gli occhi chiusi, le mani serrate sul tavolo. Duchessa inizi&#242; a sussurrare, con una voce bassa e maschile.<br>&#171;Vedo... vedo dei morti.&#187;<br>Il detective stava per intervenire con una battuta, ma Duchessa continu&#242;, con tono di voce estremamente potente.<br>&#171;Delle lapidi senza nome. Anime senza pace, violate, che non trovano riposo.&#187;<br>Duchessa apr&#236; gli occhi all&#8217;improvviso, era di nuovo in s&#233;.<br>&#171;Detective, so dove si nasconde Ludovico. Al Cimitero Monumentale, devi cercare la sezione dei Rotoli Abbandonati.&#187;<br>&#171;Rotoli? Che rotoli?&#187;<br>&#171;Un nome antico, &#232; la sezione dei morti senza nome. Sepolture di sconosciuti, senza parenti e amici. Persone non identificate.&#187;<br>&#171;Grazie Duchessa. Un giorno mi spiegher&#224; il segreto delle sue visioni. Sorprendenti.&#187;<br>&#171;Mi piacerebbe Sagrin. Ma io non le controllo. Sono loro a controllarmi. E ora vai, mascalzone.&#187;</p><div><hr></div><p>Il detective sal&#236; sulla Marea. Si accese una sigaretta e decise che il viaggio meritava una colonna sonora adeguata. Sentiva che il caso volgeva al termine, tutti i nodi stavano venendo al pettine. Prese dal cassetto porta oggetti una musicassetta: <em>Talking Heads, Speaking in Tongues</em>. Inser&#236; la cassetta nel mangianastri e la canzone <em>This Must Be the Place (Naive Melody)</em> si diffuse nell&#8217;abitacolo. Sagrin si sent&#236; invadere da un&#8217;euforia incredibile, accenn&#242; un movimento di danza con il busto per poi ricomporsi in un attimo. Ingran&#242; la marcia e part&#236; sgommando.</p><div><hr></div><p>Dopo un tragitto piuttosto breve raggiunse il cimitero. Sistem&#242; la pistola nella fondina e si avvi&#242; con passo deciso tra i labirintici viali del cimitero.<br>Lo scenario era davvero deprimente, ma Sagrin canticchiava mentalmente i Talking Heads per tenersi vigile e ottimista.<br><em>Sei ancora vivo, vecchio mio. Sei al cimitero ma non &#232; ancora la tua ora.<br></em>Il detective vag&#242; per una buona mezz&#8217;ora senza riuscire a trovare la sezione a cui faceva riferimento la Duchessa. Incontr&#242; un addetto che spazzava via le foglie secche con la cicca in bocca, che finalmente gli indic&#242; l&#8217;area dedicata ai Rotoli Abbandonati. Mentre si avvicinava, Sagrin appoggi&#242; la mano sulla pistola. Sapeva che non gli sarebbe servita, ma non voleva rischiare brutte sorprese. Finalmente vide uno spiazzo con una serie di lapidi senza iscrizione, disposte a comporre un cerchio perfetto.<br>Al centro, un uomo in ginocchio. Capelli bianchi, golf grigio, camicia bianca.<br>Era Ludovico. Il detective si avvicin&#242; cautamente, fino a raggiungere l&#8217;uomo. Poi gli parl&#242; con tono misurato.<br>&#171;Ludovico, spero di non interromperla.&#187;<br>L&#8217;uomo si gir&#242; e fiss&#242; Sagrin con aria affranta, mormorando un saluto di circostanza. Il detective tir&#242; fuori dalla tasca della divisa un piccolo contenitore metallico. Lo stesso che aveva preso a casa di Ludovico. La scatola delle ceneri. Ludovico la fiss&#242; e sembr&#242; impietrirsi. Lo sguardo si fece vitreo, i muscoli tesi. Poi a fatica sospir&#242; rumorosamente. Si fece forza e parl&#242;.<br>&#171;Detective, a quanto vedo ha messo insieme quasi tutti i pezzi del puzzle. Si &#232; persino introdotto a casa mia per farlo. Potrei denunciarla, lo sa?&#187;<br>Sagrin scroll&#242; le spalle, senza proferir parola.<br>&#171;Cercher&#242; di darle la mia versione della storia Sagrin. Non &#232; un compito facile, ma ho bisogno che senta la mia verit&#224;. L&#8217;Arte Effimera... tutto &#232; iniziato da una folgorazione. L&#8217;arte che si vedeva in giro in quegli anni era particolarmente noiosa. Cauta, politicamente corretta. Arte da salotto. Io cercavo di accendere una scintilla nella mente delle persone. Cercavo un innesco. E cos&#236; pian piano ho iniziato a spogliare le mie creazioni dal superfluo. Come uno scultore che libera la forma dal marmo. Ma io mi stavo liberando anche della forma. E quando non rimane pi&#249; nulla cosa rimane?&#187;<br>Sagrin balbett&#242; &#171;polvere? cenere?&#187; L&#8217;arte lo metteva sempre in soggezione.<br>&#171;Esatto, detective. Ma non mi bastava. Volevo che ogni singolo frammento delle mie opere avesse un valore inestimabile. Non in termini economici. Valore spirituale. Che fosse intriso di vita. Che fosse esso stesso vita. Un giorno stavo vagando per questo cimitero, il giusto paesaggio per un&#8217;anima inquieta come la mia. Un guardiano mi ferm&#242; per far due chiacchiere, non sopportava pi&#249; la solitudine di quel luogo. E cos&#236; mi raccont&#242; dei Rotoli Abbandonati. Per giorni non pensai ad altro che a quei morti senza nome. Nessuno li piangeva. Nessuno aveva mai messo dei fiori per loro. Erano cenere, cenere dimenticata. Cos&#236; decisi che li avrei salvati. Tornai una notte e trafugai sei urne piene di cenere. E pian piano utilizzai quelle ceneri per le mie sculture, mischiandole con la polvere. Non sarebbero mai stati pi&#249; soli. Il pubblico li avrebbe osservati per sempre con meraviglia. L&#8217;arte che d&#224; nuova vita alla morte. In quei tempi si faceva un gran parlare delle mie opere, ero nel pieno del successo. Si prospettava la possibilit&#224; di fare una mostra al Castello di Rivoli, una vetrina incredibile. Una rampa di lancio per la mia carriera. Avevo conosciuto Falco, che mio malgrado mi aveva convinto a dare il fianco a manovre di speculazione. Una cosa ignobile, ma la verit&#224; &#232; che avevo bisogno di soldi per me, per la mia famiglia. Per mio figlio Artemio. Accettai per mancanza di alternative. Ma poco prima dell&#8217;inaugurazione della mostra la mia coscienza mi present&#242; il conto. Quello che avevo fatto mi appariva finalmente ignobile, contro natura. Una cosa ripugnante, abietta. E cos&#236; prima dell&#8217;inaugurazione fui io stesso a far sparire le opere, con un aspirapolvere industriale. Non un guardiano di sala, fui io. Il museo era cos&#236; in imbarazzo che cerc&#242; solo di dimenticare tutto, di andare oltre. Falco spar&#236; e io mi trovai senza soldi, senza arte, senza anima. &#200; tutto detective, questa &#232; la mia verit&#224;.&#187;<br>Sagrin rimase in silenzio per qualche istante, poi si accese una sigaretta.<br>&#171;Ludovico, lei parla di verit&#224;. Ma la verit&#224; &#232; che il motore delle sue azioni &#232; stato anche la vanit&#224;. La fama. Genio e sregolatezza, no? Gli artisti a volte si sentono al di sopra delle leggi, persino quelle della natura. E quando la vanit&#224; non bastava pi&#249;, ha distrutto tutto. Ma loro sono rimasti morti. Dimenticati come prima.&#187;<br>Ludovico abbass&#242; lo sguardo.<br>&#171;Lo so, detective. Per questo sono qui. Sono venuto a chiedere perdono. Ma i morti non parlano, comunicano attraverso il silenzio.&#187;<br>&#171;Ludovico, siamo noi a dover trovare un modo di vivere con quello che abbiamo fatto. Con il nostro passato, i nostri errori.&#187;<br>L&#8217;uomo alz&#242; gli occhi verso Sagrin.<br>&#171;E lei come ci riesce, detective? Come si vive con il peso dei fallimenti?&#187;<br>Sagrin tir&#242; una boccata di fumo, guardando le lapidi senza nome.<br>&#171;Si vive ricordando. Ogni giorno. &#200; l&#8217;unica forma di onest&#224; che ci resta. Io ho seppellito il mio vero nome per un errore. Lei ha rubato le spoglie altrui. Siamo entrambi colpevoli di qualcosa. Ma la differenza &#232; che io mi sono alzato la mattina dopo e ho continuato ad andare avanti. Lei ha messo la testa sotto la sabbia.&#187;<br>&#171;Non so se ho la forza di farlo, ed &#232; troppo tardi.&#187;<br>&#171;Suo figlio la sta cercando, Ludovico, ha bisogno di lei.&#187;<br>L&#8217;uomo si irrigid&#236;.<br>&#171;Artemio merita un padre migliore di me. Io non ho saputo essere un genitore vero.&#187;<br>Sagrin scroll&#242; le spalle.<br>&#171;Artemio ha solo bisogno di verit&#224;. Per il resto, la vita non fa sconti a nessuno, sa essere una vera carogna.&#187;<br>Ludovico osserv&#242; la scatola metallica che Sagrin teneva in mano.<br>&#171;Le dispiace se la prendo un attimo?&#187;<br>Il detective gliela porse con delicatezza. Ludovico la apr&#236; incerto, quasi intimorito di vedere il contenuto. La cenere era l&#236;, dove l&#8217;aveva lasciata, inerte.<br>Si alz&#242; in piedi e si avvicin&#242; lentamente alle lapidi. Poi prese la cenere e la sparse su ogni tomba, sussurrando parole di commiato.<br>Sagrin rest&#242; a guardare, senza dire nulla.<br>Ludovico richiuse la scatola vuota, e poi si rivolse a Sagrin.<br>&#171;Torner&#242; ogni settimana, fino a quando non sentir&#242; di avere espiato la mia colpa.&#187;<br>&#171;Lei ha gi&#224; pagato abbastanza, Ludovico. L&#8217;unica cosa che le resta da fare per onorare questi defunti &#232; vivere la sua vita.&#187;</p><div><hr></div><p>Dietro una grande lapide a forma di angelo, una figura osservava la scena, facendo attenzione a non farsi vedere. Dario Falco era arrivato al cimitero seguendo Sagrin alla cieca, e ora era stupefatto dalla scena. Il suo unico interesse era di non finire in prigione, e di non avere brutte sorprese. Ma dopo aver ascoltato il dialogo, e aver visto Ludovico spargere la cenere, la verit&#224; lo colp&#236; come un pugno allo stomaco. Era ora di andarsene lontano da l&#236;, il suo tempo a Torino era finito, non c&#8217;era pi&#249; niente da distruggere o vendetta da consumare. Restava solo la propria parte di colpa da portare, la sua avidit&#224; cieca e spietata. Falco si allontan&#242; silenzioso tra le tombe, scomparendo nella nebbia autunnale. Nessuno lo vide andare via, e nessuno lo avrebbe mai rivisto.</p><div><hr></div><p>Sagrin e Ludovico rimasero ancora qualche momento al cospetto delle tombe. Poi il detective disse: &#171;Andiamo. La riporto a casa da sua moglie e suo figlio, la stanno aspettando.&#187; Ludovico annu&#236;.<br>Si avviarono lentamente verso l&#8217;uscita del cimitero.<br>I dimenticati avevano trovato chi li ricordasse.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-HOO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F663a75f5-7fa8-474a-af4c-b69e1ebd2b0f_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!-HOO!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F663a75f5-7fa8-474a-af4c-b69e1ebd2b0f_5000x5000.jpeg 424w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Detective Sagrin, 2026</figcaption></figure></div><p></p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.17 Tre secondi]]></title><description><![CDATA[In cui la situazione appare disperata]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep17-tre-secondi</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep17-tre-secondi</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:06:44 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!k5WO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff9d7bbef-11be-43e1-ae6e-0c3d7df6f425_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Care lettrici e cari lettori,<br>questa settimana il Detective Sagrin torna in anticipo e con alcune novit&#224;.<br>Ho aggiunto una guida ai personaggi e una galleria delle illustrazioni, insieme alla lista degli episodi precedenti. Se &#232; la prima volta che entrate in queste storie, qui trovate tutto per orientarvi. Grazie a chi mi sta accompagnando lungo questo percorso, anche con suggerimenti preziosi. Buona lettura,<br>Alberto</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;d01003e9-3936-4012-9327-a52917278861&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti i personaggi delle due stagioni di Detective Sagrin, in ordine alfabetico.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Guida ai personaggi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2026-03-27T11:20:57.097Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!isXm!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F9b798b12-039e-4930-bacc-fff8fd705255_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/guida-ai-personaggi&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:192297202,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:2,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;179e598e-87a6-4b58-808c-ef0bd97625bd&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Detective Sagrin - Stagione 1&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Illustrazioni&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; 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che fanno pi&#249; paura della menzogna.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Falco sedeva inginocchiato di fronte alla bomba, in una posa che ricordava una sorta di redenzione arrivata in ritardo. Rovistando nello zaino aveva trovato una torcia frontale, che ora indossava quasi fosse uno speleologo alla ricerca di antichi reperti. Ma l&#8217;ordigno artigianale davanti a lui raccontava una storia diversa. Mancavano 20 minuti all&#8217;esplosione, e all&#8217;ex-critico tremavano le mani.<br>&#171;Dannazione, che io sia maledetto.&#187;<br>Sagrin osservava Falco in silenzio, a tre metri di distanza. Teneva la pistola puntata ma il braccio iniziava a stancarsi sotto il peso dell&#8217;arma, mentre nel cunicolo la puzza di ruggine e acqua stantia impregnava l&#8217;aria. Il detective non aveva umorismo caustico da dispensare. Il punto era che per la seconda volta, dopo il caso del bambino nel pozzo, si trovava a dover scegliere se seguire il protocollo o far di testa sua. Se rivolgersi ad artificieri e polizia, oppure confidare che tutto sarebbe andato bene, anzi meglio, lasciando che Falco risolvesse il problema.<br>&#171;Detective, abbassi la pistola e venga ad aiutarmi. Mi faccia luce. Altrimenti tra venti minuti faremo la fine del topo.&#187;</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! 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Le luci di scena erano puntate su di lui, lasciando in ombra il resto del palco, che appariva sgombro. Niente pi&#249; di un proiettore e un telo.<br>Artemio si schiar&#236; la voce, e inizi&#242; il suo discorso introduttivo.<br>&#171;Gentili spettatrici, cari spettatori. Sono qui per onorare una promessa. Una serata speciale su di me, sul mio passato. E sta per iniziare. Perdonate l&#8217;emozione e la voce tremante. Nonostante a volte me ne dimentichi, sono ancora un novellino sul palco. Fino a poco tempo fa ero il servo patetico di una vecchia megera.&#187;<br>Il pubblico esplose in una risata, le mani battevano frenetiche.<br>Falco ud&#236; il boato degli applausi e cap&#236; che la serata era iniziata. Nella mente si figurava la marea di persone sopra di lui, e sudava freddo. Doveva muoversi, altrimenti li avrebbe avuti tutti sulla coscienza. Riprese ad armeggiare sull&#8217;ordigno con ancora pi&#249; foga. Accompagnava la procedura borbottando una sorta di telecronaca delle fasi.<br>&#171;La copertura viene via, ma se tiro con forza strappo tutto. Intravedo la canalina dei cavi, se rimuovo la vite potr&#242; lavorare meglio.&#187;<br>Sagrin strinse i denti. Gli veniva voglia di percuotere con il calcio della pistola Falco. Detestava quando la gente parlava troppo, soprattutto se a vanvera.<br>Quel silenzio pesava a Falco, che si sentiva sotto giudizio.<br>&#171;Detective, si ricorda della promessa che mi ha fatto? Mi ha dato la sua parola. Io disinnesco la bomba, ma lei mi lascia andare. Ho bisogno di sapere se rispetter&#224; il nostro patto, altrimenti mi tremano le mani.&#187;<br>Sagrin guard&#242; il timer. Il tempo passava inesorabilmente, e mancavano solo 15 minuti. Deglut&#236; a fatica, aveva la sensazione che tutto stesse andando a rotoli.<br>&#171;Lavori e basta. Il patto lo discuteremo dopo, se ci sar&#224; un dopo.&#187;<br>Falco annu&#236; senza alzare lo sguardo. Poi torn&#242; ad armeggiare sull&#8217;ordigno.<br>&#171;Ci siamo. Sono arrivato alla bobina dei fili. Devo solo andare a ritroso, dividerli e mi trover&#242; con l&#8217;innesco. Filo rosso e filo blu.&#187;<br>Sagrin not&#242; che l&#8217;ex critico stava sudando copiosamente. Fin troppo.<br>&#171;Sa cosa sta facendo o no?&#187;<br>Il detective tir&#242; un calcio a un sassolino, e si cacci&#242; in bocca un pezzo di liquirizia. <br>Poi si rivolse a Falco.<br>&#171;Deve salvare quelle persone. Sono innocenti. Per quel che riguarda me, non ho paura di morire. La vecchiaia &#232; la vita portata alle estreme conseguenze. Una forma di insistenza. Ci si ostina ad andare avanti, a vedere cosa succeder&#224; domani. E il domani, anche quello pi&#249; remoto, arriva.&#187;<br>Falco si gir&#242; di scatto.<br>&#171;Cosa ha detto detective? Non ho afferrato.&#187;<br>Sagrin si schiar&#236; la voce, quasi infastidito.<br>&#171;Niente, niente. Parlavo tra me e me. Stavo dicendo che lei &#232; lento come una lumaca. Si sbrighi.&#187;<br>Falco separ&#242; i fili rosso e blu, poi si blocc&#242; di colpo.<br>&#171;Cazzo.&#187;<br>Il detective alz&#242; lo sguardo, visibilmente preoccupato.<br>&#171;Che c&#8217;&#232;?&#187;<br>&#171;Il secondo innesco collegato in parallelo. Facile da montare, infernale da disattivare.&#187;<br>Il detective sent&#236; lo stomaco contrarsi.<br>&#171;Che significa?&#187;<br>&#171;In sintesi significa che se sbaglio l&#8217;ordine, saltiamo in aria. Devo andare per tentativi.&#187;<br>Il timer dell&#8217;ordigno ora segnava 8 minuti.<br>Falco riprese a lavorare, questa volta senza pi&#249; parlare. Solo il rumore metallico delle pinze e il suo respiro affannoso riempivano il cunicolo.<br><em>5 minuti.<br></em>Sagrin si accorse che il braccio che reggeva la pistola gli tremava leggermente. <br>Non per paura. Per stanchezza. Si sentiva improvvisamente pi&#249; vecchio.<br>Falco separ&#242; un altro passaggio dei fili, seguendoli con le dita fino a una scatola metallica laterale.<br><em>4 minuti.<br></em>Una goccia di sudore gli cadde sul naso. Se la asciug&#242; con la manica.<br><em>3 minuti.<br></em>Dall&#8217;alto arriv&#242; un boato ovattato di applausi. Artemio stava intrattenendo il pubblico, totalmente ignaro.<br>Sagrin pens&#242; a quei quattrocento sconosciuti vestiti in abiti da festa seduti sopra le loro teste. Non meritavano di saltare in aria.<br><em>2 minuti.<br></em>Falco lavorava sempre pi&#249; veloce. Pinze che scivolavano tra i fili. Dita che tremavano. Sagrin vide che aveva le nocche bianche per la tensione.<br><em>1 minuto.<br></em>&#171;Rosso o blu.&#187;<br>Falco parlava tra s&#233;.<br>&#171;Deve essere il blu.&#187;<br>Pausa.<br>&#171;O il rosso.&#187;<br><em>30 secondi.<br></em>Sagrin strinse la mascella. Se doveva morire, almeno non in compagnia di un nevrotico che parlava da solo.<br>Falco sollev&#242; le pinze. Le avvicin&#242; al filo blu. Esit&#242;.<br>&#171;Fanculo.&#187;<br>Tagli&#242; il filo blu.<br>Il timer si blocc&#242; a 3 secondi.<br>Silenzio assoluto nei sotterranei.<br>Poi, dall&#8217;alto, un&#8217;esplosione di applausi scroscianti. Artemio aveva appena finito il suo discorso introduttivo. Il timing era perfetto. Grottesco.<br>Falco croll&#242; seduto contro il muro di cemento umido. Le mani gli tremavano cos&#236; forte che non riusciva pi&#249; a tenere le pinze. Gli scivolarono di mano e caddero con un tintinnio metallico. Respirava a fatica, occhi chiusi, testa reclinata all&#8217;indietro.<br>Sagrin lo osserv&#242; per lunghi secondi. Poi abbass&#242; la pistola. Non disse nulla.<br>Si gir&#242; e sal&#236; le scale verso l&#8217;uscita, lasciando Falco solo nell&#8217;ombra dei sotterranei. <br>I suoi passi echeggiarono fino a scomparire.<br>Falco apr&#236; gli occhi. Guard&#242; la bomba disinnescata davanti a lui. Poi l&#8217;uscita buia dove Sagrin era sparito.<br>Era libero? O semplicemente dimenticato, come sempre?<br>Falco corse via, sparendo tra le ombre della notte.</p><div><hr></div><p>Sagrin emerse dai sotterranei del Teatro Regio come un sopravvissuto da una trincea. Provato, ma intero.<br>I corridoi del teatro erano immersi nella penombra, e le Maschere erano intente a sbirciare lo spettacolo da uno spiraglio nella porta. In lontananza si sentivano ancora le voci ovattate del pubblico e Artemio che intratteneva la platea con la sua retorica ampollosa.<br>Il detective si appoggi&#242; al muro, cercando di riprendere fiato.<br>Un addetto alle pulizie lo vide e si avvicin&#242;.<br>&#171;Detective Sagrin? C&#8217;&#232; una donna che la sta cercando. Ha telefonato all&#8217;ufficio del direttore chiedendo espressamente di lei. Pare urgente.&#187;<br>Sagrin segu&#236; l&#8217;uomo fino a una piccola stanza piena di schedari e vecchi manifesti teatrali. Sul tavolo un telefono nero con la cornetta appoggiata di traverso. La sollev&#242; con mano stanca.<br>&#171;Duchessa, vedo che sta prendendo l&#8217;abitudine di telefonarmi mentre sono a teatro. Non &#232; mica il mio ufficio!&#187;<br>&#171;Detective, non sono la Duchessa. Sono Petunia Bruni, la moglie di Ludovico.&#187;<br>La voce era tesa, quasi spezzata.<br>&#171;Detective, Ludovico non &#232; tornato a casa. Mi aveva telefonato dicendomi che stava bene, che era tutto a posto. Ma non &#232; mai arrivato.&#187;<br>Sagrin sent&#236; un peso scendere nello stomaco. Si pass&#242; una mano sul viso stanco.<br>&#171;Arrivo subito, signora.&#187;</p><div><hr></div><p>Sagrin parcheggi&#242; la Marea davanti al portone della casa dei Bruni. Suon&#242; il citofono e poi prese l&#8217;ascensore, fino a raggiungere il piano dell&#8217;appartamento.<br>Petunia apr&#236; la porta prima ancora che suonasse il campanello. Rispetto alla precedente visita la signora aveva un aspetto diverso. Pi&#249; composta rispetto alla voce al telefono.<br>Sagrin studi&#242; il volto della donna con attenzione. Aveva una sua dignit&#224; silenziosa. Capelli raccolti, occhi gonfi ma il portamento restava composto. Una signora vecchio stampo, con quella ritrosia tipicamente sabauda.<br>&#171;Entri, detective.&#187;<br>Il salotto parlava di una vita dedicata all&#8217;arte. Ogni angolo della casa era pieno di oggetti curiosi, perfettamente allineati, in una messa in scena che ricordava la sala di un museo pi&#249; che una abitazione. Tutto ordinato, tutto al suo posto. Tranne Ludovico.<br>Sagrin rimase in piedi.<br>&#171;Signora, ero con suo marito. L&#8217;avevo appena tolto da un impiccio piuttosto serio. Dario Falco, se lo ricorda? Lo voleva morto. A ogni modo, come le dicevo avevo sistemato tutto. Quindi mi chiedo dove diavolo sia suo marito. E ho il sospetto che solo lei possa saperlo.&#187;<br>Petunia lo guard&#242; con occhi che contenevano qualcosa di non detto.<br>&#171;Ludovico negli ultimi giorni era diverso. Nervoso. Come se aspettasse qualcosa. O qualcuno.&#187;<br>&#171;Falco?&#187;<br>Lei esit&#242;, poi parl&#242; con voce bassa.<br>&#171;Ludovico ha sempre avuto un rapporto particolare con il passato. Non lo lascia mai andare. Torna sempre, come un&#8217;ossessione. Vive il presente come un fantasma, lo attraversa.&#187;<br>Sagrin si sporse leggermente in avanti.<br>&#171;Mi dica cosa sa, signora.&#187;<br>&#171;So che mio marito ha fatto cose di cui si vergogna. Cose legate a quelle sculture. Ma non me ne ha mai parlato. E io... non ho mai avuto il coraggio di chiedere.&#187;<br>Si gir&#242; verso la finestra che dava sul Po.<br>&#171;&#200; sparito, detective. Come le sue sculture.&#187;<br>Sagrin la osserv&#242; in silenzio. Poi si diresse verso la porta.<br>&#171;Signora, con il dovuto rispetto, ma lei mi sembra troppo calma per avere un marito disperso. Lei sa, ma non vuole parlare. Se vorr&#224; dirmi di pi&#249; sa dove trovarmi.&#187;<br>Petunia lo guard&#242; in silenzio, per poi girarsi dall&#8217;altra parte.<br>Sagrin scese le scale e sal&#236; sulla Marea.<br>Le luci di Torino si riflettevano sul Po come stelle cadute in acqua. Il detective accese una sigaretta e guard&#242; il fiume scorrere lento nella notte.<br><em>Sparito. Come le ceneri.<br></em>Mise in moto e si diresse verso Via Della Rocca. Lo studio. Doveva andare allo studio.<br>Bomba disinnescata, Falco uscito di scena, Ludovico sparito. Era tutto collegato, ma la testa non riusciva a mettere insieme i pezzi.<br>Parcheggi&#242; la Marea davanti al portone. L&#8217;ascensore cigol&#242; penosamente. Entr&#242; nel monolocale buio, accese la lampada da tavolo.<br>Domani avrebbe chiamato la Duchessa. Lei vedeva cose che lui non poteva vedere.<br>Si sdrai&#242; sul divano logoro senza togliersi il cappotto. Torino dormiva. Lui no.<br>Si accese una sigaretta e chiuse gli occhi.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!k5WO!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff9d7bbef-11be-43e1-ae6e-0c3d7df6f425_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!k5WO!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff9d7bbef-11be-43e1-ae6e-0c3d7df6f425_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!k5WO!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ff9d7bbef-11be-43e1-ae6e-0c3d7df6f425_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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O le ragioni giuste per la cosa sbagliata. <br>&#200; un gran guazzabuglio. L'atmosfera intanto si fa esplosiva. <br>Buona lettura, e grazie di essere parte di questa avventura. <br>Alberto.</em></p><div><hr></div><p>Per leggere gli episodi precedenti:</p><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;dafa0a10-c229-42d0-9f87-603ed64a7af3&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hZ7k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51516a49-cdf2-4fe5-b338-3cb18f474826_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p>Dario stava dando da mangiare a Ludovico, ancora legato, una zuppa fetida di fagioli e cipolle. Una combinazione davvero greve, soprattutto se cucinata su un fornello da campo incrostato.<br>&#171;Non &#232; intelligente fare lo schizzinoso, Ludovico. Questo passa il convento. Ma ci farai l&#8217;abitudine. Vedrai che con il tempo troverai appetitosa e croccante persino una blatta. Lo dico per vita vissuta.&#187;<br>Si sent&#236; un fracasso.<br>Sagrin aveva spalancato la porta con un calcio e stava fermo in mezzo alla stanza, pistola in mano e Dario sotto tiro. L&#8217;odore dei rimasugli della cena lo colp&#236; come uno schiaffo.<br>&#171;Buonasera. Spero di non disturbare.&#187;<br>Falco si gir&#242; di scatto. Sagrin not&#242; il coltello nella mano destra.<br>&#171;Ah, vedo che siete a tavola. Peccato, non ho portato il vino. Signor Falco, quel coltello lo metta per terra. Adesso. O le rovino la cena in modo permanente.&#187;<br>&#171;Ma lei...&#187; Falco strinse gli occhi per mettere a fuoco. &#171;Lei &#232; il detective Sagrin. La riconosco dallo spettacolo. La facevo pi&#249;...diciamo, diverso.&#187;<br>Falco lasci&#242; cadere il coltello con un tintinnio metallico. <br>La mascella serrata, gli occhi strizzati per la miopia, sembrava un cane randagio costretto all&#8217;angolo.<br>&#171;Bene. Invece lei, Ludovico, sta bene? &#200; ferito?&#187;<br>Ludovico scosse la testa debolmente. Non era chiaro se rispondesse alla prima o alla seconda domanda, o a entrambe. Poi scivol&#242; in uno stato catatonico, sguardo fisso nel vuoto.<br>Falco si fece avanti di un passo, come per fronteggiare la pistola. Poi prese parola.<br>&#171;Detective, mi tolga una curiosit&#224;. Lo prenda come l&#8217;ultimo desiderio del condannato a morte. Vorrei sapere cosa diavolo ci fa lei qua. L&#8217;ha spedita quel verme di Artemio, a ficcare il naso?&#187;<br>&#171;Non sono un pacco postale, nessuno mi spedisce. Mi sono spedito da solo. Falco, lei &#232; un critico d&#8217;arte, non un gangster da quattro soldi. Ha sabotato un teatro, rapito un vecchio e cucinato fagioli marci. Che carriera criminale sarebbe? Mani al muro, basta chiacchiere.&#187;<br>Falco indietreggi&#242;, come se avesse preso coscienza di essere in trappola. <br>Poi lentamente si gir&#242; e appoggi&#242; le mani al muro.<br>Ludovico sembr&#242; rianimarsi per un attimo.<br>&#171;Detective, sia lodato il cielo. Lei &#232; qui per salvarmi.&#187;<br>Sagrin abbozz&#242; un sorriso.<br>&#171;Ecco il programma della serata, signori. Ora io slegher&#242; Ludovico. Falco, lei prover&#224; sicuramente a scappare. Ma prima che lei raggiunga la porta la trasformer&#242; in uno scolapasta. Quindi mi faccia un favore, stia fermo e zitto.&#187;<br>Armeggi&#242; a fatica fino a completare la procedura, tirando un sospiro di sollievo.<br>Poi inizi&#242; a perquisire il critico d&#8217;arte.<br>Un mazzo di chiavi, un portafoglio, un paio di caramelle alla menta.<br>Niente di rivelatorio. Il detective non lasci&#242; trasparire la frustrazione.<br>Guard&#242; Ludovico e not&#242; che sembrava pi&#249; presente. Stava tornando in s&#233;.<br>Sagrin parl&#242;.<br>&#171;Bene. Ora &#232; il momento di capire qualcosa di questa matassa intricata. <br>Cosa diavolo sta succedendo? Vi ascolto, abbiamo tutta la notte a disposizione. Cominciamo da lei, Falco, non era morto? Mi sembra vivo, almeno per adesso.&#187;<br>&#171;Sono vivo, ma se lei mi intralcia presto sar&#242; morto, ma questo sar&#224; il minore dei problemi per lei.&#187;<br>Sagrin lo guard&#242; perplesso.<br>&#171;Non la seguo. Di certo la sbatter&#242; in cella, ma prima vorrei capire perch&#233; ha rapito il signor Bruni.&#187;<br>&#171;Cercher&#242; di mettergliela in termini semplici. Io e Ludovico anni fa eravamo in affari, o cos&#236; almeno credevo. La sua arte mi avrebbe fruttato milioni, forse miliardi. Polvere e cenere, una vera poesia per il mio portafoglio. Ma purtroppo per qualche motivo stupido il signor Bruni ha pensato di distruggere le sue opere. Sabotarsi da solo. <br>E nel frattempo io avevo scialacquato soldi per le prossime dieci generazioni. <br>Debiti pesanti con gente che non dimentica. Se Artemio fa la sua serata, sveglia il can che dorme. Per questo ho rapito suo padre. Volevo spaventarli. Costringere padre e figlio alla ragione. Avrei rilasciato Ludovico dopo averlo torchiato un po&#8217;. <br>Se lei non fosse venuto a rompere le uova nel paniere.&#187;<br>Il detective ponder&#242; le parole, cercando di capire la logica contorta del critico.<br>&#171;Si beh, non ha alcun senso, ma chi sono io per giudicare. Sentiamo l&#8217;altra campana. Ludovico, quest&#8217;uomo sostiene che lei avrebbe distrutto le sue opere. Ci illumini.&#187;<br>Ludovico guard&#242; il detective con occhi lacrimosi, poi parl&#242; con un filo di voce.<br>&#171;&#200; passato cos&#236; tanto tempo. Le opere le ho distrutte perch&#233;...avevo i miei motivi. <br>Era meglio cos&#236;. Mi sentivo incastrato in un giro losco. Volevo ricominciare da capo. <br>E poi ero stufo della polvere, della cenere. Volevo pi&#249; colore, pi&#249; vita.&#187;<br>&#171;Stronzate!&#187; url&#242; Falco, fuori di s&#233;. &#171;Avrebbe potuto passare il resto dei suoi giorni su un&#8217;isola caraibica a sorseggiare mojito. A dipingere conigli rosa, per quello che me ne frega. Stai mentendo!&#187;<br>Sagrin intervenne. <br>&#171;Calma, cerchiamo di non far salire i toni. Falco, non credo che la sua curiosit&#224; sar&#224; appagata. Lasciamo il passato dov&#8217;&#232; e pensiamo al presente. Chiudiamo qui questa storia. Falco, lei finir&#224; in prigione, sicuramente. Per&#242; se la caver&#224; in qualche anno, la giustizia italiana &#232; una macchietta. Io parler&#242; con Artemio, gli spiegher&#242; tutto per filo e per segno. Se ha buon cuore, cosa di cui dubito, magari ometter&#224; di citare il suo nome durante la serata. Gli dir&#242; di volare basso con la serata speciale. <br>Nessuna rivelazione compromettente. Ludovico torna a casa a godersi la vecchiaia. Vinciamo tutti, lei un po&#8217; meno ma non gliel&#8217;ha ordinato il medico di fare il criminale improvvisato.&#187;<br>&#171;Vinciamo tutti?&#187; Falco rise amaro.<br>&#171;Detective, lei non capisce. Non c&#8217;&#232; soluzione. Ho fatto qualcosa di irreversibile.&#187;<br>Sagrin si irrigid&#236;.<br>&#171;Cosa?&#187;<br>&#171;Al Teatro Regio. Sotto il palco principale. Ho piazzato una bomba.&#187;<br>Il silenzio cal&#242; come una lastra di piombo.<br>&#171;Quando esplode?&#187;<br>&#171;Tra quaranta minuti. Forse meno.&#187;<br>Falco alz&#242; lo sguardo verso Sagrin.<br>&#171;&#200; complessa. Timer elettronico, triplo innesco, combinazione alfanumerica. Solo io so come disinnescarla. Sapevo di non potermi fidare di Artemio. Dovevo avere una garanzia.&#187;<br>Fece una pausa, poi aggiunse:<br>&#171;E adesso detective? Mi lascia qui a marcire mentre quella gente salta in aria? O facciamo un accordo?&#187;<br>Sagrin sent&#236; il sangue gelarsi. Centinaia di persone al teatro. Artemio. Il pubblico. Tutti ignari.<br>&#171;Maledizione!&#187;<br>Si pass&#242; una mano sul viso, la pistola tremava leggermente nell&#8217;altra.<br>&#171;Lei &#232; completamente fuori di testa. Una bomba. Ha piazzato una bomba.&#187;<br>Guard&#242; l&#8217;orologio. Quaranta minuti. Forse meno.<br>&#171;Io non tratto con...&#187;<br>Si interruppe. Cosa stava dicendo? C&#8217;erano vite in gioco. Centinaia di vite.<br>Guard&#242; Falco con odio puro.<br>&#171;Se mi sta mentendo, se questa &#232; una trappola, la ammazzo con le mie mani. Lo giuro.&#187;<br>Ludovico si alz&#242; barcollando.<br>&#171;Una bomba? Artemio...mio figlio &#232; al teatro! Detective, la supplico, faccia qualcosa!&#187;<br>&#171;Non ha scelta, detective, &#232; la verit&#224;. Le dico le condizioni. Io disinnesco la bomba. Artemio chiude quella boccaccia. E lei mi lascia tornare all&#8217;oblio, a essere un fantasma per sempre.&#187;<br>Sagrin si sforz&#242; di ritrovare il controllo.<br>&#171;Non c&#8217;&#232; tempo da perdere.&#187;<br>Prese la corda che aveva legato Ludovico e si avvicin&#242; a Falco.<br>&#171;Mani davanti. Devo legarla, ma dovr&#224; usarle per la bomba.&#187;<br>Leg&#242; i polsi di Falco con un nodo stretto ma non paralizzante.<br>&#171;Ludovico, lei resta qui. Chiami sua moglie tra un&#8217;ora, dica che sta bene. Io mander&#242; qualcuno a prenderla.&#187;<br>Ludovico annu&#236;, ancora tremante.<br>&#171;Faccia attenzione, detective. E salvi mio figlio.&#187;<br>Sagrin spinse Falco verso la porta, la pistola puntata contro la sua schiena.<br>&#171;Si muova. Abbiamo trentacinque minuti. Forse meno.&#187;</p><div><hr></div><p>Uscirono dalle OGR nella notte gelida.<br>Sagrin si diresse verso la Fiat Marea parcheggiata, mentre Falco camminava davanti a lui. La pistola puntata alla schiena.<br>Raggiunta l&#8217;auto Sagrin scort&#242; Falco alla portiera sul lato destro.<br>&#171;Salga. Lato passeggero.&#187;<br>Falco obbed&#236;. Sagrin gli punt&#242; la pistola.<br>&#171;Non si faccia venire idee balzane in testa. Questo non &#232; un film di serie B. Le azioni stupide si pagano caro.&#187;<br>Partirono sgommando.<br>Le strade erano quasi deserte. Sagrin guidava come un pazzo, saltando semafori rossi, sfiorando marciapiedi. La Marea protestava a ogni curva, il motore spinto al limite. Falco si aggrappava al cruscotto, gli occhi strizzati per la velocit&#224;.<br>&#171;Detective, se ci schianta prima di arrivare...&#187;<br>&#171;Stia zitto.&#187;<br>Piazza Castello deserta gli scivol&#242; accanto in un lampo. Per un attimo il detective guard&#242; il Dito di Mussolini, ricordandosi del caso delle sedute spiritiche.<br><em>Figliolo. Che bastardo quell&#8217;Artemio.<br></em>Il Teatro Regio era vicino, poteva quasi vederlo.<br>Sagrin guard&#242; l&#8217;orologio. Ventotto minuti. Le mani gli sudavano sul volante.<br>Prese una sigaretta dal pacchetto e l&#8217;aspir&#242; avidamente, il fumo che gli bruciava i polmoni.<br>Pens&#242; ad Artemio sul palco, ignaro. Al pubblico. C&#8217;erano sicuramente bambini. Innocenti.<br>Non poteva fallire.<br>&#171;Pi&#249; veloce&#187; mormor&#242; tra i denti.<br>La Marea sfrecciava tra le vie di Torino.</p><div><hr></div><p>Arrivarono al Teatro Regio con le ruote che fumavano.<br>Sagrin fren&#242; brutalmente davanti all&#8217;ingresso laterale.<br>&#171;Fuori. Subito.&#187;<br>Sagrin si ricompose. Nascose la pistola in tasca, poi prese Falco sottobraccio con presa salda.<br>Raggiunsero l&#8217;ingresso principale del teatro e Sagrin si rivolse al bigliettaio.<br>&#171;Sono il detective Sagrin, ingresso speciale per tutte le serate. Ospite d&#8217;onore. Questa sera sono con un caro amico.&#187;<br>Il bigliettaio li guard&#242; sospettoso, poi fece segno di entrare.<br>Trascin&#242; Falco attraverso l&#8217;atrio principale.<br>Intorno a loro il pubblico elegante chiacchierava, champagne in mano, abiti da sera luccicanti sotto i lampadari di cristallo.<br>Nessuno sospettava. Il detective cercava di evitare gli sguardi: lo riconoscevano. <br>In altre occasioni avrebbe pagato per essere visto, per essere amato. Ma non ora.<br>Sagrin stringeva il braccio di Falco fino a fargli male, la mascella serrata.<br>Venticinque minuti.<br>Il contrasto era surreale: la normalit&#224; superficiale contro l&#8217;urgenza mortale che gli bruciava dentro.<br>Falco gli indic&#242; con un cenno della testa la porta di servizio nascosta dietro un tendaggio rosso.<br>&#171;Dove?&#187;<br>&#171;Sotterranei. Sotto il palco principale.&#187;<br>Corsero gi&#249; per le scale. L&#8217;odore di muffa e legno vecchio riempiva gli spazi. I gradini erano ripidi, consumati dal tempo. <br>&#171;Pi&#249; veloce&#187; sibil&#242;.<br>Il corridoio sotterraneo si apriva davanti a loro, stretto e claustrofobico. <br>Tubature arrugginite correvano lungo il soffitto basso. Il suono dell&#8217;orchestra filtrava dall&#8217;alto, ovattato, irreale.<br>Falco rallent&#242; per un attimo, esitante.<br>&#171;&#200; qui&#187; disse con voce strozzata. &#171;Dietro quella porta.&#187;<br>Sagrin lo spinse avanti.<br>Restavano solo ventitr&#233; minuti.<br>Raggiunsero una porta metallica. Falco la apr&#236; con le mani legate, le dita che tremavano sulla maniglia.<br>Si ferm&#242; sulla soglia.<br>&#171;Detective, onorer&#224; la sua promessa?&#187;<br>&#171;Apra quella porta. Adesso. Non ho tempo per le sue cazzate.&#187;<br>Falco spinse la porta, livido dalla rabbia. Il cardine cigol&#242;.<br>Dentro, nel buio, Sagrin vide la bomba.<br>Un piccolo zaino nero appoggiato contro una trave. Timer digitale rosso lampeggiava: 22:47... 22:46... 22:45...<br>Falco si inginocchi&#242; davanti allo zaino, le mani legate che tremavano.<br>&#171;Luce. Ho bisogno di luce.&#187;<br>Sagrin accese l&#8217;accendino. La fiamma tremolante illumin&#242; il volto sudato di Falco.<br>Sopra di loro, attraverso il soffitto, si sentivano i passi del pubblico che prendeva posto.<br>Lo spettacolo stava per iniziare.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qOFo!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa62d7f99-b089-4821-96a2-f8d2faf30e6d_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!qOFo!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fa62d7f99-b089-4821-96a2-f8d2faf30e6d_5000x5000.jpeg 424w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Fai attenzione, Sagrin! <br>Buona lettura, e grazie di essere parte di questa avventura. <br>Alberto.</em></p><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p><em>Per leggere gli episodi precedenti:</em></p><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;47af1302-39ac-412a-a18d-b18a125ece7f&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hZ7k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51516a49-cdf2-4fe5-b338-3cb18f474826_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!aU4x!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2ad79fc3-b1fc-467d-86e2-766c996206bd_1024x1024.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Stazione di Porta Nuova, Torino, mezzanotte. <br>Ludovico arriv&#242; alla stazione dopo un tragitto in taxi che gli sembr&#242; interminabile. <br>Si sentiva a pezzi ancora prima di affrontare la situazione che si apprestava a vivere. Se davvero si trattava di Dario Falco non sarebbe stata un&#8217;allegra rimpatriata, questo era sicuro. <br>Raggiunse il binario 1 della stazione e si sedette su una panchina. <br>A parte un viavai modesto, la stazione sembrava riposare placidamente. <br>Si guard&#242; intorno. Sarebbe stato in grado di riconoscere Falco dopo tutti questi anni? A un certo punto sent&#236; un tocco sulla spalla, si gir&#242; e vide alle sue spalle un uomo di mezza et&#224;, il volto coperto da una barba scura e intricata, gli occhi piccoli e nervosi, mai fermi su un solo punto. Sent&#236; l&#8217;ansia divampare dentro di lui.<br>&#171;Dario, sei davvero tu?&#187;<br>Falco rispose.<br>&#171;Ben trovato, Ludovico. Non sei cambiato di una virgola, nonostante gli anni. Chiss&#224; perch&#233; ti immaginavo pi&#249; vecchio. &#200; passata una vita. Una vita orribile, nel mio caso, per merito tuo.&#187;<br>&#171;Dario, sei vivo. Non riesco a capacitarmene. Ti pensavo morto. Ma come hai potuto entrare a casa mia? La cenere, non ti serve a nulla, restituiscimela! Mi fa pensare agli sbagli che ho commesso.&#187;<br>&#171;Di cosa stai parlando, quale casa, quale cenere? Ora andiamo, non possiamo fermarci oltre, devo mostrarti qualcosa.&#187;<br>Prese sotto braccio Ludovico, serrandolo in una stretta che non ammetteva repliche. Camminarono per una buona mezz&#8217;ora, senza parlare. Ludovico pens&#242; a fuggire, ma infine decise che tanto valeva affrontare quello che lo aspettava. <br>Raggiunsero Porta Susa, per poi proseguire oltre, fino allo stabilimento abbandonato che un tempo rispondeva al nome Officine Grandi Riparazioni - OGR. <br>Della grandezza non rimaneva traccia, coperta da uno strato di oblio e ruggine impossibile da rimuovere. Falco fece strada sotto la recinzione, a tratti interrotta. Superarono un cortile sovrastato da erbacce e arbusti sghembi, per poi passare attraverso una finestra priva di vetri, sprangata solo per met&#224;.<br>&#171;Questa &#232; la mia casa, Ludovico. Il mio rifugio da quando sono tornato. Ampia metratura, immersa nel verde. Basta chiudere un occhio sulla totale mancanza di comfort. Quindici anni nascosto, e sono finito qui. Grazie a te. E ora sar&#224; anche la tua casa, per sempre.&#187;</p><div><hr></div><p>Camminarono all&#8217;interno dell&#8217;edificio abbandonato. Maestosi spazi con soffitti altissimi, che un tempo ospitavano i treni in riparazione. E poi ancora refettori per le maestranze, spogliatoi, aree comuni. Un labirinto che un tempo non conosceva quiete e silenzio, e ora giaceva immoto. <br>Raggiunsero quello che doveva essere un tempo un ufficio, nel cuore dell&#8217;edificio. Falco l&#8217;aveva attrezzato con un fornello da campo, un sacco a pelo. Qualche provvista, lo stretto necessario per presentarsi al mondo senza sembrare un senzatetto. <br>Indic&#242; un tavolo, coperto da vecchi giornali, ritagli, documenti. Un caos ordinato che parlava la stessa lingua: Castello di Rivoli, la mostra sulla polvere. Dario finalmente si ferm&#242;, e fiss&#242; intensamente Ludovico negli occhi.<br>&#171;Sai Ludovico, la cosa che mi fa uscire di testa &#232; che per un attimo abbiamo rischiato di diventare ricchi. Cos&#236; ricchi da non sapere neanche cosa farsene dei soldi. <br>Era tutto perfetto. La tua arte non era di certo brillante, ma aveva in s&#233; i codici per decifrare il periodo storico che stavamo vivendo. La fine del secolo, la festa che finisce, e cosa resta? Solo polvere. Ero giovane ma avevo le idee chiare. Le tue opere erano gi&#224; vendute ancora prima di andare in mostra. Avevo incassato anticipi da compratori forti, internazionali. Spesi tutti. Avevo il vizio del gioco, e una passione viscerale per l&#8217;eccesso. E sapevo che i soldi sarebbero stati l&#8217;ultimo dei problemi. Mancava solo l&#8217;ultimo tassello. L&#8217;asta truccata. I compratori avrebbero finto una trattativa all&#8217;ultimo sangue, facendo schizzare alle stelle le quotazioni. E trovandosi cos&#236; gi&#224; in casa opere di valore inestimabile. Vincevamo tutti, no? Ma le opere sono andate distrutte. Un guardiano zelante, vero?&#187;<br>&#171;Proprio cos&#236;, &#232; stata una tragedia. Non solo la tua vita &#232; andata distrutta, anche la mia. Tutti abbiamo pagato delle conseguenze.&#187;<br>Falco rovesci&#242; il tavolo con una violenza inaudita.<br>&#171;No, serpente velenoso. Sbagliato. Perch&#233; le opere le hai distrutte tu. Come lo so? Lo so e basta. Ti conoscevo troppo bene, stupido vecchio. Ma non riesco a immaginare una sola ragione valida per farlo. Ti strozzerei con le mie mani ora, ma mi servi vivo. Perch&#233; oltre a essere tu una pianta infestante, hai dato vita a un figlio che &#232; un insulto alla vita. Uno scherzo della natura. E che non trova niente di meglio da fare che organizzare una <em>serata speciale</em> per indagare sulla mostra. Ho fatto affari con gente pericolosa, Ludovico, se scoprono che sono vivo ci penseranno loro a farmi fuori sul serio. Quindi devi fermare tuo figlio.&#187;<br>Ludovico prov&#242; a rispondere, ma Falco lo interruppe.<br>&#171;Stai zitto.&#187;<br>Tir&#242; fuori una corda dallo zaino. Afferr&#242; Ludovico e lo spinse contro una tubatura arrugginita lungo il muro.<br>&#171;Non fare storie.&#187;<br>Gli leg&#242; i polsi dietro la schiena, stretti intorno al tubo. Ludovico prov&#242; a divincolarsi ma la corda stringeva. Falco si allontan&#242; verso la porta.<br>&#171;Hai tempo per pensare. Quando torner&#242;, mi dirai come fermare tuo figlio. O questa diventer&#224; la tua tomba. Se non lo fermerai ci penser&#242; io, ma sar&#224; un inferno.&#187;<br>Usc&#236;. La porta si chiuse con un tonfo metallico. Ludovico rimase al buio, solo con il rumore del suo respiro affannato.</p><div><hr></div><p>La mattina successiva Artemio prov&#242; a telefonare a suo padre. Era una tradizione consolidata che ogni settimana il figlio accompagnasse il padre a giocare a Burraco, l&#8217;ultimo baluardo di socialit&#224; che Ludovico si concedeva. Ma il telefono dava sempre occupato, impossibile prendere la linea. <br>Decise di andare di persona, la sua mente si stava affollando di scenari tragici. Mezz&#8217;ora dopo era in Lungo Po Antonelli, intento a suonare il campanello con insistenza. Finalmente sua madre Petunia apr&#236; la porta. Gli occhi gonfi, un&#8217;aria derelitta.<br>&#171;Sei tu, Artemio. Dimmi che &#232; solo un brutto sogno. Mi sento morire.&#187;<br>&#171;Calma mamma, cosa succede. Sono qui, non sei da sola.&#187;<br>&#171;Tuo padre&#8230; &#232; uscito ieri ma non &#232; tornato. Non mi ha detto nulla, non &#232; da lui. Svanito, come se non fosse mai esistito.&#187;<br>&#171;Dove &#232; andato, ti avr&#224; detto qualcosa no?&#187;<br>&#171;Mi ha detto che doveva andare da un amico del Burraco, aveva dimenticato qualcosa a casa sua. Qualcosa di importante.&#187;<br>&#171;Ma il Burraco &#232; oggi, non ha alcun senso. Hai chiamato la polizia?&#187;<br>&#171;Stamattina. Dicono di aspettare 24 ore. Ma sono troppo preoccupata, non riesco ad aspettare.&#187;<br>La donna si accasci&#242; su una sedia, singhiozzando. Artemio la accarezz&#242; e non rispose. Perlustr&#242; la casa, tutto in ordine. Nessun biglietto, nessuna traccia.<br><em>Cosa diavolo &#232; successo?<br></em>Dall&#8217;ingresso arriv&#242; una voce flebile, impastata.<br>&#171;Artemio, un&#8217;altra cosa. L&#8217;altra sera&#8230;&#187;<br>&#171;Cosa mamma? Cosa devo ancora sapere?&#187;<br>&#171;Niente, era una stupidaggine, non ti crucciare ulteriormente.&#187;<br>Artemio imprec&#242; silenziosamente, poi dal telefono di casa compose il numero di Sagrin.<br>&#171;Detective. Mio padre &#232; scomparso. Ho bisogno di lei.&#187;</p><div><hr></div><p>Poco dopo Sagrin fu dentro l&#8217;appartamento di Ludovico, seduto sul divano con Artemio e la madre. Lo sguardo del detective si pos&#242; per un attimo sul porta riviste, e lo allontan&#242; da s&#233; con un calcio trattenuto. Una piccola vendetta.<br>&#171;Bene signora, di nuovo a casa sua. Spero di vederla in circostanze migliori la prossima volta. Artemio, trascorrere del tempo con lei &#232; sempre una pena, ma ci sto facendo il callo. Ma arriviamo al dunque. Ludovico Bruni, scomparso. Il Burraco &#232; davvero un gioco pericoloso.&#187;<br>Artemio rispose piccato.<br>&#171;Il Burraco non c&#8217;entra un fico secco.&#187;<br>Petunia prese parola.<br>&#171;Detective, mio marito &#232; uscito a tarda sera, ma il punto &#232; che non esce mai. Sembrava nervoso. Da giorni era strano.&#187;<br>&#171;Neanche una parola sulla destinazione? A parte la bugia del Burraco, ben inteso.&#187; rispose Sagrin.<br>&#171;No, niente.&#187;<br>&#171;Bene, ho tutto quello che mi serve. Ora ispezioner&#242; l&#8217;appartamento in cerca di indizi. Vi ringrazio per il vostro prezioso aiuto.&#187;<br>Sagrin controll&#242; metro per metro la casa, anche se sapeva che le uniche tracce che avrebbe trovato erano della sua stessa infrazione. Si ferm&#242; a pensare.<br><em>Ludovico &#232; scomparso. Coincidenza? No. &#200; tutto collegato. Deve essere per forza Falco. Questo vecchio non ha altri fantasmi nella vita. Deve averlo rapito.<br></em>Il detective si conged&#242; poco dopo dall&#8217;appartamento, aveva una telefonata urgente da fare.</p><div><hr></div><p>Sagrin usc&#236; dall&#8217;appartamento con la testa che girava a mille. Si sedette nella Marea e accese una sigaretta, cercando di fare ordine nei pensieri. <br><em>Falco ha rapito Ludovico. Ma dove lo ha portato? Dove si nasconderebbe qualcuno che deve restare mobile ma invisibile?</em> <br>Raggiunse la cabina telefonica pi&#249; vicina e tir&#242; fuori una manciata di gettoni. <br>Poi compose il numero del suo amico pi&#249; fidato, Padre Pellegrino. Dopo qualche trillo l&#8217;amico rispose.<br>&#171;Pellegrino, sono io. Come stai vecchia volpe? Quale anima stai salvando in questo periodo?&#187;<br>&#171;Sagrin, sentirti &#232; sempre musica per le mie orecchie stanche. Ho per le mani un&#8217;anima bella, luminosa come il sole. Una Ferrari Dino, giallo limone. Una meraviglia del creato. Passa in officina, ci facciamo un giro.&#187;<br>&#171;Sai che di macchine ci capisco poco. E poi non vorrei che la Marea si ingelosisse, se mi lascia a piedi sono fritto.&#187;<br>&#171;Dimmi tutto amico mio, su che caso stai lavorando? Ho perso le tue tracce negli ultimi tempi, dopo la vicenda degli Spiriti.&#187;<br>&#171;Non saprei da dove iniziare. Vado dritto al punto, mi serve il tuo aiuto. Oltre alle macchine so che ti occupi dei senzatetto, di quelli che la societ&#224; considera scarti. <br>Non ne parli, ma lo so che hai un animo caritatevole.&#187;<br>&#171;Vero Sagrin. Il bene si fa in silenzio, lontano dai riflettori. Sto seguendo casi problematici nelle case popolari. L&#8217;eroina &#232; dappertutto negli ultimi tempi.&#187;<br>&#171;Mi dispiace. Allora ti faccio un piccolo quiz. Mettiamo per assurdo che io voglia sparire, nascondermi in citt&#224;, ma in bella vista. Vicino alle stazioni, ai servizi, ai supermercati. Dove potrei stare? Lontano dalla polizia e da sguardi indiscreti?&#187;<br>&#171;Seguendo questa ipotesi balzana ti direi che le case popolari non farebbero per te. Polizia un giorno s&#236; e un giorno no. Campagna no, troppo lontano. In citt&#224;. Vediamo. Ci sono un paio di posti che mi vengono in mente. Grandi casermoni industriali abbandonati, poco distanti dal centro. C&#8217;&#232; il Palazzo del Lavoro, so che ci vive dentro nascosta una comunit&#224;.&#187;<br>&#171;Dimenticavo, vorrei stare da solo. Niente gente tra i piedi.&#187;<br>&#171;Ci sono altri spazi per chi ama la solitudine. Le Officine Grandi Riparazioni - OGR, oppure l&#8217;ex carcere. Posti adatti per i misantropi.&#187;<br>&#171;Sei un genio, Pellegrino. Se fossi qui ti bacerei. Che tu sia benedetto.&#187;<br>&#171;Sei il solito salame Sagrin, ti saluto.&#187;<br>Il detective riagganci&#242;, un sorriso di giubilo gli illuminava il volto. <br>Le OGR suonavano perfette. Enormi, derelitte, a pochi passi dalla stazione.</p><div><hr></div><p>Si fece sera. Sagrin parcheggi&#242; la Marea a qualche isolato dalle OGR. <br>Edifici immensi si stagliavano nel buio, incorniciati da finestre vuote come occhi ciechi. Ispezion&#242; il perimetro fino a trovare un varco nella recinzione. <br>Si infil&#242; dentro, impigliandosi qua e l&#224; con la divisa. <br>Il cortile aveva qualcosa di sinistro e selvatico, la natura faceva del suo meglio per occultare l&#8217;edificio con tutte le sue forze. Trov&#242; una finestra senza vetri e si iss&#242; dentro. All&#8217;interno l&#8217;oscurit&#224; era quasi totale, e gli odori di ruggine, umidit&#224; e abbandono sembravano ancora pi&#249; amplificati. <br>Sagrin avanzava piano nel dedalo di corridoi, ogni passo un&#8217;eternit&#224;. <br>Dopo un po&#8217; di giri a vuoto, nell&#8217;angolo pi&#249; remoto vide una luce fioca provenire da sotto una porta. Si ferm&#242;, rimanendo in ascolto. Nell&#8217;aria un olezzo di fagioli in scatola e cipolle bruciate. Ud&#236; delle voci soffocate. Una pi&#249; debole, tremante. L&#8217;altra pi&#249; dura, metallica. Ludovico. E qualcun altro. Sagrin mise la mano sulla pistola.<br><em>Ci siamo. Fine della corsa. Spero non ci scappi il morto. E soprattutto, che non sia io il morto.<br></em>Si avvicin&#242; alla porta, trattenendo il respiro.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!tt3_!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Feb21f2db-a20d-472a-8348-1547e0e97e0e_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!tt3_!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Feb21f2db-a20d-472a-8348-1547e0e97e0e_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!tt3_!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Feb21f2db-a20d-472a-8348-1547e0e97e0e_5000x5000.jpeg 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Pericoli! Acrobazie! <br>Ed ecco un episodio che sembra uscito da un film action con Van Damme.<br>Per fortuna Sagrin &#232; molto in forma: il pericolo &#232; il suo mestiere.<br>Buona lettura!</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;1b53d8e3-02fb-440d-b529-f6a9553ee145&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hZ7k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51516a49-cdf2-4fe5-b338-3cb18f474826_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Dopo essersi salutati brevemente, Sagrin torn&#242; alla sua fidata Fiat Marea.<br>L&#8217;incontro con il padre di Artemio era stato un buco nell&#8217;acqua, ma era proprio in questi momenti fallimentari che il detective tirava fuori il suo asso nella manica. <br>Una testardaggine da mulo, un incaponimento cieco e sordo che talvolta portava anche a esiti fortunati, contro ogni pronostico.<br>Inizi&#242; a borbottare tra s&#233; e s&#233; nell&#8217;abitacolo della macchina, tirando le fila.<br><em>Il vecchio fa il ritroso. Non vuol dire niente. Ma sa tutto. Il linguaggio del corpo non mente. Nei pochi attimi passati nel suo studio lo sguardo un paio di volte si &#232; posato fugacemente su una libreria nell&#8217;angolo della camera. Vediamo... era brutta, sgualcita, con una parte di vetrinette. Quelle dove le signore mettono i ciapa puer. Ma niente ciapa puer dentro.<br>Con il corpo evitava quel lato della stanza. Era seduto tutto storto.<br>Dio quanto odio i vecchi, bastardi e rancorosi. Se il cielo se li prendesse tutti in un colpo solo sarebbe un sogno.<br>Anche la moglie sa, ma quel frisulin una folata di vento se la porta via, meglio lasciarla in pace.<br></em>Accese simultaneamente la macchina e una sigaretta e part&#236; a tutto gas.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Detective Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p>Entr&#242; nel suo studio e si stravacc&#242; per un attimo sul divano.<br>Poi animato da nuovo slancio si alz&#242;, prese un sacco nero dell&#8217;immondizia e inizi&#242; a rabastare in uno scatolone.<br><em>Tuta nera. Felpa nera. Scarpe nere. Collant nero. Coltellino svizzero. Corda. Torcia. Pistola. Sono pronto. Sagrin entra in azione.<br></em>Rovesci&#242; tutto il suo armamentario nel sacco e lo chiuse alla bene e meglio.<br>Prese da un piccolo frigorifero nell&#8217;angolo della stanza un vasetto di maionese, del prosciutto, due fette di pane da un ripiano e prepar&#242; un sontuoso sfilatino traboccante di maionese che ingoi&#242; senza indugio. A completare il tutto una birra in lattina, calda e sgasata.<br>Terminato il suo lauto spuntino sal&#236; di nuovo in macchina, butt&#242; il sacco nel bagagliaio e part&#236; in direzione Lungo Po Antonelli.<br>Parcheggi&#242; a distanza prudenziale dalla palazzina in cui abitava il padre di Artemio. Guard&#242; l&#8217;orologio: mezzanotte e mezza.<br>Si appost&#242;. Aspett&#242;.<br>Le luci al secondo piano erano ancora accese. Ludovico e la moglie erano svegli.<br>Ore 1:30. Sagrin decise che era il momento.<br>Apr&#236; il bagagliaio, tir&#242; fuori la tuta nera. Se la infil&#242; sopra i vestiti, sbuffando. <br>Gli stava stretta ovunque, soprattutto sulla pancia.<br>Guard&#242; il suo riflesso nel finestrino: sembrava un salame nero. O forse, una <em>ratavuloira.</em><br>Infil&#242; il collant e il coltellino in tasca, si leg&#242; la corda intorno alle spalle e dispose la torcia tascabile in vita con una clip.<br>Doveva introdursi nell&#8217;abitazione, e constat&#242; che il portone era chiuso a chiave per la notte. Guard&#242; sul retro dell&#8217;edificio e not&#242; che era costruito di fianco a una sorta di caserma dismessa, con una scala antincendio che portava fino all&#8217;ultimo piano.<br>Salt&#242; un muretto che delimitava la caserma, super&#242; una siepe e riusc&#236; a raggiungere la scala antincendio.<br>Sal&#236; i gradini metallici che scricchiolavano sotto il suo peso. Ogni passo un&#8217;eternit&#224;.<br>Arriv&#242; al secondo piano. Il balcone dell&#8217;appartamento Bruni era a un metro di distanza, sul lato.<br>Leg&#242; la corda alla ringhiera e se la pass&#242; intorno alla vita. Si cal&#242; oltre il parapetto, lasciandosi penzolare nel vuoto. Inizi&#242; a dondolare come un pendolo, spingendosi con le gambe contro la parete della caserma, cercando di raggiungere il balcone laterale.<br>Primo tentativo: manc&#242;. Secondo: sfior&#242; la ringhiera con le dita. Terzo: si spinse cos&#236; forte che and&#242; a sbattere con tutta la schiena contro il ferro del balcone, facendo un baccano d&#8217;inferno.<br>Il colpo gli tolse il respiro. Ma si aggrapp&#242; con tutte le forze.<br>Poi si iss&#242; oltre la ringhiera e rotol&#242; sul pavimento del balcone, ansimando.<br>La corda pendeva ancora dalla scala antincendio. Se la sleg&#242; dalla vita. La tir&#242; tesa e la leg&#242; anche alla ringhiera del balcone, in basso, nascosta nel buio. Cos&#236; sarebbe rimasta tesa tra i due punti, il suo ponte di fuga per dopo.<br>Il detective si acquatt&#242; dietro a un contenitore dell&#8217;immondizia sul balcone, e rimase in ascolto.<br>Not&#242; con giubilo che la porta finestra del balcone era socchiusa.<br>Dall&#8217;interno dell&#8217;appartamento provenivano voci che distingueva con chiarezza. Apparentemente Ludovico e sua moglie erano ancora svegli, nonostante la tarda ora.<br>&#171;Petunia, tesoro, ti dico che non riesco a prendere sonno. Sei un angelo ai fornelli ma i peperoni mi si ripropongono ogni volta. Non riesco a digerirli.&#187;<br><em>Ecco, ora mi tocca sentire due cariatidi tubare come colombe. Che orrore.</em> pens&#242; Sagrin, rassegnato.<br>&#171;Non dire stupidaggini Ludovico, ti avevo detto di non bere quel Tavernello che era in frigo da secoli. Ti fa acidit&#224;. Poi dopo una giornata come questa.&#187;<br>&#171;Cuore mio, cosa ti incupisce?&#187; rispose Ludovico alla moglie.<br>&#171;Ma niente. Quel detective ficcanaso, ci mancava solo lui. E poi ti avevo detto di buttare via ogni traccia di quel giorno. Quello si, dovrebbe farti dormire male.&#187;<br>&#171;Briciola, non ti accigliare. Ti prometto che domani butter&#242; via tutto. Ora guardo un po&#8217; di tv per prendere sonno e poi vengo a letto. Buonanotte tesoro.&#187;<br>&#171;Buonanotte Tato, non far tardi che poi ti vengono le borse sotto gli occhi. E chiudi la finestra prima di andare a letto.&#187;<br>Sagrin si irrigid&#236;. <em>Domani butter&#224; via tutto. Devo trovare indizi stanotte. &#200; la mia unica possibilit&#224;.<br></em>Ludovico accese la tv mettendo il volume al minimo, e si sedette sul divano in salotto. Dalla finestra Sagrin poteva vedere perfettamente l&#8217;uomo.<br><em>Non ci voleva, se attacca con una maratona televisiva sono fritto.<br></em>Il padre di Artemio cominci&#242; a fare zapping, cambiando canale freneticamente. Finalmente sembr&#242; trovare il canale che stava cercando.<br>Sagrin sent&#236; un jingle ammiccante, e d&#8217;istinto s&#8217;affacci&#242; per sbirciare.<br><em>Telecupole! Il lupo perde il pelo ma non il vizio.<br></em>Sullo schermo una donna vestita di raso si muoveva sensualmente al ritmo di una musica suadente.<br>Ma in un attimo, annunciata da un breve sciabattamento, entr&#242; la moglie.<br>&#171;Tato dimenticavo, hai dato dell&#8217;acqua ai gerani?&#187;<br>La donna guard&#242; di sottecchi il programma in televisione e si irrigid&#236; senza commentare.<br>&#171;Tesoro, lo faccio adesso, tanto in televisione non c&#8217;&#232; niente.&#187; rispose l&#8217;uomo arrossendo impercettibilmente.<br>Torn&#242; il silenzio nella casa. Petunia and&#242; a letto e poco dopo Ludovico spense la tv e and&#242; in cucina.<br>Sagrin colse l&#8217;occasione e sgattaiol&#242; dentro alla stanza, nascondendosi dietro al divano.<br>Sent&#236; l&#8217;acqua del rubinetto scorrere, poi passi sul balcone. Stava annaffiando i gerani.<br>Era il momento.<br>Il detective usc&#236; da dietro il divano e si mosse verso l&#8217;angolo dello studio dove aveva notato la libreria durante la visita di qualche ora prima.<br>Eccola: brutta, sgualcita, con vetrinette nella parte superiore. Vuote. Ma la struttura era troppo profonda rispetto allo spazio interno visibile.<br>Doppio fondo. Sagrin tast&#242; i pannelli laterali con le dita. Premette, tir&#242;, spinse.<br>Niente. Poi prov&#242; sul fondo di una delle vetrinette: click. Un pannello cedette. Scomparto segreto.<br>Allung&#242; le mani nello scomparto e urt&#242; accidentalmente con il gomito la lampada posta sul tavolo, che tintinn&#242;.<br>Il detective bestemmi&#242; mentalmente e rimase in ascolto. Nessun movimento in casa.<br><em>La mia proverbiale malagrazia, diamine. Ci &#232; mancato poco.<br></em>Tir&#242; fuori dallo scomparto un plico di fogli, e un piccolo contenitore metallico della dimensione di una scatola di fiammiferi.<br>Con la torcia tascabile illumin&#242; il piccolo tesoro. Scorse i fogli. A poco a poco prese confidenza con i contenuti. Erano accordi, contratti e fatture. Tutti siglati con la medesima persona: Dario Falco. Accordo commerciale per asta artistica. Contratto di rappresentanza. Una ricevuta di un assegno da mezzo milione.<br><em>Questi due tramavano qualcosa.<br></em>Poi apr&#236; la scatola. Era un contenitore perfettamente stagno, a prova di aria e umidit&#224;. Dentro una polvere soffice e grigia. Sagrin la osserv&#242; con estrema attenzione.<br><em>Che io sia dannato. Questa &#232; cenere. Polvere e cenere. Ma perch&#233; l&#8217;ha tenuta? Ok, tempo di levare i tacchi.<br></em>Prese la scatola e il plico di fogli e se li sistem&#242; in vita, sotto la tutina. Era cos&#236; aderente che non si sarebbero mossi di un centimetro.<br>Poi rimise a posto lo scomparto, chiuse la libreria e torn&#242; sui suoi passi, dirigendosi verso il balcone.<br>Stava gi&#224; esultando quando con un piede colp&#236; un portariviste che giaceva di fianco al divano. Il contenitore si rovesci&#242; fragorosamente, travolto dal peso del detective.<br>&#171;Al ladro, Petunia, svegliati!! Chiama la polizia. Io vado a vedere!&#187;<br>&#171;Tato non fare imprudenze, chiudi la porta a chiave!&#187;<br>Sagrin ne aveva abbastanza. Cominci&#242; a correre senza badare al rumore.<br>In un attimo fu fuori. Sleg&#242; la corda, se la leg&#242; in vita e ripet&#232; la mossa del pendolo, sbatacchiando qua e l&#224; come un pesce fuori dall&#8217;acqua.<br>Ammaccato raggiunse la sua auto, mise in moto e part&#236; a razzo, mentre le sirene della polizia si avvicinavano pericolosamente.<br><em>&#200; fatta vecchio mio.</em> pens&#242; Sagrin. <em>Ora nanna, domani mi aspetta una bella giornata.</em></p><div><hr></div><p>La mattina seguente, Sagrin guid&#242; lungo il Po fino a un vecchio laboratorio di analisi chimiche.<br>L&#8217;insegna sbiadita diceva: <em>Dott. Pautasso - Analisi Chimiche Private.<br></em>Entr&#242;. Odore di reagenti, scaffali pieni di provette, attrezzature vecchie ma funzionanti.<br>Il Dottor Pautasso, sessantacinque anni, capelli bianchi candidi come la neve, camice macchiato, alz&#242; lo sguardo dal banco.<br>&#171;Sagrin! Che sorpresa. Sono anni.&#187;<br>&#171;Pautasso, ho bisogno di un favore. Urgente.&#187;<br>Tir&#242; fuori il piccolo contenitore metallico.<br>&#171;Devo sapere cos&#8217;&#232; il contenuto di questa scatola. Origine, composizione.&#187;<br>Pautasso prese il contenitore, lo apr&#236;, annus&#242;.<br>&#171;Polvere finissima, grigia...&#187;<br>Mise un campione sotto il microscopio. Poi fece test chimici su vetrino.<br>Sagrin aspettava, nervoso.<br>&#171;Dottore, a che punto siamo? Dovremmo quasi essere al dunque, no?&#187;<br>&#171;Detective, &#232; entrato da dieci minuti. Mi dia tempo.&#187;<br>Sagrin sbuff&#242;, usc&#236; sul balcone.<br><em>Ultimamente vivo sui balconi. Forse mi sto trasformando in un geranio.<br></em>Accese una sigaretta e la spolp&#242; in tre boccate.<br>Torn&#242; dentro. Il dottore lo aspettava con un&#8217;aria sconvolta.<br>&#171;Detective, dove si &#232; procurato questa polvere? Non servono ulteriori analisi, glielo dico subito. Questa... questi sono residui organici. Ceneri umane, comprende?&#187;<br>Il dottore si sedette, bianco come un cencio.<br>Sagrin finse di non scomporsi, e di non sorprendersi.<br>&#171;Ma certo dottore, proprio cos&#236;! Vengono dal cimitero. Un caso complesso, molto complesso. Volevo solo essere sicuro che fosse vera cenere. Non si sa mai. Grazie, prezioso come al solito. Per i pagamenti ci sentiamo poi. La saluto!&#187;<br>Il detective non diede tempo al dottore di rispondere. Era gi&#224; altrove con la testa. Doveva vedere la Duchessa quanto prima.</p><div><hr></div><p>Sagrin parcheggi&#242; la Marea vicino a Porta Palazzo.<br>Il mercato sembrava un formicaio: bancarelle di frutta, verdura, formaggi, pesci. Tutto il cibo del mondo riunito in un solo luogo. Voci che gridavano prezzi in lingue assortite, odori di basilico e pesce fresco.<br>Sapeva dove trovarla.<br>La Duchessa veniva qui ogni mattina da quando aveva perso tutto. Per far la spesa, e anche per passare il tempo.<br>La vide tra le bancarelle: cappotto scuro, borsa della spesa di tela, intenta a scegliere pomodori con cura.<br>Si avvicin&#242;.<br>&#171;Duchessa.&#187;<br>Lei si volt&#242;, sorpresa. &#171;Detective.&#187; rispose con tono distaccato.<br>&#171;Possiamo parlare?&#187;<br>Lei annu&#236;. Pag&#242; i pomodori, mise tutto nella borsa.<br>Camminarono verso il lato del mercato dove c&#8217;erano alcune panchine al sole, al riparo dalla cacofonia dei banchi. Si sedettero. La borsa della spesa ai piedi della Duchessa.<br>&#171;Sono venuto a scusarmi.&#187; disse Sagrin. &#171;Avevi ragione. Alla fine questa volta i morti c&#8217;entrano davvero. Non solo i morti. Anche i quattrini. Dove ci sono i soldi c&#8217;&#232; anche la morte.&#187;<br>La Duchessa lo guard&#242; seria, poi rispose gelida.<br>&#171;Il problema di voi uomini &#232; che pensate di sapere tutto. Ma un giorno imparerete ad ascoltare la voce delle donne.&#187;<br>Sagrin continu&#242;, vagamente sorpreso.<br>&#171;Ho trovato la prova. Cenere umana. Per qualche motivo Ludovico Bruni usava cenere umana per le sue opere. Ceneri di morti, prese chiss&#224; dove. E non &#232; tutto. Faceva affari sottobanco con Dario Falco. Chiss&#224; se il critico sapeva che stava smerciando cadaveri.&#187;<br>La Duchessa chiuse gli occhi un momento.<br>&#171;Tutto corrisponde&#187; disse piano. &#171;Morti dimenticati, trasformati in arte. Poi distrutti, gettati via come spazzatura. Sento la loro rabbia. Chiedono di essere ricordati.&#187;<br>Sagrin si sporse in avanti.<br>&#171;C&#8217;&#232; altro. E se Artemio sapesse? Se fosse complice del padre?&#187;<br>La Duchessa lo guard&#242; incredula. &#171;Cosa?&#187;<br>&#171;Pensaci bene. Artemio organizza spettacolo sulla mostra del padre. Annuncia serata speciale. Sapeva che avrebbe provocato reazioni. E se fosse tutto calcolato? Padre e figlio insieme?&#187;<br>&#171;Sagrin, stai pigliando un pesce.&#187;<br>&#171;Tu hai le visioni. Io ragiono. E il ragionamento mi dice: troppe coincidenze. La madre sa tutto. Come faccio a essere sicuro che Artemio non sia informato? Quell&#8217;uomo &#232; un diavolo. L&#8217;ho sopportato negli ultimi tempi per necessit&#224;.&#187;<br>La Duchessa scosse la testa. &#171;Artemio non sa nulla. Innocente come un bambino.&#187;<br>&#171;Pu&#242; darsi. Ma finch&#233; non ho prove, resto sospettoso.&#187;<br>Si alz&#242;.<br>La Duchessa rimase seduta, borsa della spesa ai piedi.<br>&#171;Sagrin, stai per commettere un errore. Artemio &#232; vittima quanto quei morti.&#187;<br>Il detective si allontan&#242; tra le bancarelle, lasciandola sulla panchina.</p><div><hr></div><p>Il giorno dopo la polizia ispezion&#242; l&#8217;appartamento di Ludovico, dopo essere stata allertata dai coniugi.<br>&#171;Non manca nulla, signor Bruni.&#187;<br>Ludovico guard&#242; la libreria nell&#8217;angolo con la coda dell&#8217;occhio.<br>&#171;No, nulla.&#187;<br>Appena tutti uscirono, corse nello studio. Apr&#236; lo scomparto segreto.<br>Vuoto.<br>Cenere sparita. Documenti spariti.<br>Si sedette, pallido come una salma.<br><em>Qualcuno sa tutto.<br></em>Per tutto il giorno vag&#242; intontito, sconnesso. Petunia lo guardava preoccupata, senza osare chiedere.</p><div><hr></div><p>Si era fatta sera e Ludovico vagava ancora come un&#8217;anima in pena per casa.<br>A un certo punto not&#242; sotto la porta in ingresso una busta bianca. La prese di getto e si rinchiuse in bagno, aprendola rabbiosamente.<br>Lettere di giornale ritagliate e appiccicate con la colla.<br>Una scritta:<br><em>&#171;Sono vivo. Stazione Porta Nuova, binario 1. Domani mezzanotte. D.F.&#187;<br></em>Ludovico si appoggi&#242; al muro, si sentiva morire.<br><em>&#200; Dario. Vivo, dopo tutti questi anni. Che sia stato lui?<br></em>Nascose il biglietto.<br><em>Dovr&#242; andarci. Non ho scelta.</em></p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UebD!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F749a9b11-73cc-4f40-a34f-1126e7b3eee1_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UebD!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F749a9b11-73cc-4f40-a34f-1126e7b3eee1_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!UebD!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F749a9b11-73cc-4f40-a34f-1126e7b3eee1_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.13 Il critico fantasma]]></title><description><![CDATA[In cui si scopre che essere dimenticati &#232; un privilegio]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep13-il-critico-fantasma</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep13-il-critico-fantasma</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:05:24 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ao2j!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdc5cb4a5-d453-4cdd-8546-81667b3ba575_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Bentornati per un nuovo episodio di Detective Sagrin! <br>Se vi foste persi parte della trama, trovate tutti gli episodi precedenti al link sotto riportato.<br>Buona lettura.</em></p><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;27a964c8-6466-4ca3-af29-966dca60bc4a&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hZ7k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51516a49-cdf2-4fe5-b338-3cb18f474826_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>Artemio entr&#242; nello studio di Sagrin, chiudendo delicatamente la porta. <br>Aveva chiesto al detective di incontrarsi in privato, per poter parlare senza orecchie indiscrete dei recenti accadimenti. Sagrin mormor&#242; dalla scrivania di accomodarsi sul divano, impegnato a scarabocchiare con foga su un foglio di carta. <br>Qualche minuto dopo si par&#242; davanti ad Artemio in tutta la sua stazza. <br>&#171;Eccomi, Artemio, scusi ma questa notte ho sognato una donna di rara grazia, giunonica, oserei dire strabordante. Non ho resistito all&#8217;impulso di disegnarla.&#187; Mostr&#242; all&#8217;ex maggiordomo il suo taccuino con un certo orgoglio: sul foglio troneggiava una sagoma con seni imponenti, in pose lascive. <br>Artemio abbozz&#242; un sorriso di circostanza ma non fiat&#242;. <br>&#171;Bene Artemio, non le chiedo cosa la porta qua, lo so bene. Gradisce un cordiale o qualcosa da sgranocchiare? Credo di avere un dito di whiskey da qualche parte, e se non sbaglio anche dei cracker.&#187; <br>Artemio era sbalordito da questa ondata di gentilezza, evidentemente il sogno erotico aveva sollevato l&#8217;umore del detective. <br>&#171;Grazie, detective, non desidero nulla. Complimenti anche per il suo studio, niente male per essere una stamberga. Ma arriviamo al dunque, senza nulla togliere alle sue capacit&#224; artistiche, ben inteso.&#187; <br>Tir&#242; fuori dalla tasca con gesto svelto la foto del padre trovata nei sotterranei, e la diede a Sagrin. <br>&#171;Questa foto &#232; la chiave dell&#8217;enigma. Chi la possedeva conosceva molto bene mio padre, e sicuramente era presente ai tempi della mostra al Castello di Rivoli. Per qualche ragione sospetta che la mia serata speciale possa creare dei grossi problemi. Cos&#236; grandi da giustificare azioni criminali, potenzialmente mortali.&#187; <br>&#171;Artemio, la sua arguzia mi spaventa. La facevo tutto fumo e niente arrosto. Mi dica, possiamo confrontarci con suo padre? Scavare nei suoi ricordi?&#187; <br>&#171;Mio padre non parla, &#232; chiuso in s&#233; stesso. Meglio mettere insieme prima gli altri pezzi del puzzle, e poi incontrare mio padre.&#187; <br>&#171;Bene, allora diamoci da fare. Partirei da una bella gita agli archivi della Stampa. Spero che abbia tempo a disposizione perch&#233; ci terr&#224; impegnati a lungo.&#187; <br>&#171;Detective, mi consideri a disposizione.&#187;</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Detective Sagrin! 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Finalmente individuarono la sezione corrispondente all&#8217;anno della mostra, e iniziarono a smistare i documenti alla ricerca di indizi significativi. <br>&#171;Sagrin, il passato &#232; una cosa meravigliosa, non crede? &#200; la chiave per leggere il futuro.&#187; <br>&#171;Certo che ne ha di tempo da perdere in chiacchiere. Le dico io come funziona. Il presente &#232; una latrina. Il passato &#232; una latrina ammuffita. E per quanto riguarda il futuro, l&#8217;unico dubbio &#232; se sar&#224; una latrina, un vespasiano o una cloaca.&#187; <br>&#171;Memorabile detective, la sua sapienza &#232; illuminante.&#187; <br>Sagrin improvvisamente agguant&#242; un plico di fogli. <br>&#171;Ci siamo, guardi qua. Sezione arte e cultura, si parla proprio della mostra. A giudicare dai toni doveva essere l&#8217;evento dell&#8217;anno. Legga questo articolo.&#187; <br>L&#8217;articolo in questione anticipava la mostra: <em>A questo mondo c&#8217;&#232; chi consuma arte, il pubblico per intenderci. C&#8217;&#232; chi fa arte, i mestieranti del settore. E poi c&#8217;&#232; chi &#232; arte. Cos&#236; proiettato nel futuro da determinare in che direzione andr&#224; la cultura da oggi fino alle prossime generazioni.</em> <em>Conosco solo una mente cos&#236; illuminata da poter incarnare questa posizione di responsabilit&#224;. &#200; Ludovico Bruni.</em> <br>&#171;Ludovico Bruni, &#232; questo il nome di suo padre?&#187; <br>Artemio annu&#236; senza ulteriori commenti. <br>Altri ritagli, altre lodi sperticate: <em>La polvere &#232; quello che resta. Non siamo forse tutti noi un agglomerato di polvere? La polvere di stelle, la polvere domestica. Poco cambia. L&#8217;arte vera si nutre del piccolo per abbracciare il cosmo intero.</em> <br>Artemio controll&#242; la firma in calce agli articoli: &#8220;Dario Falco - Critico d&#8217;Arte&#8221;. &#171;Falco...questo nome mi suona familiare. Era un critico che seguiva mio padre.&#187; Sagrin continu&#242; a sfogliare. Altri articoli, sempre firmati dallo stesso nome. <br>Dario Falco scriveva su Ludovico Bruni con toni quasi religiosi. <br>Artemio stava per riporre i plichi quando un titolo lo blocc&#242;. <br>&#8220;DARIO FALCO SCOMPARSO&#8221; <em>Il giovane critico d&#8217;arte Dario Falco non &#232; rientrato a casa dopo l&#8217;inaugurazione della mostra al Castello di Rivoli.</em> <em>L&#8217;auto &#232; stata ritrovata abbandonata sul greto del Po, nei pressi del Ponte Vittorio Emanuele I. La Polizia indaga.</em> <em>Secondo fonti vicine al critico, Falco aveva contratto debiti significativi con usurai locali. Si teme per la sua vita.</em> <br>Sotto l&#8217;articolo, una foto: uomo giovane, capelli scuri, occhiali spessi con montatura tartarugata. Sagrin estrasse dalla tasca gli occhiali trovati nei sotterranei. Li accost&#242; alla foto del giornale. Montatura identica. Forma identica. &#171;Artemio, guardi.&#187; <br>Artemio confront&#242; foto e oggetto, trattenendo il respiro. <br>&#171;Ma...&#232; morto quindici anni fa. L&#8217;auto sul Po...&#187; <br>Sagrin fiss&#242; la foto di Dario Falco: <br>&#171;E se avesse inscenato il suicidio? E se vivesse nascosto per sfuggire agli usurai?&#187; Artemio annu&#236; pensoso. <br>&#171;E ora &#232; tornato. Ma perch&#233;? Di cosa ha paura?&#187; sussurr&#242; Artemio.</p><div><hr></div><p>La terza serata al Teatro Regio. <br>Artemio e Sagrin sedevano vicini come due buoni amici, nonostante fossero uniti solo da una momentanea alleanza di necessit&#224;. <br>Accanto a loro la Duchessa, che aveva raggiunto il detective per assisterlo durante l&#8217;indagine. Lo sguardo si muoveva rapido tra le file. Cercava una presenza, un&#8217;ombra fuori posto. L&#8217;impalcatura narrativa dello spettacolo si snodava seguendo una catena rodata di contrappunti: azione, mistero, una momentanea debacle che conduceva infine il detective al trionfo. <br>E inevitabilmente a un momento di tenere effusioni con donne risolute, volitive ma al contempo in cerca di affetto e conforto. <br>Il pubblico salut&#242; la fine dello spettacolo con immutato entusiasmo. <br>Artemio sul palco si rivolse agli spettatori: &#171;Amici, compagni di viaggio, come farei senza di voi? Grazie per il vostro affetto. Il momento che stavate aspettando &#232; ormai vicino. Il prossimo spettacolo sar&#224; dedicato a me, alla mia vita, al mio passato. Si parler&#224; della famosa mostra al Castello di Rivoli. Il dramma. I protagonisti, tutti coloro che erano presenti quella sera. I misteri irrisolti. Sar&#224; una serata di verit&#224;. Non mancate.&#187; <br>Termin&#242; di parlare e si guard&#242; intorno, i sensi in allerta in attesa di eventuali pericoli. Ma non accadde nulla.</p><div><hr></div><p>Nei sotterranei del teatro, Dario Falco ascoltava attraverso una grata di ventilazione. Quando sent&#236; <em>tutti coloro che erano presenti quella sera</em>, le mani gli tremarono. Il suo nome. In diretta nazionale. Tra una settimana. Si aggiust&#242; gli occhiali di riserva: montatura storta, tenuti insieme con nastro adesivo. <em>Gli avvoltoi capiranno che sono vivo. Devo fermarlo a ogni costo.</em> sussurr&#242; nel buio.</p><div><hr></div><p>L&#8217;improbabile trio aspett&#242; pazientemente che il pubblico uscisse dalla sala. <br>Quando anche l&#8217;ultimo spettatore fu finalmente fuori, Sagrin si rivolse ai suoi compagni: &#171;&#200; il nostro momento. Dobbiamo scendere nei sotterranei e beccare Dario Falco mentre non se lo aspetta. Sparpagliamoci, blocchiamo tutte le vie di fuga. Chiudiamo oggi la vicenda e non ci pensiamo pi&#249;.&#187; <br>Duchessa lo guard&#242; accigliata. <br>&#171;Assolutamente no. &#200; un&#8217;idea totalmente sconsiderata. Da quello che mi avete raccontato quest&#8217;uomo &#232; disposto a tutto. Avete presente cosa succede quando un gatto si sente in trappola? Graffia. Non &#232; una visione detective, &#232; una certezza. Se scendiamo nei sotterranei qualcuno di noi stasera non porter&#224; a casa la ghirba.&#187; Artemio non riusciva a inserirsi nel dialogo, balbettava fuori tempo. Sagrin sbott&#242;. &#171;Maledetto me che ho pensato di coinvolgerla. Chi fa da se fa per tre. Va bene Duchessa, andiamocene via. Ma quale ghirba e ghirba, dico io.&#187; <br>&#171;Bene detective&#187;, rispose la Duchessa a denti stretti, &#171;troviamo un posto appartato e cerchiamo di trovare un piano d&#8217;azione pi&#249; sensato.&#187; <br>Uscirono per strada e camminarono fino alla Galleria Subalpina. <br>Si sedettero in uno dei tanti caff&#232; alla parigina, stretti come sardine in un tavolo minuscolo. Sagrin ordin&#242; un bicchiere di Barbera, Artemio un caff&#232;, la Duchessa acqua minerale. Il detective tracann&#242; mezzo bicchiere senza fiatare, poi prese parola. &#171;Allora, facciamo il punto. Abbiamo un nome: Dario Falco, critico d&#8217;arte. <br>Nel 1994 seguiva la carriera di suo padre&#187; disse, guardando Artemio. <br>&#171;Scriveva recensioni entusiaste sulle sue opere.&#187; <br>&#171;Si, ho un vago ricordo&#187; disse Artemio. <br>&#171;A pap&#224; brillavano gli occhi quando Falco lo recensiva.&#187; <br>&#171;Bene. La notte dell&#8217;inaugurazione al Castello di Rivoli, Falco scomparve. Auto trovata sul Po, presunto suicidio.&#187; <br>Sagrin fece una pausa, bevve un altro sorso di Barbera. <br>&#171;Ma gli occhiali trovati nei sotterranei sono identici a quelli della foto del giornale. Dario Falco non &#232; morto. Per qualche motivo ha inscenato il suicidio e da quindici anni vive sotto mentite spoglie.&#187; <br>Artemio impallid&#236;. &#171;Che&#8230;vita d&#8217;inferno.&#187; <br>&#171;E ora sabota il suo spettacolo&#187; riprese Sagrin. <br>&#171;Ha tagliato il cavo, ha scritto minacce. Ma manca il movente. Cosa c&#8217;entra la sua serata speciale con la scomparsa di Falco quindici anni fa?&#187; <br>&#171;Forse qualcosa legato a mio padre?&#187; <br>&#171;Probabile. Per questo &#232; tempo di parlare con lui. Suo padre sa cosa successe quella sera.&#187; <br>La Duchessa, che era rimasta zitta, si sporse sul tavolo. <br>&#171;Non &#232; tutto. Mancano alcune cose che non vedete.&#187; <br>Sagrin sospir&#242; rumorosamente. <br>&#171;Cosa, Duchessa?&#187; <br>&#171;Dolore antico. Morte. Non di Falco. Di altri. Presenze. Anime dimenticate, profanate.&#187; <br>&#171;Ci risiamo&#187; sbuff&#242; Sagrin. &#171;Duchessa, ti stai mettendo d&#8217;impegno a farmi saltare la mosca al naso. Riattacchi con i morti? La questione degli spiriti &#232; finita. Una panzana, ricordi? Ora andiamo oltre. Mi ero convinto che avessi davvero un talento soprannaturale. Mi sto ricredendo.&#187; <br>&#171;Non capisci Sagrin, ti dico che ci sono anime inquiete. I morti parlano, la mostra nascondeva segreti terribili.&#187; <br>&#171;BASTA!&#187; Sagrin batt&#233; il pugno sul tavolino. I bicchieri tintinnarono. <br>&#171;Andiamo da Ludovico Bruni a cercare risposte vere. Documenti, fatti, non visioni. <br>Se vuoi parlare di morti e presenze, vai a fare una seduta spiritica.&#187; <br>La Duchessa si alz&#242;, il viso offeso ma composto. &#171;Scoprirete la verit&#224;. E vi ricorderete di questa conversazione.&#187; <br>Usc&#236; nella Galleria Subalpina, scomparendo nell&#8217;ombra dei portici. <br>Artemio guard&#242; Sagrin, a disagio. &#171;Era necessario essere cos&#236; duro?&#187; <br>&#171;Taccia Artemio, mi faccia questo regalo.&#187;</p><div><hr></div><p>Salirono sulla Marea e raggiunsero in pochi minuti Lungo Po Antonelli. <br>Ludovico Bruni, il padre di Artemio, viveva ora in un appartamento anonimo al secondo piano di una palazzina anni &#8216;70. <br>La madre di Artemio li accolse alla porta, senza fare domande. <br>&#171;Tuo padre &#232; in studio. Non riposa da giorni. Non sta bene, per favore non agitatelo.&#187; Poi scomparve silenziosamente in cucina. <br>Artemio e Sagrin entrarono nello studio, chiudendosi la porta alle spalle. <br>Ludovico sedeva alla scrivania, dando le spalle all&#8217;unica finestra che illuminava flebilmente la stanza. <br>Alz&#242; lo sguardo e Sagrin rimase sconcertato: la somiglianza con Artemio era cos&#236; marcata da sembrarne una copia carbone. <br>Attempata, smunta, ma lui. Il detective osserv&#242; di sfuggita la pila di fogli disposti davanti all&#8217;uomo. E intravvide la foto di un volto ormai fin troppo familiare: Dario Falco. <br>&#171;Signor Bruni, vedo che condividiamo le stesse passioni. Dario Falco? Anche lei alle prese con quella storiaccia?&#187; <br>Gli occhi di Ludovico si fecero pungenti. <br>&#171;Intanto non so chi sia lei. La creanza impone almeno di presentarsi.&#187; <br>&#171;Detective Sagrin, piacere mio.&#187; rispose il detective senza scomporsi. <br>&#171;Detective? Credevo esistessero solo nei film. E comunque Dario Falco &#232; morto tanto tempo fa.&#187; <br>&#171;Pap&#224;, noi crediamo invece che sia vivo. Ci serve il tuo aiuto. Dicci tutto quello che sai, &#232; una questione di vita o di morte. Il mio spettacolo, lo sta sabotando. Atti terroristici. A quanto pare, ammesso che sia lui, non vuole che parli della mostra.&#187; Ludovico scatt&#242; in piedi con una velocit&#224; sorprendente per l&#8217;et&#224;. <br>&#171;E ha ragione! Cancella tutto, dimentica quella storia. Deve finire sotto terra. Il passato &#232; passato. E ora andatevene, non ho altro da aggiungere. Sono solo un vecchio, lasciatemi in pace.&#187; <br>Li accompagn&#242; senza tanti complimenti all&#8217;uscita, sbattendo poi la porta. <br>&#171;Un vero trionfo Artemio. Bella cosa il calore della famiglia. Ci mancava per chiudere in bellezza la giornata.&#187;</p><div><hr></div><p>Cunicoli del Teatro Regio, ore tre di notte. Dario Falco apriva una cassa nascosta. Esplosivo da cava, timer meccanico, fili. <br><em>Tra sette giorni dir&#224; il mio nome. In diretta. Quindici anni nascosto spazzati via in un secondo. Mi cercheranno. Mi troveranno. Non posso lasciare che accada. Non posso.</em></p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ao2j!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdc5cb4a5-d453-4cdd-8546-81667b3ba575_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ao2j!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdc5cb4a5-d453-4cdd-8546-81667b3ba575_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!ao2j!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fdc5cb4a5-d453-4cdd-8546-81667b3ba575_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.12 L'uomo nell'ombra]]></title><description><![CDATA[In cui il passato torna a reclamare i suoi debiti]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep12-luomo-nellombra</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep12-luomo-nellombra</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 26 Jan 2026 11:38:06 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!7j-b!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F77810da3-1922-4328-9191-850fcea9d654_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Bentornati a un nuovo episodio di Detective Sagrin.<br>E se vi foste persi un passaggio di questa lunga saga, ecco il link a tutti gli episodi.<br>Buona lettura!</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;1ad84e23-ba4c-4875-8a6f-1be825f2e482&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Un noir grottesco ambientato in una Torino fuori dal tempo.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Detective Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!hZ7k!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F51516a49-cdf2-4fe5-b338-3cb18f474826_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:1,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p>L&#8217;uomo nascosto nei sotterranei del Teatro Regio si svegli&#242; con il corpo indolenzito. Per un attimo non riconobbe lo spazio, e si sent&#236; disorientato.<br>Pian piano gli occhi si abituarono alla penombra, e inizi&#242; a osservare i sotterranei con maggiore attenzione.<br>La luce tenue dell&#8217;alba si infiltrava da una griglia nel soffitto, portando con s&#233; i rumori attutiti della citt&#224; che si svegliava.<br>Prese il sacco con le scorte che aveva acquistato il giorno prima, e addent&#242; una mela con scarso entusiasmo.<br>Completato il modesto pasto mise un po&#8217; di dentifricio sul dito e si lav&#242; i denti sommariamente, utilizzando un po&#8217; di acqua per risciacquare. <br>Non che pensasse di avere grandi contatti interpersonali in un sotterraneo, ma era un modo per sentirsi in ordine, pronto all&#8217;azione.<br>Agguant&#242; la torcia e inizi&#242; a perlustrare la rete di cunicoli sotto il teatro.<br>Nonostante a quell&#8217;ora della mattina regnasse un silenzio tombale, nel corso delle rappresentazioni quegli spazi sciamavano di tecnici, fondamentali per la buona riuscita degli spettacoli.<br>Dopo aver perso la direzione pi&#249; volte riusc&#236; infine a raggiungere la sua destinazione. La stanza in cui tutti i cavi elettrici si ricongiungevano in enormi grappoli neri, come vene di un organismo, per poi incunearsi nell&#8217;impianto d&#8217;alimentazione.<br>L&#8217;uomo pens&#242; ancora una volta alla catena di errori che l&#8217;avevano condotto fino a quel punto.<br>Pens&#242; allo sguardo di disprezzo e di odio degli usurai a cui si era affidato.<br>Se la serata speciale fosse andata a buon fine li avrebbe avuti di nuovo alle costole. E non sarebbero bastati i soldi questa volta, si sarebbero presi la sua vita.</p><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Detective Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div><div><hr></div><p>Il giorno stesso, in un punto poco distante della citt&#224;, il detective Sagrin era entrato da poco nel suo studio in Via Della Rocca.<br>Rispetto alla sera prima sembrava fresco come una rosa.<br>Ben sbarbato, la divisa tirata a lucido. Aveva bisogno di sentirsi splendido, d&#8217;altronde la vicenda del Teatro aveva scosso non poco la sua autostima.<br>Si vers&#242; una tazza di caff&#232; senza zucchero, amaro come la vita, e si mise a sfogliare il giornale.<br>Ebbe poco tempo per gustare la quiete perch&#233; il telefono suon&#242; all&#8217;impazzata.<br><em>Dannato telefono, detesto il suo strillo. Giuro che un giorno lo sbatto gi&#249; dalla finestra</em>.<br>&#171;Qui detective Sagrin, con chi ho il piacere di parlare?&#187;<br>&#171;Detective sono Artemio, e indubbiamente il piacere &#232; mio. Lei contribuisce enormemente al mio successo professionale, inizio a pensare che lei sia il mio angelo custode.&#187;<br>&#171;Lei invece &#232; una piaga divina. Anzi, non vorrei accrescere ulteriormente il suo ego. Lei per me &#232; come una zanzara in inverno. Assurda, ma sicuramente fastidiosa.&#187;<br>&#171;Suvvia Sagrin, le sto dando fama. Non &#232; ci&#242; a cui tutti gli uomini aspirano?&#187;<br>&#171;Conosco solo la fame. La fama &#232; per i mentecatti.&#187;<br>&#171;Non perde mai un colpo eh Sagrin? Comincia ad avere una certa et&#224;, non le fa bene stancarsi. Comunque la chiamavo per invitarla a teatro, alla seconda rappresentazione di Illusioni Italiane. La prima serata &#232; andata bene ma mi sono concesso un po&#8217; di libert&#224; d&#8217;interpretazione. La vorrei come &#8220;consulente d&#8217;autenticit&#224;&#8221;, mi passi il termine.&#187;<br>&#171;Autenticit&#224;? Mi &#232; sembrato tutto un gran tarocco, ci mancavano solo gli alieni, per il resto nel suo spettacolo ha messo davvero tutto. Se &#232; gratis verr&#242;, magari ne approfitter&#242; per piantare un bel pugno sul muso di quel falso detective che ha scelto come attore.&#187;<br>&#171;La aspetto, detective, sar&#224; come al solito un piacere vederla.&#187;</p><div><hr></div><p>Al Teatro Regio stava per iniziare la seconda rappresentazione. L&#8217;accoglienza del pubblico non accennava a scemare, anzi, se possibile la sala era ancora pi&#249; gremita.<br>In platea, quinta fila centrale, sedeva Sagrin.<br>Grazie a una sartina di fiducia era riuscito a procurarsi una versione un po&#8217; rivista della sua solita divisa militare: una versione blu slavato, che meglio si prestava a eventi mondani.<br>In bocca il suo fidato bastoncino di liquirizia, sottoposto a continui morsi: il detective era particolarmente nervoso, si sentiva osservato.<br>Non era sfuggita agli spettatori la sua presenza in sala, e si sprecavano risatine, mani che lo indicavano, brusio di fondo.<br>Dopo un&#8217;attesa che a Sagrin parve un&#8217;eternit&#224;, cal&#242; il buio in sala e si apr&#236; il sipario, svelando una meravigliosa riproduzione della Basilica di Superga.<br>Perfino il detective rimase a bocca aperta, e per un attimo si compliment&#242; mentalmente con Artemio.<br>In scena apparve il Detective Sagrin, o meglio la versione giovanile e ben pettinata del detective.<br>Il ritmo dello spettacolo era serrato: questa volta il detective si trovava a combattere contro forze oscure e misteriose. <br>La Basilica apparentemente era invasa da spiriti maligni, che si manifestavano con orribili suoni ed effetti visivi di prim&#8217;ordine.<br>Sagrin menava le mani eseguendo elaborate coreografie di Kung Fu, e uno a uno gli spiriti (dotati in questo caso di un corpo tangibile) soccombevano.<br>Finalmente il detective riusc&#236; a raggiungere il Rettore della Basilica, posseduto da uno spirito antico e nefasto.<br>Ma proprio quando il detective stava per iniziare un arzigogolato rituale di esorcismo, imparato tanti anni prima in Cina, una Maschera si chin&#242; verso il vero Sagrin con urgenza. <br>&#171;Detective, scusi. Chiamata d&#8217;emergenza al foyer. La signora dice che &#232; questione di vita o morte.&#187;<br>Sagrin si irrigid&#236;. <em>La Duchessa</em>.<br>Ricord&#242; Tommaso, la visione nel pozzo. Se la Duchessa chiamava cos&#236;, era un problema serio.<br>Si alz&#242; di scatto, ignorando le proteste irritate degli spettatori intorno, e segu&#236; la Maschera fuori dalla sala.<br>&#171;Duchessa, cosa succede?&#187;<br>&#171;Ti ho visto nel pubblico, la telecamera ti ha inquadrato per un attimo. Ho avuto una visione cristallina, neanche un minuto fa. Un cavo elettrico nei locali tecnici, sotto il palco, lato sinistro. Tagliato quasi completamente. Sta per spezzarsi, sar&#224; una tragedia!&#187;<br>&#171;Ci penso io.&#187;<br>Lasci&#242; cadere la cornetta e corse verso le scale dei sotterranei.<br>Un tecnico gli indic&#242; la direzione: &#171;Quadro Elettrico, corridoio tre!&#187;<br>Un labirinto di tubature, odore di muffa nell&#8217;aria. Localizz&#242; il settore. <br>E l&#236;, esattamente dove la Duchessa aveva detto trov&#242; un cavo grosso come un braccio, quasi completamente tagliato. Penzolava pericolosamente. Solo tre-quattro filamenti di rame ancora collegati.<br>&#171;FERMATE LO SPETTACOLO!&#187; url&#242; al tecnico. &#171;EVACUAZIONE IMMEDIATA&#187;<br>Un suono di sirene si diffuse nel teatro, mentre scendeva il sipario.<br>Gli altoparlanti ripetevano: <br>&#171;Signore e signori, per motivi tecnici dobbiamo interrompere lo spettacolo. Evacuate in modo ordinato, non create assembramenti.&#187;<br>Il pubblico era disorientato, spaventato.<br>Sagrin rest&#242; davanti al cavo, sudato fradicio.<br>Due minuti dopo, con uno schianto secco, gli ultimi filamenti cedettero. <br>Sul palco ormai vuoto si schiant&#242; un set di luci da 200 kg, con un boato fragoroso.</p><div><hr></div><p>Nel camerino, pochi minuti dopo, Artemio era fuori di s&#233;.<br>Sagrin entr&#242; senza dire una parola.<br>&#171;Il mio spettacolo &#232; rovinato. Chi vorr&#224; ancora tornare a teatro dopo quanto successo? Un vero disastro.&#187;<br>&#171;Guardi il lato positivo. Ho salvato la vita ai suoi attori. E a lei, probabilmente.&#187;<br>&#171;Grazie detective, sono solo scosso. Chi pu&#242; aver compiuto un&#8217;azione cos&#236; abietta? Qualcuno mi vuole morto.&#187;<br>&#171;Credevo di essere l&#8217;unico ad avere questo privilegio, mi sbagliavo. A quanto pare si sta facendo dei nemici.&#187;<br>&#171;Il pubblico mi ama. Sar&#224; sicuramente qualche squilibrato geloso della mia fama. Ma non voglio rovinarmi il buon umore. Mi dica, le piaceva lo spettacolo?&#187;<br>&#171;Davvero stupefacente, Artemio. O meglio, ho il sospetto che lei faccia uso di stupefacenti. Il vero caso della Basilica? Un piccione incastrato nelle canne dell&#8217;organo che faceva un rumore d&#8217;inferno. Meno male che per questo spettacolo ha puntato tutto sulla verosimiglianza.&#187;<br>&#171;Grazie Sagrin, il suo sdegno mi d&#224; forza. Ma ora mi dica, chi ha tagliato il cavo? Lei &#232; un detective, metta in moto il suo intuito.&#187;<br>&#171;So solo una cosa. Qualcuno era nascosto nei sotterranei durante lo spettacolo. Solo cos&#236; avrebbe potuto avere accesso indisturbato al cavo. Andiamo a vedere insieme, l&#8217;unione fa la forza.&#187;</p><div><hr></div><p>Artemio e Sagrin scesero nei sotterranei. Per precauzione non accesero le luci.<br>Sagrin con una mano impugnava la pistola d&#8217;ordinanza, con l&#8217;altra faceva luce con il suo accendino. Raggiunsero la sala del quadro elettrico, e si scambiarono un&#8217;occhiata d&#8217;intesa guardando il cavo tranciato di netto.<br>Poi Sagrin illumin&#242; le pareti, e una scritta a caratteri cubitali, di vernice nera, si present&#242; davanti ai loro occhi.<br>ARTEMIO FERMA LO SPETTACOLO.<br>Si guardarono di nuovo, senza fiatare.<br>A un certo punto sentirono un fruscio nel buio, poco distante da loro.<br>Sagrin si mosse svelto fino a individuare una nicchia nella stanza accanto, dietro uno scaffale pieno di costumi di scena.<br>Individu&#242; un sacco nero. Dentro residui di cibo, vestiti.<br>Sagrin fece un cenno ad Artemio.<br>&#171;Chiunque fosse nascosto, era qui fino a un secondo fa. Stiamo in allerta Artemio, potrebbe colpirci all&#8217;improvviso.&#187;<br>Ma il sotterraneo era sprofondato in un silenzio surreale, non c&#8217;erano gi&#224; rumori se non qualche ronzio meccanico.<br>Sagrin us&#242; la canna della pistola per aprire di pi&#249; il sacco.<br>In fondo trov&#242; un ritaglio di giornale vecchio e consunto, ma ancora leggibile.<br><em>Il Castello di Rivoli annuncia la grande mostra sulle polveri domestiche. <br></em>Sagrin scav&#242; ancora nel sacco.<br>Una foto piccola, da carta d&#8217;identit&#224;.<br>Un uomo con una somiglianza fortissima ad Artemio, seppur decisamente pi&#249; anziano.<br>Artemio prese dalla mano di Sagrin la foto, la guard&#242; con stupore per poi esclamare sommessamente: <br>&#171;Mio padre?&#187;<br>Artemio sembr&#242; accartocciarsi su se stesso in un attimo.<br>Sagrin lo osserv&#242; in silenzio. Aveva visto Artemio in tanti modi: vanitoso, irritante, opportunista. Ma questa paura era diversa. Non era terrore per la propria vita. Era qualcosa di pi&#249; profondo: la paura di scoprire che il padre, l&#8217;uomo che ammirava nonostante tutto, nascondesse segreti inconfessabili.<br>&#171;La foto che aveva perso anni fa.&#187;<br>Era cos&#236; turbato che Sagrin faceva fatica a capire il nesso logico tra la foto e il crollo fisico che stava avvenendo davanti ai suoi occhi. Rimase in attesa, osservando con attenzione Artemio.<br>&#171;In quei giorni mio padre stava preparando la mostra al Castello di Rivoli. Per formalizzare la documentazione serviva una foto tessera dell&#8217;artista. Mio padre disse di averla riposta con cura nella cartellina. Ma la foto era sparita, volatilizzata.<br>Ne fece una malattia, <em>il simbolo del suo deterioramento psichico</em>.<br>Ma ora la foto &#232; qui. Aveva ragione. Qualcuno molto vicino a lui l&#8217;aveva presa.<br>Ma chi? Qualcuno che aveva a che fare con la mostra.&#187;<br>Il detective prese parola.<br>&#171;Abbiamo davanti a noi due prove che conducono allo stesso giorno, allo stesso evento: la mostra. Chi sta sabotando la mostra sa qualcosa di quel giorno di tanti anni fa al Castello di Rivoli, e non vuole che venga a galla. Con il suo annuncio della serata speciale ha mosso delle acque torbide, Artemio. Sicuro di voler parlare di quel giorno in diretta nazionale? Temo per la sua incolumit&#224;.&#187;<br>Artemio non comment&#242;, stava ancora processando le informazioni nella mente.<br>Sagrin frug&#242; ancora nel sacco. Un paio di occhiali rotti, montatura tartarugata, lenti spessissime, una stanghetta rotta tenuta insieme con il nastro adesivo.<br>&#171;Il nostro sospettato &#232; cieco come una talpa&#187; disse mostrandoli ad Artemio.<br>Artemio li prese in mano e stava per dire qualcosa, quando improvvisamente si sent&#236; un rumore secco. Passi veloci.<br>&#171;FERMO!&#187;<br>Fecero in tempo a vedere una sagoma: barba lunga e incolta che gli copriva met&#224; del petto, occhi piccoli e miopi che strizzava per vedere, vestiti logori e privi di forma.<br>Correva goffamente, come chi non vede bene il terreno davanti a s&#233;.<br>Lo inseguirono fino a fuori dal teatro, ma era scomparso tra le ombre della notte.<br>Artemio, ancora con la foto in mano, guard&#242; Sagrin ansimando.<br>&#171;Chi era? Chi conosceva mio padre cos&#236; bene?&#187;<br>Sagrin fiss&#242; il buio di Piazza Castello. <br>&#171;Qualcuno che ha vissuto nascosto per anni. E che sa tutto di quella sera.&#187;<br>Artemio guard&#242; ancora la foto del padre. L&#8217;uomo sorridente in bianco e nero, ignaro di cosa sarebbe successo poche ore dopo quello scatto. <br>&#171;La serata speciale&#187; sussurr&#242;. &#171;Pensavo fosse solo un modo per celebrare pap&#224;. Ma sto per far emergere qualcosa che qualcuno ha seppellito per quindici anni.&#187;<br>Sagrin non rispose. Sapeva che Artemio aveva ragione. <br>E sapeva che, qualunque fosse il segreto, qualcuno era disposto a uccidere pur di mantenerlo sepolto.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!7j-b!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F77810da3-1922-4328-9191-850fcea9d654_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!7j-b!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F77810da3-1922-4328-9191-850fcea9d654_5000x5000.jpeg 424w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.11 Applausi e lampadari]]></title><description><![CDATA[In cui le luci si accendono sul palco e si spengono nei sotterranei]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep11-applausi-e-lampadari</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep11-applausi-e-lampadari</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 12 Jan 2026 10:23:44 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Bentornati!<br>Dopo una pausa di riflessione (e pigrizia strategica), Sagrin torna con la <strong>Stagione 2: Illusioni Italiane</strong>. Si riprende con una pubblicazione <strong>bi-settimanale</strong>, ogni luned&#236; alternato: prossime uscite 26 gennaio, 9 febbraio, e cos&#236; via.<br>Se vi siete persi la prima stagione o volete rinfrescarvi la memoria: </em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;7d1a7407-280d-452c-8a45-1b555079eca8&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;DETECTIVE SAGRIN - RIASSUNTO STAGIONE 1&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Riassunto Stagione 1&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-12-19T11:28:38.810Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!q8jC!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffd0de13b-487d-4d0f-9280-fcc82a830406_4096x4096.jpeg&quot;,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/riassunto-stagione-1&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:182076024,&quot;type&quot;:&quot;newsletter&quot;,&quot;reaction_count&quot;:0,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p><em>In breve: Sagrin &#232; un detective malinconico e vanitoso, la Duchessa &#232; una medium (o presunta tale), Artemio il suo maggiordomo manipolatore, Padre Pellegrino un prete che ama le auto. Siamo a Torino, c&#8217;&#232; sempre la nebbia e i morti non stanno mai fermi.<br>Questa stagione: Artemio mette in scena un&#8217;opera teatrale sui casi di Sagrin. <br>Ma qualcosa di pi&#249; oscuro si muove dietro le quinte.<br>Buona lettura!</em></p><div><hr></div><p>Artemio sedeva nell&#8217;ufficio del Direttore Rai.<br>Era stato convocato per parlare di Illusioni Italiane, il programma televisivo da lui ideato, che da alcuni mesi occupava la prima serata di Rai 1.<br>Artemio fremeva dall&#8217;anticipazione, e si figurava gli aggettivi che il Direttore avrebbe utilizzato per parlare del suo programma: <em>pionieristico, rivoluzionario, geniale</em>.<br>Il Direttore termin&#242; la telefonata e si rivolse ad Artemio senza preamboli:<br>&lt;&lt;Artemio, benvenuto. Ci tengo a fare una premessa doverosa. La Rai &#232; una grande casa e tutti noi siamo felici di averla accolta. Le abbiamo riservato un posto d&#8217;onore, la prima serata, nonostante non avesse dimestichezza con il mondo televisivo. <br>Ci piangerebbe quindi il cuore a doverle togliere queste attenzioni speciali. <br>Ma dopo le puntate sul Detective Sagrin gli ascolti sono scesi in picchiata.<br>Il suo programma si trova a contendere lo share con format da tv generalista, sciapi e privi di idee. Per queste ragioni ci troviamo addirittura a valutare se cancellare il programma prima che la situazione degeneri ulteriormente. <br>Le do 24 ore per pensare a come risolvere il problema, gli sponsor si stanno sfilando e gli slot pubblicitari li stiamo praticamente regalando, andremo presto in perdita.<br>&#200; tutto, attendo sue.&gt;&gt;<br>Artemio si sent&#236; attraversare da un brivido di orrore.<br>&lt;&lt;Ma io..&gt;&gt;<br>&lt;&lt;La saluto Artemio, si riguardi.&gt;&gt;</p><div><hr></div><p>Tornato a casa Artemio sent&#236; l&#8217;urgenza di scaricare l&#8217;adrenalina in eccesso facendo un po&#8217; di sport.<br>Da qualche tempo aveva trasformato la cantina di casa in una palestra rudimentale: sacco da boxe, pesi, corda e lo stretto indispensabile per tenersi in forma.<br>Per circa un&#8217;ora si allen&#242; con foga, secondo una routine prestabilita volta ad allenare tutti i muscoli del corpo.<br>Al termine, un bagno caldo.<br>L&#8217;acqua lambiva il corpo di Artemio, che cercava di ristabilire un senso di tranquillit&#224; dentro s&#233; con una certa difficolt&#224;.<br>A occhi socchiusi, usava le dita come una pinza per verificare che non ci fosse adipe in eccesso sul suo ventre.<br>Per il momento il suo corpo non dava segni di cedimento.<br>Al termine del bagno si specchi&#242;, ispezionando l&#8217;attaccatura dei capelli in cerca di eventuali segnali di calvizie. <br>La sua mente scivol&#242; su un&#8217;associazione improbabile: il testone pelato di Sagrin. <br>Il suo destino era legato a quell&#8217;uomo.<br>Quell&#8217;essere cos&#236; grottesco era entrato a gamba tesa nella sua vita, e sembrava che non avesse intenzione di uscirne. <br>Dalla sceneggiata del furto in poi, sembrava impossibile scrollarselo di dosso.<br>Un&#8217;idea lo colp&#236; come una bastonata in testa.<br>Prese il telefono.<br>&lt;&lt; Direttore buonasera, mi scusi per l&#8217;ora, spero di non disturbarla. Le telefono perch&#233; so cosa fare per salvare il programma. Mi dia due mesi per ribaltare tutto. <br>Ho in mente uno spettacolo che racconti i casi pi&#249; misteriosi e complessi risolti dal Detective Sagrin. Uno sceneggiato teatrale con grandi scenografie e interpreti di primo livello, trasmesso in diretta nazionale. <br>La potenza immaginifica del teatro unita alla capillarit&#224; della tv.<br>A oggi non si &#232; mai visto niente di cos&#236; geniale e sperimentale, saremo dei pionieri dell&#8217;intrattenimento.<br>Ma per farlo, ho bisogno del Teatro Regio e della piena fiducia della RAI. <br>Due mesi, si fidi di me, far&#242; una magia.&gt;&gt;</p><div><hr></div><p>La sala del Teatro Regio era gremita di persone vestite con cura, che si spintonavano senza grandi complimenti per accaparrarsi i posti migliori.<br>La partecipazione in massa era determinata dalla sensazione di trovarsi di fronte a un evento unico, che sapeva molto di rivalsa sociale.<br>Il Regio aveva un&#8217;importanza che trascendeva la sua funzionalit&#224;: era il luogo che in passato aveva ospitato la Turandot, Il Barbiere di Siviglia, le pi&#249; rilevanti rappresentazioni del mondo. <br>E il fatto che fosse ora accostato alla televisione, il brutto anatroccolo, suonava sacrilego e al contempo eccitante.<br>E con una perfetta simmetria, anche Artemio era un brutto anatroccolo, il pubblico lo sentiva come &#8220;uno di noi&#8221;. <br>Partito dal nulla, diventato un personaggio pubblico in uno schiocco di dita. <br>Pazienza che non fosse realmente partito dal basso, si poteva sorvolare sulla villa e il benessere in cui era cresciuto da bambino, dettagli triviali. Era l&#8217;uomo del popolo.<br>La platea era accerchiata da uno stuolo di telecamere professionali fissate su cavalletti ingombranti, mentre gli operatori si muovevano febbrilmente per preparare la registrazione.<br>La serata stava per cominciare, e la scommessa di Artemio appariva vinta in partenza.<br>Il maestoso lampadario che illuminava la sala inizi&#242; a spegnersi gradualmente, fino a portare il buio totale.<br>Silenzio.<br>Il sipario si apr&#236; rivelando una scenografia imponente, una Torino gotica, fumosa e misteriosa si present&#242; al pubblico.<br>In mezzo alla nebbia artificiale un uomo in piedi, sotto la Mole Antonelliana, appoggiato al cofano di un&#8217;auto color melanzana.<br>Baffi a manubrio, uniforme militare, sigaretta in bocca.<br>Alto, magro, capelli biondi pettinati all&#8217;indietro con la brillantina.<br>Una voce fuori campo seguita da un assolo di basso ripeteva come un mantra due parole: &#8220;Detective Sagrin!, Detective Sagrin&#8221;.<br>Applausi scroscianti.<br>Il caso rappresentato in scena era di un professore scomparso misteriosamente, rapito da una setta di satanisti invasati.<br>Il professore era stato rapito in quanto ritenuto l&#8217;incarnazione dell&#8217;Anticristo, il messia venuto a salvare la ristretta cerchia dei fedeli.<br>Per le due ore successive l&#8217;attore che interpretava Sagrin si destreggi&#242; tra scontri ad arma da fuoco, combattimenti di arti marziali.<br>Gli effetti sonori erano di altissimo livello, e accompagnavano le continue sparatorie che permettevano a Sagrin di sgominare le orde di satanisti che sciamavano sul palco.<br>Lo spettacolo era musicato dal vivo da un&#8217;orchestra celata sotto il palco, che contribuiva a dare un sentore epico all&#8217;intreccio.<br>Ma la trama lasciava anche spazio al romanticismo.<br>Il pubblico non poteva resistere a questo miscuglio ben calibrato di generi.<br>Sagrin, liberato il professore dalla perfida organizzazione, indugiava ora con una donna avvenente, non senza qualche iperbole nella trama.<br>Il Detective sul palco fissava la donna con sguardo da cascamorto.<br>&lt;&lt;Non pianga, signora. Io sono il figlio del coraggio, il mio corpo &#232; un&#8217;arma letale. <br>La mia mente uno scrigno prezioso. Sono qui per servirla.&gt;&gt;<br>&lt;&lt;Sagrin, in questo momento ho paura. Ho paura di darle il mio cuore perch&#233; temo finirebbe in carta straccia. Si prenda cura di me, le affido la mia felicit&#224;.&gt;&gt;<br>Bacio appassionato, il pubblico in delirio.</p><div><hr></div><p>Lo spettacolo era terminato, e gli attori allineati sul palco facevano il bagno nel fiume di applausi del pubblico.<br>Si disposero in cerchio per accogliere sul palco Artemio.<br>Cappello a cilindro, mantello lungo e papillon bianco, sicuramente Artemio aveva preso alla lettera l&#8217;idea della teatralit&#224; per scegliere il suo abito di scena.<br>Il pubblico lo accolse con una gioia incontenibile.<br>&lt;&lt;Signore e signori, grazie per aver partecipato alla prima di Illusioni Italiane. Uno spettacolo fortemente voluto dalla Rai e ideato da me, con il supporto dei migliori professionisti del panorama creativo della nostra penisola. Questa sera &#232; stato solo l&#8217;inizio di un viaggio meraviglioso. Ma voglio premiare la vostra passione e partecipazione con un annuncio importante, che mi emoziona profondamente.<br>Oltre a seguire le avventure del Detective Sagrin, Illusioni Italiane ospiter&#224; una puntata speciale dedicata a me, il vostro Artemio.<br>Mi avete conosciuto come presentatore, ma &#232; giusto che conosciate la mia storia, il mio passato, l&#8217;Artemio fuori dal personaggio televisivo. Un trauma ha segnato la mia famiglia, mio padre e la mia vita. Vi aspetto sempre qui, a ILLUSIONI ITALIANE.&gt;&gt;<br>Il pubblico si agit&#242; ancora di pi&#249;, smanioso di compensare le fragilit&#224; di Artemio con un&#8217;ondata di affetto ancora pi&#249; forte. <br>Come se il battito delle mani potesse cancellare il male e le storture di una vita.</p><div><hr></div><p>Spiaggiato come un cetaceo sulla riva, il vero Detective Sagrin guardava esterrefatto la televisione dal divano dello studio.<br>La canottiera madida di sudore, una sigaretta appoggiata sul labbro afflosciato.<br>Le mutande in seta, un tempo il suo cavallo di battaglia, sembravano ora un catalogo di macchie di dubbia provenienza.<br>Sagrin delirava dalla rabbia, sproloquiando in un monologo a fiume:<br>&lt;&lt;Cornuto di un Artemio! Quel pagliaccio sarei io?&gt;&gt; sbrait&#242; il detective, fuori di se.&lt;&lt;Dovevo lasciarti a marcire alle Vallette! Venditore di fumo, ammaestratore di scimmie! Il professore universitario me lo ricordo bene, altro che setta satanica. <br>Quel dritto era scappato con la segretaria a farsela bene in un hotel a Sanremo.<br>L&#8217;avevo portato a casa dalla moglie, e garantito, avrebbe preferito finire in galera.&gt;&gt;<br>Sagrin prese un modellino Lancia e lo scagli&#242; con tutta la sua forza contro il muro, riducendolo in un ammasso accartocciato.<br>Osserv&#242; con enorme pena il risultato del suo gesto, e torn&#242; ad accasciarsi sul divano.</p><div><hr></div><p>Dopo il discorso di Artemio cal&#242; finalmente il sipario mentre il pubblico continuava a furoreggiare.<br>Tutti gli spettatori, tranne uno.<br>Un occhio attento avrebbe potuto scorgere un uomo nel pubblico irrigidirsi, il viso contrarsi in una smorfia.<br>Barba lunga e incolta a incorniciare un viso ossuto.<br>Vestiti apparentemente eleganti ma logori, allo stremo.<br>Un uomo di mezz&#8217;et&#224;, una mezz&#8217;et&#224; raggiunta con sofferenza e non di certo tra gli agi.<br>Rest&#242; qualche minuto immobile, e quando gli applausi si spensero gradualmente si sfil&#242; velocemente dal suo posto, affrettandosi verso l&#8217;uscita.<br>Uscito dal Regio aveva camminato qualche minuto fino a raggiungere i Giardini Reali, e l&#236; si era seduto a pensare, disturbato solo da qualche piccione sonnacchioso.<br>Gli era evidente che se Artemio avesse davvero fatto la serata speciale dedicata al suo passato, nulla sarebbe stato pi&#249; come prima.<br>Ogni parola pronunciata da Artemio sul palco, ogni aneddoto sulla famiglia, ogni fotografia proiettata sugli schermi avrebbe potuto far emergere connessioni pericolose, nomi dimenticati, transazioni sepolte.<br>Il passato dato in pasto al pubblico in diretta sarebbe stato divorato e inevitabilmente avrebbe sollevato tante domande e curiosit&#224; morbosa.<br>Non era pi&#249; al sicuro, tutta la sua vita degli ultimi anni, se vita si poteva chiamare, sarebbe stata travolta, e si sarebbe trovato di nuovo a zero.<br>Era tempo di agire. Doveva terrorizzare Artemio al punto da indurlo a cancellare lo spettacolo, e possibilmente convincerlo a ritirarsi definitivamente a vita privata.<br>Raggiunse il supermercato pi&#249; vicino e fece una scorta scrupolosa di alimenti facilmente conservabili. <br>Spazzolino da denti, dentifricio, carta igienica. Una torcia elettrica. Una coperta.<br>E con quel piccolo bottino riposto in un anonimo sacco nero torn&#242; verso il Teatro Regio.<br>Di fronte al teatro regnava un caos senza precedenti, e la sicurezza appariva allentata, troppo presa dall&#8217;euforia generale.<br>Attese nascosto dietro un cassonetto, per poi sgusciare dietro a una Maschera guadagnando l&#8217;entrata.<br>L&#8217;adrenalina lo rendeva pi&#249; efficiente. In un battito di ciglia localizz&#242; una scala di sicurezza non presidiata, che portava nei sotterranei.<br>Non accese la luce ma utilizz&#242; la torcia per esplorare lo spazio fino a individuare un incavo in un muro. <br>Si accucci&#242; e si concentr&#242; sul respiro, lasciando che il battito cardiaco tornasse regolare.<br>Nella penombra dei sotterranei si sentiva in pericolo, come se ci fossero fantasmi o mostri in agguato nel buio. <br>La verit&#224; &#232; che i mostri erano l&#224; fuori, in bella vista sul palco, illuminati dal chiarore artificiale delle luci di scena.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!kPyg!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc3382884-a041-4203-8b17-38b7b7b56342_5000x5000.jpeg 1456w" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.10 Illusioni Italiane]]></title><description><![CDATA[In cui il detective scopre che la verit&#224; non sempre vince.]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep10-illusioni-italiane</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep10-illusioni-italiane</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Dec 2025 10:23:50 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Clgl!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7465eded-3b6e-4d74-92e9-e14654038dff_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Cari lettori,<strong><br></strong>questo &#232; l&#8217;ultimo episodio della prima stagione di Detective Sagrin.<br>Quando ho iniziato a scrivere questa storia non sapevo dove mi avrebbe portato. <br>Non sapevo se qualcuno avrebbe avuto voglia di seguire un detective grottesco e malinconico attraverso una Torino fuori dal tempo. <br>E invece voi ci siete stati. Settimana dopo settimana.<br>Il vostro supporto, i vostri messaggi, la vostra presenza mi hanno convinto che questa storia merita di continuare.<br>Sagrin torner&#224; a gennaio con una nuova stagione. <br>Sto lavorando all&#8217;intreccio, ai personaggi, alle pieghe oscure che Torino nasconde. <br>E stavolta so che dall&#8217;altra parte ci siete voi.<br>Grazie per aver creduto in questo progetto tanto quanto ci credo io.<br>Ci vediamo a gennaio.<br>Alberto</em></p><div><hr></div><h3>Illusioni Italiane</h3><p>Sagrin sentiva il sudore colargli lungo la schiena. Si aggiust&#242; sulla sedia, producendo uno scricchiolio eloquente. Artemio si rivolse alle telecamere con un sorriso abbagliante. <br>&#171;Grazie, Detective Sagrin! Lei &#232; sempre cos&#236; drammatico. Forse dovrebbe essere lei al mio posto, sembra un attore navigato!&#187;<br>Il pubblico rise a crepapelle.<br>&#171;Signore e signori, eccoci di nuovo in diretta con Illusioni Italiane, il programma di RAI 1 che smaschera le truffe che serpeggiano nella nostra penisola! Ogni venerd&#236; sera, in prima serata. E oggi a farci compagnia un caso straordinario, un giallo che tocca il cuore di Torino.&#187;<br>Applausi fragorosi. Sagrin estrasse dalla tasca un bastoncino di liquirizia per contrastare la carenza di nicotina che lo stava divorando dall&#8217;interno. Lo mise in bocca senza dire una parola, masticandolo lentamente. Artemio si volt&#242; verso la Duchessa con un&#8217;espressione esageratamente compassionevole.<br>&#171;Vedete questa donna, questa anziana? La cosiddetta Duchessa. Medium. Sensitiva. Capace, diceva, di parlare coi morti.&#187;<br>Pausa drammatica.<br>&#171;Per anni ho lavorato alle sue dipendenze: ero il suo fedele maggiordomo, il suo cane domestico. Facevo tutto per lei: preparavo le sedute spiritiche, i trucchi di prestigio, ogni dettaglio per dar vita ad esperienze stupefacenti. Ebbene signori, era tutto falso. La gentile signora spillava soldi ai ricchi, millantando di avere il potere di dialogare con i morti. Ma io filmavo tutto, tutte le sue orrende e sadiche bugie. Ogni soldo rubato a gente disperata. Voleva i filmati da archiviare, per eventuali ricatti. Non poteva immaginare che un giorno li avrei proiettati in diretta nazionale.&#187;<br>Su uno schermo alle sue spalle apparve una selezione di clip brevi: l&#8217;antiquario che piangeva, la gallerista affranta, altri clienti in preda a crisi isteriche. Qualcuno nel pubblico url&#242; &#171;Vergogna!&#187;<br>Artemio lasci&#242; che il silenzio pesasse. Poi riprese con voce suadente, da incantatore di serpenti.<br>&#171;I miei genitori hanno dedicato la vita all&#8217;arte. Sudore, sangue, e ogni grammo di forza che avevano in corpo. Ma un idiota ha distrutto il lavoro di una vita di mio padre: sculture create con la polvere domestica. Aspirate in un attimo, e mio padre con loro. Ho provato a seguire le sue orme. Ma i critici mi hanno definito &#8220;derivativo e sciatto&#8221;. Gente che non riconoscerebbe l&#8217;arte nemmeno se se la trovasse davanti, ignoranti che non hanno neanche la prima elementare.&#187;<br>Si volt&#242; verso le telecamere.<br>&#171;La verit&#224; &#232; che l&#8217;arte &#232; morta, signori. Ma la televisione? Viva e vegeta. La RAI ha creduto in me, e da ora in poi ogni venerd&#236; sera sar&#242; la voce della verit&#224;.&#187;<br>Si volt&#242; verso la Duchessa con fare minaccioso.<br>&#171;E questa donna? Finita. Smascherata.&#187;<br>Il pubblico esplose in applausi. Sagrin si alz&#242;. Il bastoncino di liquirizia si spezz&#242; tra i denti con un rumore secco. Lo sput&#242; per terra, vicino alle scarpe lucide di Artemio.<br>La sua voce era tagliente.<br>&#171;La sento su di giri, Artemio, si dia una calmata. Ho capito tutto.&#187;<br>Il pubblico si zitt&#236;.<br>&#171;Davvero, Detective? E cosa avrebbe capito?&#187;<br>Sagrin fece un passo verso di lui.<br>&#171;La psilocibina negli incensieri, Artemio. Quella droga che i fricchettoni di Porta Palazzo vendono ai turisti. L&#8217;ha mischiata con l&#8217;incenso di Damasco. Le visioni non erano reali. Erano indotte chimicamente. Tutti noi abbiamo visto quello che la droga ci ha fatto vedere, e lei ha alimentato le visioni con trucchi teatrali, voci registrate e ombre proiettate.&#187;<br>Si avvicin&#242; ancora.<br>&#171;Mio padre? Bella panzana. Toccante. Peccato fosse tutto farlocco.&#187;<br>&#171;Quale sarebbe l&#8217;errore, Detective?&#187;<br>&#171;Mio padre non avrebbe mai detto &#8220;figliolo&#8221;. Mai. Era un uomo pratico. Mai un vezzeggiativo. Le parole calde costavano troppo.&#187;<br>Sagrin si tocc&#242; i baffi.<br>&#171;Ha recitato un padre che non &#232; mai esistito. Ha letto una cartella su di me, rubata da qualche amico al commissariato. Nome, et&#224;, famiglia. Ma le cartelle non dicono come un uomo parla quando &#232; sbronzo marcio.&#187;<br>Si volt&#242; verso le telecamere.<br>&#171;Ha orchestrato tutto questo per distruggere la Duchessa e avviare una carriera in televisione. Ha drogato persone innocenti. Ha manipolato i loro ricordi. Ha filmato senza consenso.&#187;<br>Si ferm&#242; davanti ad Artemio.<br>&#171;Allora mi dica, Artemio: perch&#233; non la arresto qui, davanti a tutta Italia?&#187;<br>Artemio fece una pausa. Il sorriso vacill&#242;, poi si ricompose. Pi&#249; amaro, pi&#249; vero.<br>&#171;Perch&#233; non pu&#242;, Detective.&#187;<br>Si avvicin&#242; a Sagrin.<br>&#171;La psilocibina? Voglio le prove. Dov&#8217;&#232; la sostanza? Evaporata. Le registrazioni delle sedute? La Duchessa sapeva che filmavo. Contratto firmato, timbrato, protocollato. Il furto iniziale? Inscenato dalla Duchessa. Ed &#232; stato lei, Detective, a scagionarla davanti alla polizia. Ricorda? E il pubblico sa che questa donna ha rubato soldi a gente disperata. Io sono l&#8217;eroe che l&#8217;ha smascherata.&#187;<br>Si avvicin&#242; ancora, quasi naso contro naso.<br>&#171;Forza, Detective. Mi arresti. Con quale accusa? Con quali prove? Vediamo chi domani mattina finisce sui giornali etichettato come pazzo.&#187;<br>Silenzio assoluto.<br>Sagrin strinse i pugni. Sentiva il peso della pistola, totalmente inutile.<br>&#171;Ha pensato a tutto.&#187;<br>Artemio sorrise.<br>&#171;Sono un artista, Detective, e gli artisti non tralasciano mai i dettagli.&#187;<br>Improvvisamente, la Duchessa si alz&#242; di scatto, come un burattino con i fili tirati. Gli occhi erano spalancati, e colmi di terrore.</p><div><hr></div><p>&#171;Vedo... vedo un bambino.&#187;<br>La voce era roca, graffiante, e amplificata dal microfono produceva un suono cavernoso.<br>Sagrin si blocc&#242;.<br>&#171;Vedo un pozzo buio, pieno di acqua gelida. Il bambino piange ma nessuno arriva, e si sente solo, disperato.&#187;<br>La Duchessa fissava un punto imprecisato oltre le telecamere.<br>&#171;I capelli biondi e soffici, che arrivano fino alle spalle, una maglietta della Juventus. Le mani piccole. Dieci anni, non di pi&#249;. Graffia le pareti ma le unghie si spezzano. Si chiamava Tommaso.&#187;<br>Il nome arriv&#242; e Sagrin sent&#236; il pavimento inclinarsi. Tommaso. Nessuno doveva conoscere quel nome, era nascosto nel suo rapporto privato, chiuso in un cassetto da decenni. La Duchessa aveva pronunciato il nome del bambino. I dettagli che solo lui aveva visto, in quel giorno orribile. La Duchessa continu&#242;, occhi fissi su Sagrin.<br>&#171;Sei arrivato sei ore in ritardo, Detective. Le sue mani erano ormai fredde, congelate. Avresti potuto salvarlo, ma gli ordini erano diversi, e tu non hai fatto di testa tua. Ma ora lui &#232; qui, e non &#232; da solo, ci sono tanti altri.&#187;<br>La voce si trasform&#242; in un lamento.<br>&#171;Vedo Artemio. Al centro. Protagonista di qualcosa che non riesco a decifrare, che sta per accadere.&#187;<br>Croll&#242; sulla sedia come un oggetto inanimato.<br>Il pubblico applaud&#236; con forza, pensando che si trattasse di un monologo preparato.<br>Artemio rise, ma a fatica.<br>&#171;Brava, Duchessa! Ancora con i trucchetti!&#187;<br>Sagrin invece era pietrificato. Quel nome nessuno poteva ricordarselo, e i dettagli del caso tantomeno. La Duchessa non poteva sapere nulla, a meno che le sue visioni non fossero vere. Sagrin si alz&#242; di scatto, prese la Duchessa sottobraccio e la aiut&#242; ad alzarsi, ancora tremante. Poi si volt&#242; verso Artemio, sentiva di avere ancora un conto in sospeso: &#171;Ha vinto il round ma non la partita, Artemio. Si goda la sua fama, faccia il bagno negli applausi, perch&#233; durano poco. E si diverta a guardarsi allo specchio a telecamere spente. Lo specchio non mente mai.&#187;<br>&#171;Vedremo, Detective&#187; rispose Artemio, con un filo di incertezza nella voce.</p><div><hr></div><p>Sagrin e la Duchessa uscirono fuori, attraversando il set, ignorando le telecamere accese e il pubblico in delirio. Pioveva a dirotto, e l&#8217;aria fresca rianim&#242; la Duchessa.<br>&#171;Non sono sicura di quello che ho visto, ma erano tanti, e Artemio era al centro, connesso con questa moltitudine.&#187;<br>Sagrin annu&#236;. Accese una sigaretta.<br>&#171;Ti credo. E stavolta non arriver&#242; tardi.&#187;<br>&#171;Perch&#233; mi credi?&#187;<br>&#171;Perch&#233; la storia di Tommaso non la ricorda nessuno, &#232; passato troppo tempo. E quel giorno sono stato io a calarmi nel pozzo. Nessuno ha visto i dettagli di cui parli, che giacciono in un cassetto chiuso da vent&#8217;anni. Quindi se hai visto tutto questo, come potrei dubitare del resto.&#187;<br>La Duchessa si ferm&#242;.<br>&#171;Detective, ancora una cosa. Il furto, il caso all&#8217;inizio. Non era per avere pubblicit&#224; sui giornali, non ne avevo di certo bisogno. Ma avevo gi&#224; avuto una visione, avevo paura. Era un modo goffo per chiederle aiuto.&#187;<br>&#171;Ha funzionato, ed &#232; questo quello che conta.&#187;<br>Sagrin apr&#236; la portiera della Marea e accese l&#8217;auto, con il motore che rombava come mai prima d&#8217;ora grazie al sapiente intervento di Padre Pellegrino.<br>&#171;Duchessa, hai la patente? Sai guidare?&#187;<br>&#171;Perch&#233;?&#187;<br>&#171;Perch&#233; la prossima volta che vedrai i morti, voglio che sia tu alla guida. Non vorrei rischiare di arrivare di nuovo in ritardo, come con Tommaso.&#187;<br>Un sorriso amaro le sfior&#242; le labbra.<br>&#171;Benvenuta nella squadra. Non si guadagna niente, ma a volte si mangia gratis.&#187;<br>Salirono. La Marea si mosse sotto la pioggia battente, mentre in lontananza le luci della Mole si stagliavano nel cielo. Torino sembrava trattenere il respiro. Qualcosa stava per cambiare. E nei sotterranei di via Verdi, Artemio restava solo sotto le luci che si spegnevano. Aveva vinto tutto, ma aveva perso qualcosa che non sapeva ancora di aver perso.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Clgl!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7465eded-3b6e-4d74-92e9-e14654038dff_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Clgl!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7465eded-3b6e-4d74-92e9-e14654038dff_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!Clgl!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F7465eded-3b6e-4d74-92e9-e14654038dff_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.9 Caccia al topo]]></title><description><![CDATA[In cui il cacciatore scopre che la trappola era per lui.]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep9-caccia-al-topo</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep9-caccia-al-topo</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 24 Nov 2025 10:49:05 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Care lettrici e lettori,<br>siamo arrivati al penultimo episodio della prima stagione di Sagrin. <br>Il detective ha capito chi lo sta ingannando, ma scoprir&#224; presto che anche i cacciatori possono finire in trappola. E quando i riflettori si accendono su di te, non puoi pi&#249; scappare nel buio.<br>Buona lettura!</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;5fbee2e3-508f-404f-b384-0f465e4259ab&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti gli episodi di Detective Sagrin in ordine di pubblicazione.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:0,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><h3>Caccia al topo</h3><p>Sagrin chiuse di scatto il taccuino dei casi e lo infil&#242; nella tasca interna dell&#8217;uniforme. Le dita gli tremavano leggermente mentre abbottonava il colletto militare, segno che l&#8217;adrenalina stava finalmente vincendo sulla stanchezza. Aveva passato tutta la notte nello studio a rigirare quella parola in testa: figliolo. Una parola che suo padre non aveva mai pronunciato. Mai. E questo errore era la crepa nell&#8217;inganno, la fessura attraverso cui vedere la verit&#224;. Controll&#242; la pistola d&#8217;ordinanza, la infil&#242; nella fondina sotto l&#8217;uniforme. Guard&#242; un&#8217;ultima volta i poster alle pareti e annu&#236; con decisione. Usc&#236; dallo studio di corsa. Le chiavi della Marea tintinnavano nella tasca. La citt&#224; si stava svegliando, ma era ancora coperta da un manto umido e gelido. </p><div><hr></div><p>Sagrin sfrecciava a bordo della Marea attraverso via Fratelli Calandra, il motore che ruggiva come non faceva da mesi grazie a Pellegrino, mentre Torino scivolava ai lati del finestrino come un fondale dipinto alla bene e meglio.<br><em>Figliolo. Mio padre non avrebbe mai detto figliolo.<br>La droga. Artemio aveva accesso a tutto. Incensi, luci, trucchi.<br>La Duchessa. &#200; in pericolo. Stavolta non arriver&#242; tardi.</em></p><p>Strinse il volante con troppa forza. Le nocche bianche. Sentiva il bastoncino di liquirizia dissolversi tra i denti, ormai ridotto a polpa amara. Raggiunse Piazza Castello in pochi minuti. Parcheggi&#242; la Marea in divieto di sosta davanti al Dito di Mussolini e scese di corsa. Il portiere lo salut&#242; con un cenno del capo, e il detective rispose con un gesto secco della mano prima di lanciarsi verso le scale. L&#8217;ascensore era rotto, come sempre. Sagrin sal&#236; i gradini due alla volta, imprecando in lingue sconosciute. Raggiunse l&#8217;attico con il cuore che batteva all&#8217;impazzata. La porta era socchiusa: Sagrin la spinse lentamente con il piede, dopo aver estratto la pistola dalla fondina. L&#8217;attico della Duchessa era completamente vuoto: non c&#8217;era traccia degli arazzi pesanti, degli incensieri di ottone. Era sparito tutto. Le pareti mostravano i segni dei punti dove erano stati appesi specchi e dipinti, mentre il pavimento era pulito, quasi come se fosse stato spazzato con cura per nascondere delle tracce. Agli occhi di un visitatore di passaggio poteva apparire come una casa sfitta da tempo. Attravers&#242; a una a una le stanze stringendo la pistola, controllando ogni angolo attentamente, per raggiungere infine la sala della seduta spiritica. Il tavolo rotondo era rimasto al suo posto, al centro della stanza, le sei sedie disposte intorno con precisione geometrica. Ma tutto il resto era svanito. Osserv&#242; con pi&#249; attenzione e not&#242; un piccolo biglietto piegato, posizionato al centro del tavolo. Lo apr&#236; e la prima cosa che not&#242; fu la calligrafia, in elegante inchiostro nero, che spiccava sul color crema della carta.<br><em>Caro figliolo, se ti sta a cuore la Duchessa, corri svelto dal tuo amico pi&#249; caro. Non deludermi anche questa volta. Un padre che ti osserva sempre.<br></em>Nella frazione di un secondo Sagrin realizz&#242; che il biglietto faceva riferimento a Padre Pellegrino. Non aveva tanti amici in generale, figuriamoci &#8220;cari&#8221; amici. Stava per lanciarsi in direzione Santa Rita, verso l&#8217;officina di Padre Pellegrino, ma si ferm&#242; di colpo. Era tutto troppo citofonato, troppo lineare.<br><em>Artemio vuole che vada da Padre Pellegrino, ma &#232; una trappola. Mi vuole guidare come un topo in un labirinto, per essere sicuro che io sia dove devo essere, e non a ficcare il naso altrove. Figliolo, figliolo dei miei stivali!<br></em>Pieg&#242; il biglietto e lo infil&#242; nella tasca dell&#8217;uniforme.<br>&#171;Se vuoi che io vada da Padre Pellegrino&#187; mormor&#242; a voce bassa, &#171;puoi star fresco.&#187;<br>Non era ancora soddisfatto della sua ispezione, e cos&#236; riprese a perlustrare, a carponi sul pavimento. Sapeva che anche i criminali pi&#249; astuti tendono a trascurare i dettagli pi&#249; minuti, le cose di poco conto. Finalmente nella sala della seduta not&#242; una traccia sul pavimento, come se un oggetto pesante fosse stato trascinato. Segu&#236; la linea fino a raggiungere la parete est: saggi&#242; la consistenza con le nocche, e not&#242; che la parete suonava vuota. Cominci&#242; ad applicare pressione con entrambe le mani, e il muro si spost&#242; di qualche centimetro: una favolosa parete di cartongesso, che scorreva su delle rotaie minuscole. Ripens&#242; alla seduta e si ricord&#242; che quella porzione di muro era coperta da un arazzo. Spingendo ancora la parete si trov&#242; in una stanza molto piccola, una sorta di ripostiglio per le scope. Ma per come era allestita, sembrava una cabina di regia: cavi elettrici, luci di scena, un vecchio proiettore per ombre cinesi, e ancora bottiglie vuote di ogni forma e dimensione. Ispezion&#242; le etichette, scritte a mano: incenso di Damasco, mirra, sandalo, rosa del deserto. Guard&#242; oltre le bottiglie e not&#242; tre telecamere nascoste, piccole ma di gamma professionale. Infine, su una mensola di legno trov&#242; una ciotola di ceramica, con residui di polvere bianca. Annus&#242; e sent&#236; un odore acre e chimico.<br><em>Bingo. Psilocibina, o altro, tagliata con qualcosa di chimico. Ha drogato tutti durante la seduta, ecco la conferma.<br></em>Stava per uscire dalla stanza quando not&#242; una lista, pinzata sotto un monitor spento. Inizi&#242; a leggere:<br><em>MASCHERE &amp; ILLUSIONI</em> <em>Via Po 47, Torino</em> <br><em>Trucco scenico professionale</em> <br><em>Parrucche uomo, donna</em> <br><em>Baffi posticci (set 3 pz)</em> <br><em>Colla per protesi</em></p><p>Sul foglio era appuntata una data: tre giorni prima della seduta spiritica. Ridacchi&#242; amaramente: la verit&#224; stava finalmente venendo a galla, ma di nuovo troppo tardi, quasi fuori tempo massimo. Stava perdendo smalto.<br>&#171;E cos&#236; Artemio si travestiva, recitava la parte dei fantasmi. E visto che &#232; palesemente un incapace, la droga lo aiutava a trasformare la mascherata in un evento soprannaturale&#187; disse a voce alta. Pieg&#242; la lista e la mise in tasca accanto al biglietto.</p><div><hr></div><p>Il negozio <em>Maschere &amp; Illusioni</em> si trovava in via Po, e apparteneva alla categoria di attivit&#224; commerciali che la citt&#224; intera sembrava avere dimenticato da tempo. L&#8217;insegna sbiadita faceva il paio con maschere veneziane rese pallide dall&#8217;esposizione al sole e parrucche rimaste quasi prive di capelli. Sagrin entr&#242;, e l&#8217;interno si present&#242; come un&#8217;estensione dello spettacolo gi&#224; visto dall&#8217;esterno. Un tripudio di polvere, scatole ammonticchiate e stoffe che odoravano di naftalina. Il bancone era occupato da un uomo sulla sessantina con il fisico tipico del <em>pitu</em> torinese: pancia ampia che premeva contro il bancone e gambe sottili come stuzzicadenti, come una sorta di fenicottero imbolsito. I capelli unti penzolavano di lato, mentre gli occhiali spessi celavano lo sguardo sotto molteplici strati di unto.<br><em>Questo ha l&#8217;aria di uno che conta ogni centesimo tre volte.<br></em>&#171;Buongiorno&#187; disse Sagrin estraendo dalla tasca una foto di Artemio, una foto che aveva preso dall&#8217;archivio, relativa al caso del furto. <br>&#171;Questo signore, con la faccia da brocco, l&#8217;ha mai visto? Magari di recente?&#187;<br>L&#8217;uomo prese la foto con dita ossute, e la guard&#242; a lungo senza fiatare. Troppo a lungo.<br>&#171;Mah...&#187; disse infine, grattandosi la pancia. &#171;Non saprei. Vede, a volte ho la memoria corta. Altre volte invece ricordo benissimo, pensi un po&#8217;&#187; disse il negoziante, con un sorriso sghembo.<br>Sagrin sospir&#242;. Estrasse dalla tasca una banconota e la lasci&#242; cadere sul bancone. Gli occhi del negoziante si illuminarono istantaneamente. <br>&#171;Ma sa che &#232; fortunato? Forse oggi &#232; una di quelle volte in cui la mia memoria funziona.&#187;<br>La banconota spar&#236; nella tasca del grembiule con un movimento rapido. &#171;S&#236;, il bel giovanotto! Elegante, sempre in smoking, in tutte le occasioni. Come non ricordarlo?&#187;<br>&#171;Quando &#232; stato qui l&#8217;ultima volta?&#187; chiese Sagrin.<br>&#171;Tre, forse quattro giorni fa? Veniva spesso nell&#8217;ultima settimana. Comprava un po&#8217; di tutto: trucco teatrale professionale, parrucche. Sembrava molto preparato, sapeva esattamente cosa voleva.&#187;<br>&#171;Ha detto per cosa?&#187;<br>Il negoziante si sporse sul bancone, abbassando la voce come se condividesse un segreto prezioso. &#171;Prove! Mi ha detto che stava preparando uno spettacolo importante. Un giorno mi aveva dato pi&#249; confidenza, e mi parlava di uno studio sotto la Mole. Era molto eccitato. Mi ha anche invitato alla prima! Mi ricordo le sue parole: &#8220;Vedr&#224;, sar&#224; uno spettacolo che tutta Torino ricorder&#224;&#8221;.&#187;<br>Sagrin si sporse sul bancone. &#171;Uno studio sotto la Mole. Ha detto dove esattamente?&#187;<br>Il negoziante si gratt&#242; la testa, pensieroso. O forse stava valutando se l&#8217;informazione valesse un&#8217;altra banconota. &#171;Aspetti... s&#236;, via Montebello. O forse via Verdi? Una di quelle viuzze l&#236; intorno. Gli edifici vecchi, sa? Quelli con i sotterranei.&#187;<br>&#171;Grazie&#187; disse Sagrin. &#171;&#200; stato molto utile.&#187;<br>Usc&#236; dal negozio lasciando il campanello a tintinnare alle sue spalle.</p><div><hr></div><p>La zona sotto la Mole Antonelliana era composta da un dedalo di vie strette e portoni scrostati. Edifici ottocenteschi al tracollo, con le facciate color ocra e marrone che trasudavano malinconia e mestizia. Sagrin percorse via Montebello controllando portone dopo portone, la maggior parte dei quali erano chiusi e con targhe di ottone illeggibili. Finalmente raggiunse via Verdi e al 16 vide una cancellata in ferro battuto finemente lavorata, su cui era apposta una targa moderna che recitava: <em>Studi Registrazione - Piano Sotterraneo</em>.<br>Prov&#242; la maniglia, e la cancellata si apr&#236;. Intravide una scala che scendeva verso il sotterraneo, e la percorse fino a raggiungere un corridoio illuminato da luci al neon tremolanti, che terminava in una porta. Una porta moderna, completa di serratura elettronica e una targa luminosa che lampeggiava in rosso: <em>STUDIO B - REGISTRAZIONE IN CORSO</em>.<br>Si ferm&#242; davanti alla porta ed estrasse la pistola. Era pronto a tutto, e non aveva alcuna idea di cosa potesse accadere. Apr&#236; la porta di scatto e fu investito da una esplosione di luce, tanto da dover coprire gli occhi con un braccio. Si ricompose in fretta, in posizione di tiro. Ma mentre acquisiva lentamente la vista, sent&#236; una musichetta festosa, pi&#249; che altro fastidiosa, da programma televisivo. Poi un turbinio di voci confuse, e applausi a profusione: decine di persone che battevano le mani all&#8217;unisono.<br><em>Madonna Santa. No.<br></em>Davanti a lui c&#8217;era un set televisivo completo: telecamere professionali su binari, gradinate stracolme di pubblico e un palco centrale su cui svettava un logo illuminato: <em>ILLUSIONI ITALIANE - RAI 1</em>. E al centro del palco, sotto i riflettori: Artemio. Smoking nero con papillon fucsia, capelli impomatati e un sorriso abbagliante da presentatore televisivo navigato. Accanto a lui sedeva la Duchessa, ancora vestita con l&#8217;abito porpora della sera della seduta. Sagrin not&#242; che la donna aveva uno sguardo assente, perso nel vuoto. E la postura era innaturale, sembrava quasi sedata: un involucro senza vita all&#8217;interno. Artemio inizi&#242; a parlare con il suo microfono ad archetto professionale, che dava una nota stridula alla sua voce.<br>&#171;Che sorpresa, signore e signori, ecco un ospite speciale! Il leggendario Detective Sagrin! Nessun criminale &#232; al sicuro con lui.&#187;<br>Il pubblico inond&#242; la sala di applausi e fischi concitati.<br>Sagrin si guard&#242; intorno e fece due conti. Tanto per cominciare era in diretta, e lo stava guardando tutta Italia. La tentazione di scappare era forte, ma avrebbe fatto la figura del codardo. L&#8217;alternativa era sparare a quel miserabile di Artemio, ma avrebbe finito gli ultimi anni di vita in gattabuia. Artemio fece un gesto sinuoso con la mano, indicando una sedia vuota accanto alla Duchessa. &#171;Detective, per favore, non resti l&#236; sulla porta come uno zerbino. Lei &#232; nostro ospite, e questa sera scopriremo insieme la verit&#224; su un inganno straordinario, accaduto proprio qui, a Torino.&#187; Sagrin abbass&#242; lentamente la pistola, mentre il pubblico applaudiva ritmicamente. Guard&#242; Artemio, che sorrideva trionfante, con uno sguardo che rasentava la follia. <br>Artemio riprese parola. &#171;Bene, mentre lasciamo il tempo al nostro ospite di ambientarsi, vi ricordo il tema di questa prima serata di Illusioni Italiane. Scopriremo insieme chi &#232; il vero imbroglione: la medium che truffa i ricchi, o il detective che li protegge. &#200; giunta l&#8217;ora del suo processo, Detective Sagrin!&#187;<br>&#171;Ma quali ricchi e quale processo, forse hai bevuto, Artemio. Straparli&#187; borbott&#242; Sagrin, a denti stretti.<br>Scopr&#236; di avere ancora la pistola in mano. Poi guard&#242; le telecamere con le lucette rosse accese. Registrazione in diretta.<br><em>Quel figlio di buona donna mi ha teso una trappola, e io ci sono cascato in pieno.<br></em>Non c&#8217;era scampo: per la prima volta nella sua carriera non aveva la minima idea di come se la sarebbe cavata. Con una lentezza pachidermica si sedette sulla sedia accanto alla Duchessa, riponendo la pistola nella fondina. Il pubblico applaud&#236; ancora pi&#249; forte, inebriato da quella girandola di emozioni.</p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_1272,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_1456,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw"><img src="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg" width="606" height="606" data-attrs="{&quot;src&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;srcNoWatermark&quot;:null,&quot;fullscreen&quot;:null,&quot;imageSize&quot;:null,&quot;height&quot;:1456,&quot;width&quot;:1456,&quot;resizeWidth&quot;:606,&quot;bytes&quot;:2849203,&quot;alt&quot;:null,&quot;title&quot;:null,&quot;type&quot;:&quot;image/jpeg&quot;,&quot;href&quot;:null,&quot;belowTheFold&quot;:true,&quot;topImage&quot;:false,&quot;internalRedirect&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/i/178695382?img=https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg&quot;,&quot;isProcessing&quot;:false,&quot;align&quot;:null,&quot;offset&quot;:false}" class="sizing-normal" alt="" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_424,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_848,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 848w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_1272,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 1272w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!FVGH!,w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F39325199-14dd-4f1f-b506-c9b01ca0a986_5000x5000.jpeg 1456w" sizes="100vw" loading="lazy"></picture><div class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" stroke="currentColor" stroke-width="2" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" class="lucide lucide-maximize2 lucide-maximize-2"><polyline points="15 3 21 3 21 9"></polyline><polyline points="9 21 3 21 3 15"></polyline><line x1="21" x2="14" y1="3" y2="10"></line><line x1="3" x2="10" y1="21" y2="14"></line></svg></button></div></div></div></a><figcaption class="image-caption">La Marea nella nebbia. Detective Sagrin, 2025</figcaption></figure></div><div><hr></div><div class="subscription-widget-wrap-editor" data-attrs="{&quot;url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/subscribe?&quot;,&quot;text&quot;:&quot;Iscriviti&quot;,&quot;language&quot;:&quot;it&quot;}" data-component-name="SubscribeWidgetToDOM"><div class="subscription-widget show-subscribe"><div class="preamble"><p class="cta-caption">Grazie per aver letto Detective Sagrin! Iscriviti gratuitamente per ricevere nuovi post e supportare il mio lavoro.</p></div><form class="subscription-widget-subscribe"><input type="email" class="email-input" name="email" placeholder="Digita la tua email&#8230;" tabindex="-1"><input type="submit" class="button primary" value="Iscriviti"><div class="fake-input-wrapper"><div class="fake-input"></div><div class="fake-button"></div></div></form></div></div>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Ep.8 Il nome dimenticato]]></title><description><![CDATA[In cui Sagrin cerca di ricordare l'uomo che fu.]]></description><link>https://www.albertoceresa.com/p/ep8-il-nome-dimenticato</link><guid isPermaLink="false">https://www.albertoceresa.com/p/ep8-il-nome-dimenticato</guid><dc:creator><![CDATA[Alberto Ceresa]]></dc:creator><pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:29:52 GMT</pubDate><enclosure url="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!JX3C!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56b116c1-a1f9-4964-a0d9-9b434be475b1_5000x5000.jpeg" length="0" type="image/jpeg"/><content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa settimana Sagrin fa quello che fa raramente: si guarda dentro. <br>Siamo all&#8217;episodio 8. Mancano due episodi alla fine della prima stagione. <br>Grazie per essere saliti sulla Marea con me. &#128663; <br>*** P.S. Ho riscritto l&#8217;episodio 2 per dare pi&#249; respiro alla storia. <br>Lo trovate sotto, nella Raccolta Sagrin, se volete leggerlo.</em></p><div><hr></div><div class="digest-post-embed" data-attrs="{&quot;nodeId&quot;:&quot;1707d845-2940-4203-a3c6-9dcb864d9549&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Tutti gli episodi di Detective Sagrin in ordine di pubblicazione.&quot;,&quot;cta&quot;:&quot;Read full story&quot;,&quot;showBylines&quot;:true,&quot;showDescription&quot;:true,&quot;showImage&quot;:true,&quot;size&quot;:&quot;sm&quot;,&quot;isEditorNode&quot;:true,&quot;title&quot;:&quot;Sagrin - Tutti gli episodi&quot;,&quot;publishedBylines&quot;:[{&quot;id&quot;:106066323,&quot;name&quot;:&quot;Alberto Ceresa&quot;,&quot;bio&quot;:&quot;Scrivo e disegno storie di detective stanchi, cartomanti truffaldine e verit&#224; che fanno pi&#249; paura della menzogna. Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:0,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><h3>Il nome dimenticato</h3><p>Sagrin non aveva chiuso occhio, ed era visibilmente stropicciato. Aveva passato la notte nella Marea, parcheggiato in via Fratelli Calandra con il motore spento e il finestrino abbassato a met&#224;. Ogni volta che provava ad addormentarsi vedeva quella sagoma dall&#8217;altra parte del tavolo, sentiva quella voce dell&#8217;oltretomba pronunciare il suo nome. <em>Manlio.</em> Il nome dimenticato, che non aveva pi&#249; ragione di esistere. Per ammazzare il tempo aveva fumato come una ciminiera riempiendo il posacenere fino all&#8217;orlo. Raggiunta la capienza massima del contenitore, aveva optato per appoggiare le cicche sul cruscotto color mogano, come tante pedine del domino. All&#8217;alba la nebbia si era mangiata Torino in un boccone, e Sagrin aveva guardato il suo riflesso nel finestrino appannato. Stentava a riconoscersi: i baffi afflosciati, il riporto in disordine, gli occhi gonfi e rossi. Il Detective dal fascino irresistibile sembrava un ricordo lontano. <em>Decoroso</em>, aveva detto suo padre. La parola lo punzecchiava come una zanzara. Si tocc&#242; la spalla sinistra, nel punto preciso dove la terra aveva macchiato la stoffa dell&#8217;uniforme. Aveva provato a spazzolarla con una mano, ma il segno se possibile si era espanso ulteriormente. Scese dalla macchina con le ossa che scricchiolavano, e dopo un passo il freddo umido gli si infil&#242; dentro.</p><div><hr></div><p>Si guard&#242; intorno: il Bar Les Arcades era gi&#224; aperto, la piccola entrata illuminata fiocamente. <em>Va bene, pens&#242;. Un Tamango. Quello s&#236; che rimette tutto a posto. </em>Entr&#242; nel locale con passo incerto. La barista lo guard&#242; interdetta: un uomo in cos&#236; male arnese poteva significare solo guai. Si sedette al bancone e ordin&#242; con un cenno del capo. La donna si spost&#242; nel retrobottega, lontano da occhi indiscreti, per preparare il suo intruglio segreto. Sagrin si afflosci&#242; sul bancone, sprofondando nei suoi pensieri, che inevitabilmente lo portavano sempre a suo padre, alla voce che aveva udito.<br><em>Manlio. Figliolo. Non pu&#242; essere reale, sarebbe illogico. I morti non tornano, proprio perch&#233; sono morti, santiddio.<br></em>Ma la terra sulla sua spalla sembrava sancire il contrario. La barista ritorn&#242; con in mano il cocktail, e Sagrin si ferm&#242; ad osservare rapito il colore amaranto della bevanda, racchiusa in un piccolo bicchiere di plastica. Nessuno conosceva la ricetta del Tamango. Le dicerie pi&#249; ricorrenti citavano un miscuglio di radici africane con presunte propriet&#224; allucinogene, di erbe rare che crescevano solo in certi angoli sperduti del mondo. Lo trangugi&#242; in pochi sorsi, sentendo l&#8217;alcool avvampargli dentro. Chiuse gli occhi e aspett&#242; che il calore si diffondesse, risvegliando il suo proverbiale intuito che non accennava a manifestarsi.<br><em>Va bene, pens&#242; di nuovo. Ne ho abbastanza di notti insonni e voci sepolcrali, &#232; tempo di risolvere questo dannato caso.<br></em>Si alz&#242; dal bancone e usc&#236; dal locale, lasciando qualche moneta sul tavolo. Il suo ufficio era a pochi passi, in Via Della Rocca. La sua adorata tana, dove il caos si trasformava magicamente in ordine. Dove capire, una volta per tutte, cosa diavolo stesse succedendo a Torino.</p><div><hr></div><p>L&#8217;ascensore sal&#236; cigolando fino a raggiungere il primo piano. Si appoggi&#242; alla parete di metallo, sentendo l&#8217;euforia del Tamango bisticciare con la stanchezza che aveva nelle ossa. La testa gli girava leggermente, ma la sensazione non era spiacevole. Meglio il vuoto dell&#8217;alcool che il pieno dei ricordi. La porta dell&#8217;ascensore si apr&#236; con un ding metallico. Attravers&#242; il corridoio stretto e apr&#236; la porta del suo studio.</p><div><hr></div><p><em>Che mortorio</em>, pens&#242;, appena varcata la soglia. La luce del crepuscolo si faceva largo attraverso le piccole finestre chiuse, illuminando a sprazzi il monolocale che in tante occasioni l&#8217;aveva fatto sentire al sicuro, protetto. Ora gli sembrava solo troppo piccolo, e per giunta squallido. Tutto era esattamente come l&#8217;aveva lasciato: la scrivania invasa da una mole irragionevole di cartacce e taccuini, la poltrona di pelle fracassata. E una punteggiatura di cataste di libri qua e l&#224;. Eppure ogni cosa sembrava leggermente storta, impercettibilmente fuori luogo. <em>Smettila</em>, si disse. <em>Ti fai suggestionare come un bamboccio timoroso. </em>Si sbotton&#242; l&#8217;uniforme e la appoggi&#242; con cura sulla sedia. Aveva bisogno di risolvere il caso: bastava trovare l&#8217;innesco giusto.</p><div><hr></div><p>Sagrin era convinto che la genialit&#224; investigativa non dipendesse n&#233; dalla fortuna, n&#233; da una forma di talento innato. E ancora meno dal rompersi la schiena sui manuali. No, tutto dipendeva da una formula segreta, una ricetta che garantiva il successo, messa a punto dopo anni di indagini. Per prima cosa: mettere in ordine la propria stanza, eliminando le distrazioni. Secondo: sforzarsi di mantenere la mente elastica, fresca. Terzo: lasciare che corpo e mente lavorino all&#8217;unisono. La combinazione di queste tre tecniche era infallibile. E oggi, pi&#249; che mai, aveva bisogno che funzionasse. Si guard&#242; intorno. Gli oggetti che aveva accumulato nel corso degli anni lo fissavano dal loro posto: il posacenere della Marlboro in smalto bianco e rosso, la lava lamp comprata al bric-&#224;-brac, il mappamondo con l&#8217;Unione Sovietica ancora intatta. Tutti scelti con cura, tutti sistemati al loro posto nella stanza. Almeno cos&#236; era stato all&#8217;inizio. Adesso lo studio sembrava un magazzino di cianfrusaglie. Si lasci&#242; cadere sul divano imbarcato, che ufficialmente rappresentava lo spazio d&#8217;attesa per i clienti. Ma di clienti in visita non ne vedeva da tempo. I casi li pescava sul campo, abbandonandosi al flusso della citt&#224;, fiutando i guai prima ancora che esplodessero. Era il suo dono, e anche la sua maledizione. Leggeva le persone come un libro aperto: sapeva riconoscere le bugie dai movimenti del corpo, le colpe negli sguardi sfuggenti. Ma questa continua analisi lo stancava enormemente. A volte aveva bisogno di sparire per settimane, rendersi completamente invisibile al mondo. Chiuse gli occhi, lasciandosi avvolgere dal divano. Il Tamango gli bruciava ancora nello stomaco. La serata del giorno prima gli affollava la testa di stimoli da processare, codificare. Anche se non riusciva a metterci il dito sopra, c&#8217;era qualcosa di sospetto nell&#8217;esperienza che aveva vissuto. Ma la mente non collaborava: l&#8217;unico modo per riattivarla era affidarsi ai suoi rituali. Per prima cosa chiam&#242; a raccolta mentalmente il parlamento di voci che abitavano la sua stanza, i suoi numi tutelari. Le pareti dell&#8217;appartamento erano tappezzate di poster di film, e ogni locandina gli garantiva la compagnia che il mondo non gli offriva. Si alz&#242; dal divano con uno scricchiolio delle ginocchia e accese la lava lamp. La luce calda inond&#242; la stanza. Sulla parete di fronte alla scrivania c&#8217;erano Bud Spencer e Terence Hill in <em>Altrimenti ci arrabbiamo</em>. La dune buggy rossa con la cappottina gialla, magnifica. Accanto, il manifesto de <em>Il gatto a nove code</em>, girato a Torino. Si avvicin&#242; alla scrivania e tir&#242; fuori da un cassetto una scatola di latta che un tempo conteneva biscotti Gentilini. Dentro c&#8217;era una selezione di audiocassette: colonne sonore di film originali, comprate anni fa al mercato. Prese quella di <em>Altrimenti ci arrabbiamo</em> e la infil&#242; nello stereo Philips che teneva sulla mensola. La sigla degli Oliver Onions esplose nella stanza, in un tripudio di suoni funky e cori maschili. La musica lo riport&#242; alle domeniche pomeriggio di tanto tempo fa. La bottiglia dell&#8217;amaro Braulio sul tavolo, il ronzio della televisione in sottofondo. Suo padre seduto come un re sulla sua poltrona, perennemente accigliato. Sua madre in cucina, a preparare l&#8217;arrosto per la sera. No. Non era il momento di pensare a suo padre. Ma la musica non bastava, la ricetta per l&#8217;ispirazione era un fiasco.</p><div><hr></div><p>Apr&#236; il cassetto della scrivania e tir&#242; fuori la scatola dei modellini. Fiat e Lancia, tutti in scala 1:43, comprati uno alla settimana per anni in un negozio di giocattoli derelitto in via Cigna. La sua preferita era la Lancia Stratos Rally, con la livrea rossa e bianca e gli sponsor Alitalia. Prese il modellino e lo fece scorrere sulla scrivania, imitando il rumore del motore. &#171;Vroooom. Curva a sinistra. Curva a gomito.&#187; Si sent&#236; ridicolo e ripose il modellino nella scatola, chiudendola con un gesto secco. Si accese una sigaretta e guard&#242; fuori dalla finestra: Torino era sempre al suo posto, su questo almeno non c&#8217;era dubbio. Spost&#242; un po&#8217; di carte sul tavolo, fino a trovare il suo vecchio album di fotografie, che non apriva da anni. <em>No</em>, pens&#242;. <em>L&#8217;album no, non me la sento. </em>Ma un attimo si fece forza e apr&#236; la copertina di pelle consunta. Le prime pagine scorsero senza angustiarlo troppo: lui da ragazzo alla Mole Antonelliana, una foto con la divisa da militare (quella vera, non quella comprata al Balon), lui con la Marea appena acquistata e un gran sorriso stampato in volto. Poi arriv&#242; alla foto che cercava di evitare. Lui e suo padre al Parco del Valentino. Sagrin aveva forse diciotto anni, mentre il padre nonostante avesse quarant&#8217;anni circa ne dimostrava almeno sessanta: il volto scavato dall&#8217;alcool, gli occhi duri e piccoli. Sagrin si lisci&#242; i baffi, meccanicamente.<br><em>Decoroso.<br></em>Chiuse l&#8217;album e si alz&#242;. Doveva pensare al caso. Ai morti. Alla Duchessa, ma pi&#249; si sforzava, meno riusciva a chiarirsi le idee. Si mise a sfogliare il taccuino dei casi: pagine e pagine di schizzi e appunti. L&#8217;ultima pagina riguardava la seduta spiritica. Aveva abbozzato un disegno del tavolo, con gli ospiti seduti intorno: l&#8217;antiquario, la gallerista, Artemio nell&#8217;angolo, la Duchessa al centro. E quella sagoma davanti a lui. Suo padre. Ripass&#242; con la matita il contorno della figura, aggiungendo alcuni dettagli che gli venivano in mente: le spalle massicce, la postura rigida. Poi scrisse accanto al disegno, in stampatello: &#8220;FIGLIOLO&#8221; La parola lo guardava dalla pagina. Sagrin la fiss&#242;. E allora qualcosa scatt&#242; dentro di lui. Suo padre non aveva mai detto quella parola: lo chiamava &#8220;Manlio&#8221; quando era sobrio, &#8220;gran coglione&#8221; quando era ubriaco. Ma mai una volta &#8220;figliolo&#8221;, i vezzeggiativi non entravano nel suo vocabolario, li odiava: diceva che erano &#8220;roba da femminucce&#8221;. Si alz&#242; di scatto dalla sedia.<br><em>Figliolo.<br></em>Quel fantasma non era suo padre, era qualcun altro. Qualcuno che credeva di sapere come parlava suo padre, ma lo imitava in modo goffo. La Duchessa? Artemio? Uno degli ospiti? Una cosa era certa: qualcuno lo stava prendendo per il culo. Sent&#236; il sangue battergli alle tempie. L&#8217;intuito, finalmente, si stava risvegliando. Torn&#242; al taccuino e cominci&#242; a scrivere furiosamente. Quanti conoscevano il nome Manlio? Pochissimi. Sua madre, morta anni fa, i suoi compagni di scuola. Ma non era tutto, perch&#233; aveva un sospetto. Bastava che qualcuno fosse riuscito ad avere accesso ai suoi vecchi fascicoli, a mettere il naso nel suo passato. Manlio, il suo nome, sepolto da una vita. Si ricordava bene perch&#233; aveva deciso di cancellarlo per sempre. Un ricordo si fece strada.<br><em>A quei tempi Manlio era un giovane agente di polizia. Stava seguendo un caso apparentemente semplice: un bambino scomparso nel quartiere Aurora. Pensava a una bravata, a un gioco di coraggio, ma passavano i giorni e del bambino neanche una traccia. Dieci anni, capelli biondi, maglietta della Juventus: tutti se lo ricordavano, ma nessuno sapeva dire con certezza dove fosse finito. Finalmente Manlio aveva trovato la pista giusta, che lo portava inequivocabilmente verso un campo agricolo ai margini del quartiere. Ma serviva un mandato per entrare nella propriet&#224;, che tardava ad arrivare. Aveva seguito la procedura, aspettato come un cane fedele. Ma quando finalmente il mandato era arrivato il bambino era gi&#224; morto. Era scappato di casa per gioco ed era caduto in un pozzo. Quella notte aveva dato le dimissioni dalla polizia. E aveva deciso che &#8220;Manlio&#8221; era morto insieme a quel bambino. Si era ricordato del soprannome che gli davano in citt&#224;. &#8220;Sagrin&#8221;, la parola piemontese per tristezza, era perfetto. Si sarebbe chiamato cos&#236; da ora in poi. Perch&#233; la tristezza era l&#8217;unica cosa che non poteva seppellire.</em></p><div><hr></div><p>Apr&#236; gli occhi.</p><p>La sigaretta si era consumata tra le dita, bruciandogli la pelle e lasciando un cumulo di cenere per terra. <em>Figliolo. </em>Si alz&#242; dalla scrivania e si avvicin&#242; di nuovo al taccuino. Cominci&#242; a ricostruire la serata pezzo per pezzo. La Duchessa aveva pensato a tutto: gli incensieri, le candele e tutto il resto. Ma era stata lei a evocare i fantasmi? O era stato qualcun altro? Artemio. Il maggiordomo. Sempre nell&#8217;ombra, sempre silenzioso.<br>Con quel modo di servire untuoso. Ma ancora, gli incensieri. Emanavano un odore strano. &#8220;Incenso di Damasco&#8221;, aveva detto Artemio. Una puzza odiosa e persistente. Cerc&#242; di ricordare meglio quell&#8217;odore. Aveva qualcosa di strano, di chimico, celato dal sandalo e dalla mirra.<br><em>Una droga.<br></em>Qualcuno aveva drogato i partecipanti alla seduta spiritica.<br>Le visioni erano indotte dalla droga. E se le visioni erano false, allora anche i morti lo erano. Ma per quale ragione drogare tutti? Torn&#242; al taccuino e scrisse in grande: &#8220;LA DUCHESSA &#200; IN PERICOLO.&#8221; <br>Perch&#233; se la seduta era stata sabotata, allora il colpevole aveva un piano: gli serviva far credere che i morti stessero tornando. E la Duchessa, con la sua fama di medium, era il suo bersaglio. Doveva trovarla subito, metterla al sicuro. Si rimise l&#8217;uniforme, controll&#242; la pistola, e usc&#236; dall&#8217;ufficio. La Marea lo attendeva in via Fratelli Calandra, fedele come un cane. E Sagrin era pronto ad andare a prendere per le orecchie chi lo stava ingannando.</p><div><hr></div><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!JX3C!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56b116c1-a1f9-4964-a0d9-9b434be475b1_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" srcset="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!JX3C!,w_424,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56b116c1-a1f9-4964-a0d9-9b434be475b1_5000x5000.jpeg 424w, https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!JX3C!,w_848,c_limit,f_webp,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F56b116c1-a1f9-4964-a0d9-9b434be475b1_5000x5000.jpeg 848w, 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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Detective Sagrin &#232; il mio noir illustrato.&quot;,&quot;photo_url&quot;:&quot;https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/ff420027-7e1b-4638-9b28-e4593bab81d9_539x572.jpeg&quot;,&quot;is_guest&quot;:false,&quot;bestseller_tier&quot;:null}],&quot;post_date&quot;:&quot;2025-10-24T08:19:30.354Z&quot;,&quot;cover_image&quot;:null,&quot;cover_image_alt&quot;:null,&quot;canonical_url&quot;:&quot;https://www.albertoceresa.com/p/raccolta-sagrin&quot;,&quot;section_name&quot;:null,&quot;video_upload_id&quot;:null,&quot;id&quot;:176993219,&quot;type&quot;:&quot;page&quot;,&quot;reaction_count&quot;:0,&quot;comment_count&quot;:0,&quot;publication_id&quot;:3772789,&quot;publication_name&quot;:&quot;Detective Sagrin&quot;,&quot;publication_logo_url&quot;:&quot;https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!VZrc!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F2af079a8-a369-460c-8069-74a7333977cf_1280x1280.png&quot;,&quot;belowTheFold&quot;:false,&quot;youtube_url&quot;:null,&quot;show_links&quot;:null,&quot;feed_url&quot;:null}"></div><div><hr></div><p></p><div class="captioned-image-container"><figure><a class="image-link image2 is-viewable-img" target="_blank" href="https://substackcdn.com/image/fetch/$s_!AGFw!,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fbff0ea62-a506-4ff5-8dbd-0d0ef36a96f8_5000x5000.jpeg" data-component-name="Image2ToDOM"><div class="image2-inset"><picture><source type="image/webp" 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class="image-link-expand"><div class="pencraft pc-display-flex pc-gap-8 pc-reset"><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container restack-image"><svg aria-hidden="true" width="20" height="20" viewBox="0 0 20 20" fill="none" stroke-width="1.5" stroke="var(--color-fg-primary)" stroke-linecap="round" stroke-linejoin="round" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><g><path d="M2.53001 7.81595C3.49179 4.73911 6.43281 2.5 9.91173 2.5C13.1684 2.5 15.9537 4.46214 17.0852 7.23684L17.6179 8.67647M17.6179 8.67647L18.5002 4.26471M17.6179 8.67647L13.6473 6.91176M17.4995 12.1841C16.5378 15.2609 13.5967 17.5 10.1178 17.5C6.86118 17.5 4.07589 15.5379 2.94432 12.7632L2.41165 11.3235M2.41165 11.3235L1.5293 15.7353M2.41165 11.3235L6.38224 13.0882"></path></g></svg></button><button tabindex="0" type="button" class="pencraft pc-reset pencraft icon-container view-image"><svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" width="20" height="20" viewBox="0 0 24 24" fill="none" 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